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YOM HAZIKARON 23.477. Questo è il numero di morti che Israele ha lasciato alla storia per guadagnarsi la sua libertà e la libertà di ogni ebreo nel mondo.

    foto di Noi che amiamo Israele.
    foto di Noi che amiamo Israele.
    foto di Noi che amiamo Israele.











    23....477 persone che con il loro sacrificio hanno donato la possibilità ad ognuno di noi di poter vivere senza la paura di poter essere sterminati di nuovo, ma ancor di più la gioia di poter essere ebrei.Liberi.

    Soldati e civili che in 70 anni e più hanno perito per guadagnarsi un fazzoletto di Terra circondato da soli stati nemici. Uomini e donne che hanno sacrificato la loro gioventù, i loro amori, la loro vita per assicurare il miglior futuro ad un Popolo che per millenni ha cercato la sua unica Casa.
    Soldati che hanno combattuto battaglie e guerre miracolose, portato a termine azioni impensabili.
    Civili uccisi inermi nelle strade, nei caffè. Giovani morti durante notti in discoteca o durante un viaggio in autobus. Uccisi nel silenzio totale di un mondo sordo.

    Eroi come Yoni Netanyahu, ucciso ad Entebbe per riportare in salvo cittadini israeliani e non, presi in ostaggio da terroristi palestinesi.
    Vittime come la famiglia Fogel, uccisi tra le mura sicure della loro casa, ad Itamar, da un commando di terroristi palestinesi, che non hanno esitato nell’assassinare anche i loro piccoli. Servitori della patria , morti totalmente soli, lontano da casa, come Max Steinberg, ucciso a Gaza, poco più 20enne, durante l’ultima ed ennesima guerra contro Hamas; arruolatosi volontario dalla California, per difendere Israele.
    Una lista che ogni anno si allunga, aumenta. Lascia figli orfani, moglie vedove, famiglie segnate per sempre. Una lista che aumenta il dolore ma non diminuisce la speranza.
    Attacchi terroristici che oggi continuano a mietere feriti. Con ogni mezzo. Una guerra ed un terrore che vanno oltre confine.
    Uccidono nella Sinagoga di Roma, Stefano un bambino di 2 anni, Yoav, Philippe, Francoise, ebrei francesi in un Super Market di Parigi e di nuovo, Miriam ed altri bambini nella Scuola di Tolosa.
    Uccide ogni ebreo. Ma non la nostra ebraicità, di qualsiasi tipo essa sia.
    Non estingue la voglia di vivere da ebrei. Di ricordare chi con il sacrificio del proprio tempo, della propria forza, ma soprattutto della propria vita, ci regala e permette oggi, la tranquillità di vivere la nostra. Ci consente di essere ebrei.
    A Casa ed altrove.

    Grazie a E.A

Pubblicato il 10/5/2016 alle 20.20 nella rubrica Diario.

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