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Armatevi di pazienza e leggete questa lunga e appassionata "Lettera di una persona amica"

 

Cara Deborah Fait e tutti voi cittadini d’Israele,

Per prima cosa, spero che oggi, a casa vostra, ma anche domani e sempre, nessuno vi rompa le scatole. Anch’io voglio mandare la mia bella cartolina dall’Eurabia. Perché noto, purtroppo, che il cervello umano è uguale a una spugna: assorbe subito acqua, ma è molto più difficile, poi, farla uscire tutta, l’acqua. Notando le foto di Roma, anzi della marcia su Roma di Hamas (che mi ricorda tanto la marcia delle SS a Berlino) con annessa compagnia bella e contenta di farsi fotografare, mi sono venuti i brividi lungo la schiena. Voglia anche di spegnere il computer. E’ una minaccia anche per me, per tutti. Non mi piace affatto vedere dove siamo arrivati. Al declino. C’è una campagna promozionale di vendita che avrà sempre dei clienti, compratori che buttano nel ‘carrello’ della spesa tutto; non tramonta mai la tecnica di marketing strategico di Hamas di usare i bimbi a scopi dimostrativi. Bambini, futuri spietati assassini, bella e moderna educazione al futuro. Nessuno ad Hamas & C., ha insegnato le tecniche di pubblicità (o forse sì … qualcuno gliele ha suggerite) ma hanno captato al volo che, inserendo messaggi e immagini che colpiscono dritti gli irrazionali sentimenti umani (bambini, occhioni grandi e bisognosi di giustizia esposti come pubblicità e gadget commerciali), per convincere l’occidente, funziona. Eccome se funziona! Una bella educazione, mandarli a morire per far morire altre persone, altri bambini, donne e uomini ebrei che non hanno colpa di niente. Niente! Gli assassini terroristi si usano anche tra loro, pur di uccidere, che fratellanza. Gli Israeliani non lo fanno. I ‘fratelli’ di sangue si danno la mano e si scambiano gli esplosivi. Per farsi saltare in mezzo ai civili, sugli autobus, per negozi, al ristorante, al mercato, nelle sinagoghe. Non sono esseri umani, ma macchine da guerra automatiche e prive di cuore. No, il cuore non ce l’hanno. Né loro, né chi li sostiene qui anche senza armarli. Ma si vorranno bene tra loro? No, non credo affatto che provino alcuna forma di amore, verso nessuno. Un padre che ama il figlio e lo mette al mondo, non lo imbottisce di bombe. Certo, è una religione intollerante dove l’odio sovrasta tutto il resto. Punto. Cambierà tra millenni quando il mondo finirà.

E abbiamo già il ‘Largo Arrigoni’, che velocità insolita, una sfida contro tutti i permessi, i cavilli e i tempi biblici della burocrazia. Vogliamo fare invidia al Giappone che ha ricostruito un’autostrada in soli 6 giorni? Già, non so se esiste qui una via dedicata alle povere vittime giapponesi. Eh certo, sarebbe strano in pochi giorni, qui. Forse c’è pure, ma se c’è, nessuno ne ha parlato a dovere. Quindi non lo so. Non l’ho vista. Forse la faranno nel 2020. Tanto, Largo Arrigoni c’è già invece, così i bambini italiani chiederanno ai nonni chi era, e chi combatteva. Lasciamo perdere. Tutto per dire questo: Mi chiedo proprio quanto tempo ci vorrebbe per avere Piazza FOGEL, e tante altre infrastrutture dedicate agli uccisi in Israele. Quanto tempo? Tre giorni? Tre secoli? Mai? il buffo, nel senso di penoso e tristissimo fatto, è che non ci sarà mai, credo, Piazza Fogel qui nel mio Paese, Purtroppo. Io la vorrei, col cuore. Deporrei rose colorate e tanti fiori, sempre freschi, su Piazza Fogel. Per sempre. Sarei orgogliosa di mostrare ai miei figli un monumento commemorativo, in Italia, sulla Famiglia Fogel e la Stella di Davide. Direi ai miei figli che chi gli ha sgozzati tutti è un mostro che merita il peggio. Mostri generati da una società intollerante e criminale. Spero paghino molto caro il loro massacro.

Ma qui si beve. Si manda giù tutto. Comodo, per molti, espellere i propri sensi di colpa, rendendosi solidali con chi è schierato contro chi ha, invece, tutta la piena ragione. Poi c’è la sensazione di andare controcorrente e di combattere dei ‘cattivi’ oppressori dei giusti. Ma che mi facciano il piacere di non parlare nemmeno. Almeno, Vittorio Arrigoni, quando è stato picchiato sul cranio, ripreso e poi impiccato, da quelli che credeva amici (begli amici), si è reso conto mentre perdeva la vita, di chi sono in realtà gli esseri pazzi che sempre difeso? Fanatici. No, forse non lo ha capito lo stesso. Vittima dei suoi begli amici.

A proposito dell’antisionismo ossia antisemitismo (che differenza fa? Nessuna, bando alle bugie e ai bugiardi), e premesso che ho amici stranieri, anche africani, che rispetto totalmente, "Chi ha paura dello straniero?" è stato il tema del seminario tenutosi giovedì 7 aprile alla Camera del Lavoro di Reggio nell’Eurabia, anzi Emilia, la mia provincia (ho voglia di far cambio residenza e trovarmi in Israele) Organizzata dal sindacato pensionati Spi Cgil. Io vorrei che gli organizzatori dello Spi e tutti partecipanti al seminario, con una macchina del tempo, andassero a intervistare, a fine anni ’40, negli anni della ‘Nakba’ (ma pure secoli prima) i popoli arabi insediati in Palestina chiedendogli: Hey! Voi. Chi ha paura dello straniero? Anzi, chi ha paura e fastidio nel vedere il popolo Ebraico, che popolava da secoli quella terra, e che è nata in quella terra, tornare a casa propria, per ricostruire le proprie case nel territorio dove gli altri gli hanno malamente scacciati con una pulizia etnica? Chi ha paura dell’ebreo? Chi ha paura del sionista? Se si vede un’etnia come invasore, siamo al razzismo più primitivo. Forse gli intervistatori sarebbero stati sgozzati.

E ora lo chiederei a tutti gli italiani: Chi ha paura dell’Israeliano? Chi ha paura dell’ebreo? Avete paura del diverso? Il razzismo è paura. Cosa cambia, dall’essere razzista verso un nero, un bianco o un Israeliano? Come mai l’ottuso non lo capisce? L’essere umano è davvero limitato. Quanti non conoscono la vera storia e non sono nemmeno interessati a conoscerla, perché le bevono tutte, assorbendo ogni tecnica di marketing pietoso e finto commovente dei nemici di Israele, che sono terroristi e assassini? La Demagogia ha sempre funzionato, nei secoli. E su chi fa effetto, radica schemi e rigidità mentali, ragnatele che io chiamo Psicologia involutiva. Un fallimento per l’umanità e il progresso. Perché il cervello umano ha questi enormi limiti e rimane succube della cattiva e manovrata informazione? Naturale, fa più comodo, ed è più veloce credere al gruppo, ai leaders, e a tutti, si fa meno fatica così che leggendo ed elaborando le proprie teorie. Anche l’orrenda realtà dell’olocausto è frutto di demagogia, propaganda e fallimento dei valori umani, mancanza di conoscenza, falò di libri e cultura storica patrimonio dell’umanità. L’olocausto è il fallimento dell’uomo stesso.

C’è pure chi è maledettamente e vergognosamente invidioso di Israele. Perché gli ebrei hanno sempre avuto doti intellettive speciali, il piglio di chi nel mondo, con i suoi mezzi e le sue rare qualità, il successo lo crea, con le sue mani. Molti non ne sono capaci, anche provandoci. Invidiosi come serpi, espellono bile rabbiosa.

p.s. Di Italiani che ragionano e vi stimano ce ne sono tanti, solo che non danno spettacolo, non organizzano concerti ad hoc, richiamando migliaia di giovani, non mangiano approfittandosi di un ghiotto stipendio grazie alla propaganda, non scrivono scemenze sui muri con uno spray, per fortuna non vedo più scritte da anni, c’è qualche adesivo, t-shirt ai concerti o kefiah-trendy. La propaganda è la cosa peggiore del mondo. Anche io acquistai, purtroppo, un kefiah, nel 1995, non sapendo nemmeno cosa fosse, solo per imitare i miei compagni di scuola, che lo indossavano (forse per il mio stesso motivo). Appena mia madre mi disse cos’era, lo gettai nell’immondizia ed ora è bello tritato. Chi è pro Israele purtroppo subisce il bombardamento dei media, che camuffa il bombardamento vero di Hamas. Ignorano in tanti che il Palestinesi sono profughi, solo perché gli Arabi non li ospitano, per tenerli come arma contro Israele. E di posto ne avrebbero tanto!

Cari terroristi e nemici di Israele, io non affatto ho paura di voi, semplicemente mi siete (a dir poco) antipatici e non vi digerisco. Siete assassini senza gloria. Continuerò per sempre a guardarvi con pietà, non perché siete dei maltrattati e meritate la comprensione del globo, ma perché siete la personificazione della regressione dell’intelletto umano, continuando così siete la demolizione di ‘Virtute e Canoscenza’. Cercate di cambiare. Provateci almeno. E Israele, cosa fa? Non cerca la pena. Che il mondo copi, e impari, da Israele. Perché non esiste al Mondo uno Stato altrettanto forte come Israele, con la sua democrazia, il suo antico e attuale orgoglio, che è cresciuto, con la sua identità e il suo destino, il destino di non essere mai cancellato. Un’identità mai estinta. Gente magica. C’è solo da imparare da Israele. Noi italiani stessi non siamo un popolo unito, non abbiamo un’identità nazionale, né l’avremo mai, putroppo, con tutto il rispetto che ho verso i miei fratelli italiani, specialmente per quelli che hanno sofferto per la pulizia etnica di Tito (E ci amiamo così poco, noi italiani, che non ci siamo mai ribellati alla ‘Via Tito’, che andrebbe estirpata) Anche se ora si vedono bandiere dell’Italia a destra e a manca, non è così, non si è affatto radicato un senso della Nazione, sono pochi gli italiani nazionalisti. Gli Israeliani, nemmeno con ciò che accade ora, hanno mai perso la voglia di vivere e la loro identità, sentono che sono vive come non mai le loro radici, e se le legano al cuore. E danno ancora un bel calcio nel didietro a chi, nell’indifferenza, superficialità, violenza e la barbarie, l’ignoranza, non ha più né orgoglio, né storia, né unità nazionale e nemmeno più religione e rispetto per sé.

Ho saputo, qualche giorno fa, che in Scozia, nelle librerie, non si vendono più libri di autori Israeliani. Domanda: preferite rimanere ignoranti, pur di fare i dispetti? Sì, certamente lo preferite. Peggio per voi, io boicotto voi e vi do pan per focaccia, ho deciso che non mi recherò mai in Scozia, tanto cosa dovrei vedere? Di castelli qui ne abbiamo in quantità, molto più belli. Preferirò fare un biglietto per Gerusalemme, molto più interessante. La scelta dei libri, fulgido esempio di apertura mentale. Anche nel terzo Reich tutto è cominciato bruciando il libri. La Germania ci ha guadagnato in peggio, e tutta l’Europa è rimasta danneggiata dall’idiozia di un pazzo criminale, che ha avuto la colpa di nascere e di vivere troppo a lungo. Poi finalmente il mondo se l’è tolto dai piedi, ma con gravi danni per tutti gli umani. Voi che boicottate (inutilmente) i prodotti di Israele, siete il simbolo del degenero neuronale regalatovi dai cattivi media, che vi rendono schiavi di un invisibile (per voi) demagogia. Mentre ogni informazione vera vi rimbalza, e vi offendete scrivendo magari gli ennesimi nonsense, io mi recherò stasera e nei prossimi giorni dall’ortolano, alla ricerca di tanti chili di ottimi agrumi, coltivati dalle sacre mani dei miei fratelli e sorelle di Israele. Vitamina C che preserva le cellule, fa lavorare la mente e fa del bene ad una terra meravigliosa e colorata.

Ross
pubblicata da Mirella Coen

Pubblicato il 29/7/2011 alle 16.0 nella rubrica Diario.

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