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Israele e la sua gastronomia

 



 





Gastronomia
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Quale punto di convergenza di immigranti da tutto il mondo, Israele è un Paese dai sapori vari e molteplici. Israele offre una cucina dai mille sapori, immigranti da tutto il mondo hanno importato uno stile ed una cucina particolare. Difficile scegliere tra le molte tradizioni culinarie. Dall’Europa, per esempio, sono arrivati lo schnitzel viennese, ovvero la cotoletta impanata, il gulasch ed il borscht (zuppa di barbabietole con patate). Dal Marocco, Yemen e Iraq l’abitudine di iniziare il pasto con vari antipasti. Piatti molto diffusi sono la pasta e la pizza, il purè di ceci con pasta di sesamo, limone e cumino detto hummus; gustose verdure o foglie di vite farcite con noci riso e carne e moltissime varità di insalate di melanzane. Tra i secondi sono popolari il kebab o piatti arabi come il masnaf (riso agnello, erbe, noci, limone) e il mussaka (a base di melanzane e carne trita). Dal Marocco il Tabule (cous cous condito). Ma lo snack “nazionale” è il falafel, panino di pane arabo con polpettine di verdura, hummus e altre salsine gustose. In Israele si mangia a tutte le ore e le specialità locali sono molte: lo snack nazionale, il falafel nel tipico pane (pita), o il pesce di San Pietro appena pescato dal Lago di Tiberiade, magari accompagnato da uno dei pregiati vini israeliani riconosciuti a livello internazionale.

CIBO KASHER
Secondo le norme stabilite dalla legge ebraica, è proibito mangiare alcuni alimenti, come il maiale e i frutti di mare, e la carne non può essere servita assieme a pietanze a base di latticini. Viene chiamata kasher la cucina conforme a tali norme. Benché molti alberghi e ristoranti e la maggior parte dei supermercati si adeguino a tali norme alimentari, esistono anche diversi locali in tutto il Paese che servono menù non kasher. Esiste anche il vino kasher. La vite, privata dei germogli per i primi tre anni, non dà frutti. Li può dare solo a partire dal quarto anno. Da questo momento il vino verrà prodotto solo ogni sette anni secondo una legge dell’Antico Testamento. A fine torchiatura viene celebrata una cerimonia durante la quale si disperde l’1% del vino prodotto per simboleggiare la quota anticamente versata al tempio di Gerusalemme.

TERRA DI HOUMOUS, TAHINA, FALAFEL E PITA
“Come è la cucina israeliana”? Questa è una delle curiosità più diffuse sia per chi si appresta al viaggio, e naturalmente anche per chi arriva per la prima volta in questa zona all’estremità orientale del bacino mediterraneo. Lo Stato moderno di Israele è il prodotto di una immigrazione relativamente recente e proveniente dai luoghi più disparati del mondo, dallo Yemen alla Polonia. Conseguentemente, non esiste una vera e propria cucina locale, ma piuttosto una interessante fusione tra elementi diversissimi. Ci sono però alcuni piatti, tipici della cucina mediterranea mediorientale, che sono sempre presenti e complementano anche i manicaretti più sofisticati: Il Houmous, una gustosa purè di ceci cosparsa di ottimo olio d’oliva crudo. La Tahina, crema ricavata da pasta di sesamo e succo di limone. I Falafel, polpette vegetali di ceci bolliti con erbe profumate passate in friggitrice. La Pita, il buonissimo pane rotondo fatto di farina, acqua, sale e lievito. Se aggiungiamo una insalata mista, questi elementi da soli potrebbero diventare un pasto goloso, completo e molto salutare con i ceci proteici, la pasta di sesamo che è un ottimo supplemento di calcio, l’olio d’oliva per la longevità e l’insalata tricolore per tante vitamine e sorrisi! “Beteiavon” (Buon Appetito in lingua ebraica).
di Sergio Cigliuti, consulente tecnico e guida

I VINI ISRAELIANI
Nel paese dove l’acqua è stata tramutata in vino, questo non poteva che essere meraviglioso, molti sono infatti i premi internazionali attribuiti al vino israeliano. Per Israele la storia della moderna produzione vinicola inizia nell’ultimo ventennio del Diciannovesimo secolo. Le sue origini sono legate alla lungimiranza del barone Edmond Rothschild e all’abilità dei suoi enologi. Centri vinicoli nati allora per volere del magnate - quali Rishon le-Zion e Zichron Ya’acov - godono oggi del riconoscimento e della stima mondiale. Nei decenni, alla cooperativa nata a Rishon e universalmente nota come Carmel, si sono aggiunte altre aziende di calibro internazionale, quali la Golan Heights Winery, la Barkan Wine e la Eliaz Binyamina. In Israele, clima e caratteristiche geologiche favoriscono la produzione di diverse qualità di vino.

CURIOSITÀ
La Bibbia menziona sette specie di piante che sono native della terra d’Israele, prima fra tutte il grano, che è il pane degli uomini, seguono l’avena, il nutrimento per gli animali, il fico che nell’antichità, seccato, costituì scorta di zuccheri e vitamine per i lunghi viaggi nei deserti, il melograno, simbolo di fertilità nel rito e nell’arte ebraica, la palma da dattero sorgente del miele menzionato nelle Antiche Scritture e dalla quale si producevano cesti e cordami, poi l’uva che ai tempi di Dalila e Sansone veniva coltivata, come oggi nelle valli adiacenti a Gerusalemme, ed infine l’ulivo ed il suo olio col quale venivano “unti” i Re d’Israele. Il visitatori potranno apprezzare gli ottimi vini che oggi sono prodotti in Israele, alcuni dei quali rinomati in tutto il mondo. Il pane è davvero ottimo, specialmente quello tradizionale rotondo denominato “Pita”, fatto di acqua, farina e sale e cotto brevemente in forno. I prodotti caseari sono eccellenti e vale la pena di visitare qualche ristorante, nelle zone del Monte Carmelo oppure in Galilea, dove si possono ordinare scelte di formaggi locali che sono serviti con un po’ d’insalata fresca, qualche fettina di peperone al forno o marinato, una punta di composta di mango, pane ancora caldo e qualche buon assaggio di vino rosso. Nelle zone del Mar Morto e lungo il deserto dell’Aravah esistono immense coltivazioni di datteri, che possono essere acquistati anche freschi da settembre in poi. L’olio d’oliva spremuto a freddo prodotto in queste terre da migliaia di anni, è uno dei gusti più piacevoli della cucina Israeliana. Infine una curiosità: uno dei primi pionieri moderni d’Israele, Aaron Aronson, scoprì nel 1906 in Galilea la famosa pianta di grano endemica denominata “Emmer Wheat”, che poi divenne la “Madre del Grano” da cui la scienza agronomica moderna ha derivato tutte le tipologie di grano che sono utilizzate oggi per la produzione agricola industriale in tutto il Mondo. Dalla scoperta di Aaron Aronson sono anche derivate le varietà di grano duro che sono impiegate per la produzione dei migliori tipi di pasta italiana. Visitando la Galilea è possibile fare una passeggiata sulle colline dove ha avuto luogo questa importante scoperta, ancora oggi si trovano spighe di grano selvatico che crescono spontaneamente in queste zone dove le tradizioni antichissime rimangono più vive che mai, ed è proprio questo aspetto che trasforma gesti semplici come spezzare il pane o degustare un bicchiere di vino, in piccole esperienze che hanno un senso più profondo del solito se si visita Israele. Di Sergio Cigliuti - Consulente turistico e guida

LE SETTE SPECIE DELLA BIBBIA
L’Antico Testamento descrive Israele come terra modesta, che non offre enormi ricchezze ma allo stesso tempo elargisce naturalmente sette specie di piante endemiche che costituiscono una buona base per la vita: Il Grano, pane degli uomini. L’Avena, il “pane” per gli animali. L’Uva, da cui il vino che ancora oggi gli Ebrei usano per benedire ogni pasto. Il Fico, che veniva consumato fresco oppure schiacciato in grandi torte da preservare in anfore di terracotta. Il Melograno, frutto bello e nutriente, ricco di semi e quindi simbolo di fertilità. L’Ulivo, il cui olio purissimo, oltre che per complementare l’alimentazione, era impiegato come simbolo sacro dal Sommo Sacerdote del Tempio durante la cerimonia per l’Unzione dei Re di Israele. E infine la Palma da Dattero, i cui frutti venivano pestati per fare il miele. La “Terra stillante latte e miele”, dunque, erano i luoghi dove c’erano molte palme e capre…una delle molte sottigliezze che si capiscono meglio visitando Israele.
di Sergio Cigliuti, consulente tecnico e guida


Pubblicato il 29/6/2011 alle 11.29 nella rubrica Diario.

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