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Iran/ Regime vuole sostituire internet con una rete nazionale

(TMNews) - L'Iran potrebbe adottare una misura radicale per impedire ai movimenti di opposizione di proliferare su internet e di diffondere le loro idee di riforma e libertà politica: 'staccare' il Paese dal "world wide web" e sostituirlo con una rete solo nazionale, completamente autarchica. Secondo quanto riporta oggi il Wall Street Journal già a febbraio, durante la fase più acuta delle proteste in Egitto, il ministero delle telecomunicazioni iraniano ha indicato che il 60% delle case e imprese in Iran sono raggiunte dalla rete interna. L'obiettivo è che presto tutti siano collegati al nuovo sistema, per contrastare l'"invasione" di idee occidentali che arriva attraverso il web: un fenomeno che gli ultraconservatori della 'guida suprema' Ali Khamenei definiscono "soft war". L'obiettivo, secondo il regime, è quello di creare un "internet halal", cioè moralmente rispettoso dell'islam, secondo il direttore degli Affari economici Ali Aghamohammadi. Secondo il responsabile di Teheran, il nuovo web locale all'inizio sarebbe parallelo, con banche, ministeri e grandi imprese che manterrebbero l'accesso a internet. In seguito, il sistema nazionale potrebbe sostituire del tutto il "world wide web" in Iran e forse in altri Paesi islamici. L'attacco telematico al programma nucleare iraniano con il sofisticato 'worm' informatico Stuxnet, scoperto nel 2010, ha messo in allarme gli ayatollah, che temono sia stato organizzato da Stati uniti e Israele. L'Iran non sarebbe il primo Paese ad avere due sistemi paralleli: la Birmania e Cuba, altri due regimi repressivi, hanno adottato misure simili, mentre la Corea del Nord sta muovendo i suoi primi passi sulla rete con lo stesso criterio. Ma l'idea di 'staccare' completamente uno Stato dall'internet globale è inedita. Molti però, scrive il Wsj, dubitano della capacità del regime di passare a questa radicale 'fase 2' del suo progetto: anche per uno Stato isolato economicamente da pesanti sanzioni come l'Iran, internet resta uno strumento importante soprattutto negli affari: un blocco dell'accesso potrebbe avere ripercussioni sugli investimenti di potenze come Russia e Cina. Senza contare la questione delle conoscenze tecnologiche iraniane, che non sembrano tali da consentire di sostituire strumenti come Google. Attualmente circa 11 iraniani su 100 hanno accesso alla rete, anche se le stime sono incerte: si tratta di uno dei tassi più elevati della regione

Pubblicato il 30/5/2011 alle 7.57 nella rubrica Diario.

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