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Stuxnet, attacco cibernetico

Stuxnet, attacco cibernetico
che cosa può essere successo?
 
 

Da alcuni giorni la stampa mondiale parla di Stuxnet: una specie di missile cibernetico che via internet può identificare e attaccare i sistemi  informatici che regolano il funzionamento di sistemi industriali di altra complessità. Si dice che Stuxnet abbia penetrato la centrale nucleare iraniana di Bushehr e ne abbia danneggiato gli impianti.

Quanto si dice è altamente improbabile. Una centrale nucleare è sicuramente gestita da un sistema chiuso, non collegato a internet.   Perciò se  è vero che  nel sistema è penetrato un virus (non c'è nessuna conferma  ufficiale che questo sia  successo), qualcuno fra le persone chiave che hanno accesso al sistema di controllo deve averlo inserito volontariamente nel sistema per danneggiarlo.

Ammettendo che questo sia vero, il vero grande danno in questo caso non è il virus  stesso - in  pochi giorni gli informatici possono eliminarlo e ripristinare il sistema, e i macchinari eventualmente danneggiati si possono sostituire.  

Il vero grande danno è il sospetto che si genera all'interno nei confronti di tutti, la paura dell'indagine  interna, la paranoia che  blocca la vita quotidiana: il collega o il capo  potrebbe essere il nemico interno, ognuno sa di essere sospettato. Il lavoro di gruppo si ferma, la  squadra si sfascia.  

Se perciò dovesse essere confermato che è stato trovato un virus nel sistema di controllo della centrale nucleare di Bushehr, è probabile che si tratti dell'opera di nemici politici, interni o esterni al paese, e che il vero obbiettivo non sia tanto creare danni - sempre riparabili - all'impianto, ma  creare danni psicologici alle persone del gruppo di lavoro - di altissimo livello tecnico e scientifico che è necessario per la gestione di un impianto nucleare.

A cura di Laura Camis de Fonseca

 

Pubblicato il 30/9/2010 alle 20.58 nella rubrica Diario.

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