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La TV di Hamas: Roma sarĂ  conquistata dall'islam


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Riportiamo dall'OPINIONE, l'articolo di Dimitri Buffa dal titolo "Hamas predica in TV: Roma conquistata dall'islam ".


Immagini della al Aqsa Tv

“La profezia sulla conquista di Roma resta valida, per volontà di Allah. Così come Costantinopoli fu conquistata circa 500 anni fa, anche Roma sarà conquistata.” Il genio islamico che ha fatto lo scorso 5 marzo questa profezia si chiama Yunis Al-Astal, di professione fa il telepredicatore d’odio sulla tv di Hamas, Al Aqsa tv, e smentisce tutti i fan della visione “obamiana” della poltica in Medio Oriente. Compreso il fatto che non sia mai esistito il cosiddetto “clash of civilities”. Secondo questo imam infatti ogni vero mussulmano dovrebbe tendere a fare diventare islamici anche gli altri cittadini del mondo che non hanno alcuna intenzione o curiosità di provare questo brivido.
E questo perché, come dice dalla tv con il piglio del telepredicatore occidentale, anche esso fanatico, sul modello degli americani “tv evangelist,” “Allah ha scelto te per Se stesso e per la Sua religione, in modo che tu possa agire come il motore che smuove questa nazione verso la fase della successione, della sicurezza e del consolidamento del potere ed anche a conquiste attraverso il da’wa (la predicazione) e le conquiste militari delle capitali del mondo intero.”
E che c’entra Roma? Ce lo spiega ancora una volta l’interessato: “Molto presto, per la volontà di Allah, Roma sarà conquistata, come già è accaduto per Costantinopoli e come era stato profetizzato dal nostro Profeta Maometto. Oggi Roma è la capitale dei cattolici, ovvero la capitale dei crociati, che ha d ichiarato la sua ostilità all’Islam ed ha impiantato i figli delle scimmie in Palestina al fine di evitare il risveglio dell’Islam – questa loro capitale sarà l’avamposto delle conquiste islamiche che si spargeranno per tutta l’Europa in ogni dove, e poi si dirigerà verso le due Americhe e perfino nell’Europa dell’Est.”Per chi non lo avesse capito “i figli delle scimmie in Palestina” sarebbero gli ebrei nello stato di Israele. Il sermone che chiunque voglia vederlo in arabo con i sottotitoli in inglese può andare su http://www.memri.org/report/en/0/0/0/0/0/0/4030.htm, così si conclude: “Credo che i nostri figli ed i nostri nipoti erediteranno il nostro jihad ed i nostri sacrifici e, se Allah vorrà, i comandanti della conquista verranno dai loro stessi ranghi. Oggi, noi instilliamo questi buoni propositi nelle loro anime e, attraverso le moschee ed i libri del Corano, e la storia del nostro Profeta, dei suoi compagni e dei grandi condottieri, li prepariamo alla missione di salvazione dell’umanità dalle fiamme dell’Inferno, sull’orlo del quale si trova in questo momento.”
Per la cronaca non è stato questo l’unico caso di profezia sulla conquista di Roma da parte dell’Islam. E non si esercitano in questo tipo di “nubua” (profezia), solo gli sciroccati del fanatismo mussulmano. Nel 2008 qualcosa di molto simile e sempre dalla tv di Hamas “Al Aqsa tv” era stato detto dall’ex-ministro giordano per gli affari religiosi Ali Al-Faqir. Che il 2 maggio 2008  giurava di conquistare la Spagna e Roma dichirando che “l’America e l’Europa arriveranno presto alla fine”.
Poi questo “shaik del caciocavallo”, argomentava così le proprie profezie: “Dobbiamo dichiarare che la Palestina dal fiume Giordano al mare Mediterraneo, è terra islamica e che la Spagna, cioè l’Andalusia, è anche terra islamica. Sono terre islamiche che sono state occupate dai nemici e che diventeranno nuovamente islamiche. Inoltre, andremo al di là di questi paesi che ad un certo punto sono stati perduti. Proclamiamo che conquisteremo Roma, come una volta è stata conquistata Costantinopoli, e come sarà conquistata di nuovo.”
A quel punto intervenne lo pseudo intervistatore di hamas  con questa esclamazione: “in sha Allah”, cioè se Dio vorrà, come si intitola anche uno dei più noti romanzi della compianta Oriana Fallaci. Al che l’ex ministro giordano ribadiva che “..noi governeremo il mondo, come è stato detto dal Profeta Maometto.” Aggiungendo anche che “..noi metteremo in campo un fronte di battaglia che è sempre più ampio e più forte. I suoi inizi sono stati in Palestina, in Iraq, in Afghanistan e in Cecenia. Quello che è stato cominciato sarà completato. Non si fermerà…”
Perché, diceva nel 2008 l’ex ministro giordano, “questa mattina, su Al-Jazeera TV, ho visto degli scienziati americani e teorici di strategia, dire che presto l’America arriverà alla sua fine. Lo avevano detto in precedenza per l’URSS e, indubbiamente è finita, e adesso noi diciamo che l’America e l’Europa arriveranno alla loro fine e che solo la crescente forza dell’Islam prevarrà.” Insomma se questa è l’idea di fondo dei moderati come i giordani dovrebbero essere, quando parliamo di dialogo, senza sconfinare nei deliri anti islamici di alcuni partiti politici  italiani ed europei, bisogna comunque sapere di chi e di cosa stiamo parlando.

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Pubblicato il 31/3/2010 alle 20.30 nella rubrica Diario.

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