così è stato chiamato il nostro Presidente del Consiglio sul sito internet della radiotelevisione di Stato iraniana (Irib) e la replica del Ministro degli esteri Franco Frattini non si è fatta attendere: «Noi siamo al servigio dei nostri valori e dei nostri ideali. Questi dicono che l’Olocausto è stata la più grande tragedia dell’umanità”
Ma io dico di soffermarci sulla sostanza della protesta iraniana:
Il Medio Oriente comprende 7 sui 19 regimi più repressivi al mondo È anche la culla della Jihad (guerra santa), una ideologia di dominazione del mondo. La metà dei principali gruppi del mondo del terrore sono arabi e iraniani e 5 su 7 degli stati, sponsor del terrorismo nel mondo, sono arabi e iraniani.
Eppure la dittatura iraniana vuol darci lezioni di democrazia…
Nella propaganda dittatori arabi e iraniani ‘non c’è quasi nessun problema che non è causato da l’esistenza di Israele, unica democrazia del Medio Oriente. La maggior parte degli Stati arabi e musulmani non riconoscono il diritto di Israele ad esistere.
Eppure i soli arabi e musulmani liberi nel Medio Oriente vivono in Israele. Il governo israeliano è l’unico in Medio Oriente che è eletto dai cittadini liberi – compresi gli arabi ei musulmani.
A chi noi diamo i nostri “servigi”? Ad Israele? Dà fastidio che ci sentiamo piu’ vicini allo Stato di Israele che non ad un paese come l’Iran?
Ma come potrebbe essere diversamente? Israele è un paese libero occidentale, che riconosce i diritti individuali dei suoi cittadini (come il loro diritto alla libertà e la libertà di parola). Esso utilizza la forza militare solo per autodifesa. I nemici di Israele, al contrario, sponsorizzano le organizzazioni terroristiche e le dittature. Essi non riconoscono i diritti individuali dei loro sudditi e delle minorante religiose.
Usano ogni mezzo per mantenere ed espandere il loro potere.
Le realizzazioni di Israele in qualsiasi campo sono enormi e non hanno alcun parallelo in qualsiasi altro paese di dimensioni paragonabili o di età. Essi sono stati raggiunti nonostante e durante una incessante e continua minaccia di violenza, nonostante la guerra, il terrore e la delegittimazione che potrebbero aver sconfitto ogni popolo minuto. In quasi ogni campo – lo sviluppo economico, tecnologico, l’integrazione degli immigrati e il mantenimento della democrazia – Israele dovrebbe oggi essere annunciata a livello internazionale come un modello da emulare.
Soprattutto, Israele ha perseguito la pace. In soli 10 anni ha fatto un salto qualitativo per il quale sarebbe difficile trovare un precedente nel passato dei paesi europei .
Il processo “di pace”, il cui motto principale è “territori per la pace”, implica un paradosso in base al quale una democrazia minuscola è costretta a fornire ai propri nemici totalitari – decine di volte le sue dimensioni – l’unica cosa che gli manca: territorio.
In cambio, alle tirannie circostanti è stato chiesto di fornire la sola e unica cosa che gli manca: la pace.
Chi ha offerto ai palestinesi un futuro vero? Egitto? Giordania? Siria? Libano? Gli Stati del Golfo? Se diamo solo una rapida occhiata alla storia del Medio Oriente ci rendiamo i conto che per la maggior parte, le dittature vicine hanno sfruttato i palestinesi per i propri fini ideologici indifferenti alle conseguenze. Israele, da solo in Medio Oriente, ha cercato di costruire, con e per i palestinesi, un futuro sostenibile e pacifico.
Lo sfruttamento dei palestinesi da parte dei paesi arabi è testimoniato ad esempio, dal fatto che ancora oggi ci sono i campi profughi, (nonostante milioni e milioni di euro a pioggia donati ad Arafat ed ai suoi successori) perchè non dare loro una migliore sistemazione se non per tenere eternamente aperto il problema e covare il rancore?
E che modello di pace mostrano nei loro paesi i paesi arabi a cominciare dall’Iran? Il disprezzo per la libertà della propria gente , il disprezzo per le minoranze.
Non accettiamo quindi lezioni da quel “pulpito”. L’impudenza è tanta!
Pubblicato il 7/2/2010 alle 23.39 nella rubrica Diario.