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Palestina: È tempo di una terza Intifada?

 



Stallo nei colloqui di pace, crescita esponenziale degli insediamenti ebraici in Cisgiordania, e aumento delle aggressioni dei coloni israeliani ai danni dei palestinesi. Tutti elementi questi che potrebbero costituire la base per una nuova rivolta palestinese, a più di venti anni dallo scoppio della prima Intifada e a otto dall’inizio della seconda.

A sostenerlo è il quotidiano israeliano Ha’aretz, che in un
articolo pubblicato oggi cita “politicanti scontenti di Fatah”.

Mentre ufficialmente gli apparati della sicurezza del presidente Mahmoud Abbas stanno collaborando con le autorità israeliane e mantengono le distanze da Hamas - affermano gli analisti del quotidiano – un’ala importante del movimento sarebbe intenzionata a “riconciliarsi” con il Movimento della resistenza islamica e a “indirizzare la rabbia verso Israele”.

“Otto anni dopo lo scoppio della seconda Intifada (28 settembre del 2000, ndr), le controversie all’interno dell’Autorità palestinese potrebbero condurre a un nuovo conflitto in Cisgiordania tra israeliani e palestinesi”, si legge nell’articolo, secondo cui “gli ultimi incidenti tra coloni estremisti e palestinesi potrebbero contribuire alla deflagrazione”.

A sostegno della sua tesi, Ha’aretz cita Kadoura Fares, il leader della peace coalition palestinese ed esponente di spicco della nuova generazione di Fatah, che la scorsa settimana ha chiesto pubblicamente al presidente Abbas di porre immediatamente fine ai colloqui con Tel Aviv, in quanto l’attività di colonizzazione portata avanti dagli israeliani in Cisgiordania rende ogni trattativa “inconcepibile”.

Un malcontento condiviso da molti dei membri più giovani di Fatah, come Hussam Khader del campo profughi di Balata, o gli ex militanti delle Brigate Al-Aqsa, detenuti dalle autorità palestinesi in attesa dell’amnistia di Israele.

L’ipotesi di una nuova Intifada viene giudicata, invece, poco credibile dai servizi israeliani, secondo cui l’opinione pubblica palestinese sarebbe ancora esausta per le sofferenze causate dall’ultima rivolta, considerata chiusa il 14 giugno 2007, con la presa del potere a Gaza da parte di Hamas e la definitiva spaccatura all’interno della società palestinese.

Carlo M. Miele
Osservatorio Iraq

Pubblicato il 29/9/2008 alle 20.16 nella rubrica Diario.

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