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23 giugno 2011

Quando oltreconfine c'era la salvezza

 

Lo spettacolo "Portami di là" per ricordare la fuga degli ebrei e i loro salvatori

TIRANO, 17 giugno 2011 - I Pueri Cantores, con la loro direttrice Patrizia Fabbri, hanno presentato il grande spettacolo teatrale "Portami di là…", tratto da vicende realmente accadute in provincia di Sondrio e in particolare a Tirano durante la Seconda guerra mondiale. Si incentrano sulla figura dell'agente di polizia Mario Canessa e di altre persone protagoniste nelle vicende tiranesi negli anni cruciali 1943-1944. Tantissimi hanno voluto partecipare alla realizzazione dello spettacolo che è anche un rituffarsi nella memoria di una Tirano poco conosciuta ai più giovani. Già il biglietto di ingresso, un facsimile di una tessera annonaria del tempo, fa scivolare lo spettatore nel buio periodo del conflitto: lo introduce nella disperazione delle migliaia di persone che sono dovute "andare al di là" del confine per convinzioni politiche o semplicemente per odio nei loro confronti. Un piccolo spaccato dell'Olocausto che ha colpito gli ebrei ed è passato anche per la Valtellina. Così i Pueri cantores di Tirano con il coro Cime di Redasco di Grosio hanno potuto mettere in scena, grazie alla loro direttrice e maestra, uno spettacolo educativo e della "memoria".
Ed ecco che inizia la storia con lo "strano coraggio" di Mario Canessa insignito dell'onorificenza di "Giusto fra le nazioni" dallo Stato di Israele e anche, da poco, della cittadinanza onoraria di Tirano. «Mi dissero solo - ricorda Canessa nel suo libro - devi portare delle persone di là. Macchè eroe, tutti quanti lo facemmo o l'avremmo fatto. Neanche io credevo di combinare chissacchè. Ma la cosa giusta sì: portarli di là, in Svizzera». Siamo poco prima del Natale del '43, quando a Canessa viene affidato un bambino di appena nove anni e la nonna di ottant'anni nascosta in una gerla portata a spalla da Pietro Vettrici di Baruffini. L'elenco di persone "portate di là" da Canessa mette in fila ben 134 nomi. Ma quanti si intrecciano in questa vicenda: due ufficiali dei carabinieri di Aprica, Luigi Tosetti e Bruno Pilat, lo svizzero Plinio Zala e Celso Paganini.
Per non dimenticare i Pueri Cantores hanno recitato, cantato e ballato: hanno passato un confine ideale fra la barbarie, il razzismo e la discriminazione per riscoprire umanità, fratellanza e compassione. Il progetto ha avuto il sostegno del Comune e dell'assessore alla Cultura Bruno Ciapponi Landi: "Abbiamo voluto inserire questo evento - ha detto - nei festeggiamenti dei 150 anni dell'Unità d'Italia, perché l'argomento tocca da vicino la nostra terra e ci unisce con un filo rosso a quelle che sono state le vicende internazionali che hanno scosso il mondo in quegli anni tristi: qui c'era la speranza". Hanno collaborato alla manifestazione il pianista Maurizio Fasoli e lo storico Andrea Tognina. "Erano momenti difficili - ha detto Tognina - si sono susseguiti atti di coraggio ad atti di vigliaccheria. Non sempre purtroppo le guardie di confine svizzere facevano passare i perseguitati anche se, in Val Poschiavo, la cosa è stata molto meno accentuata rispetto al Ticino".

(Il Giorno, 17 giugno 2011)




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23 giugno 2011

Donne oppresse a Gaza, e donne che sostengono i loro oppressori

 
Di Anav Silverman
Per gran parte del mondo, la 69enne Greta Berlin, co-fondatrice e portavoce del Movimento Free Gaza (“Gaza libera”), è una specie di eroe. Recentemente Greta Berlin si è guadagnata l’attenzione internazionale per aver orchestrato la flottiglia diretta a forzare il blocco anti-Hamas su Gaza, definendo Israele “uno stato terrorista” nelle sue interviste e nei suoi articoli. Insieme ad altri membri del suo movimento, per lo più donne californiane assai benestanti e in pensione, Greta Berlin ha riversato in fiumi di retorica l’odio anti-israeliano, facendo contemporaneamente attiva campagna per la “causa palestinese”. È quanto mai paradossale che questi auto-proclamati campioni umanitari, con Greta Berlin alla testa, abbiano scelto di schierarsi e di sostenere Hamas, l’organizzazione terrorista islamista che punta a limitare drasticamente i diritti delle donne di Gaza e a sradicare qualunque forma di liberalismo dalla striscia palestinese sotto il suo controllo.
Da quando ha preso il potere, Hamas ha instaurato nella vita pubblica della striscia di Gaza duri provvedimenti religiosi in linea con la legge islamica. La scorsa estate, il massimo giudice di Gaza ha ordinato agli avvocati donna di indossare sul capo il velo islamico per garantire che anche queste donne fossero vestite in perfetta conformità ai dettami del diritto islamico, che esige che in pubblico ogni donna sia a capo coperto e indossi abiti lunghi e abbondanti tali da lasciar vedere solo volto e mani. Il Centro Palestinese per i Diritti Umani, con sede a Gaza, ha diffuso un comunicato in cui qualifica il nuovo codice d’abbigliamento imposto alle avvocate come “una pericolosa violazione della libertà personale e dei diritti delle donne”.
Da quando Hamas ha preso il potere, squadre di “poliziotti della virtù” pattugliano le spiagge di Gaza per garantire che donne e uomini siano appropriatamente coperti, ammonendo e persino arrestando le donne che osano bagnarsi non totalmente coperte. Un crescente numero di scuole pubbliche impone alle allieve velo e mantello come uniforme, rispedendo a casa le ragazze che osano presentarsi in jeans.
Dai concerti musicali ai negozi di parrucchiere, Hamas sta imprimendo la sua interpretazione del diritto islamico su ogni possibile aspetto della vita quotidiana. Nel marzo 2010, Hamas ha vietato agli uomini di lavorare negli negozi di parrucchiere e negli istituti di bellezza per donne, che sono stati anche bersaglio di esplosioni e altri attentati sin da quando Hamas ha assunto il controllo, tre anni fa. Hamas ha avvertito che chiunque violerà la nuova legge su questi esercizi commerciali verrà arrestato e processato.
In aprile, Hamas ha mandato la sua polizia a interrompere il primo importante concerto hip-hop a Gaza. Un poliziotto di Hamas ha dichiarato che quei ritmi di ballo sono “immorali”. Hamas vieta a uomini e donne di ballare pubblicamente insieme, e si sa di militanti di Hamas armati di kalashnikov che hanno fatto irruzione in luoghi di ballo, facendoli chiudere.
Sotto il regime di Hamas sono cresciuti ad un ritmo allarmante i gruppi di estremisti islamisti salafiti legati ad al-Qaeda e ideologicamente più intransigenti della stessa Hamas. Lo scorso maggio (e di nuovo nei giorni scorsi) uomini col volto coperto hanno assaltato e devastato dei campi estivi per bambini palestinesi gestiti dall’Onu dopo che i fondamentalisti musulmani avevano accusato l’agenzia Unrwa di “inculcare alle allieve fitness, ballo e immoralità”. Sono i gruppi salafiti che hanno anche preso di mira gli internet-caffè, che hanno dato fuoco a istituzioni legate ai cristiani e che hanno attaccato scuole straniere e feste di matrimonio.
In effetti, se questo è il genere di “Gaza libera” che hanno in mente Greta Berlin e le sue colleghe “liberal” californiane, c’è da domandarsi quali siano i veri scopi a cui punta il Movimento che si fa chiamare “Free Gaza”.
Come ha detto a BBC News la 21enne Jihad Rostom nel marzo 2010, “Hamas vuole imporsi alla gente; vogliono che la gente si sottometta e questa è la loro copertura: hanno distrutto la reputazione dell’islam dicendo che lo fanno perché è la religione”. Un’altra abitante di Gaza, Lama Hourani, impegnata per i diritti delle donne lavoratrici del posto, ha detto alla BBC che, secondo il modo in cui Hamas presenta l’islam, “le libertà di una donna sono sempre subordinate al benestare di un parente maschio: non considerano donne e uomini come eguali”.
È dunque inevitabile chiedersi quale logica e quali obiettivi stiano dietro alle campagne mediatiche di Greta Berlin: si batte veramente per il bene delle donne e dei bambini di Gaza, o piuttosto li usa come pretesto per dare libero sfogo al suo odio contro l’esistenza di uno stato ebraico? Greta Berlin non ha detto una parola sul trattamento delle donne palestinesi sotto il regime imposto da Hamas a Gaza. Non esiste alcuna libertà di espressione politica né alcuna eguaglianza di genere sotto l’estremismo islamista di Hamas e dei gruppi estremisti salafiti che vogliono controllare Gaza. Le libertà politiche di cui Greta Berlin gode vivendo negli Stati Uniti come donna americana, e le libertà politiche di cui godono le donne che vivono in Israele – ebree, cristiane e musulmane – sono praticamente inesistenti per le donne di Gaza e in molti altri paesi musulmani. Questa, a Gaza, è una realtà di fatto che non ha nulla a che vedere con Israele e ha molto a che vedere, invece, con l’interpretazione e l’applicazione della sharia ad opera di Hamas.
È una vergogna che donne di mentalità occidentale e liberale non facciano nulla per sostenere i diritti delle donne musulmane nei paesi dove le libertà politiche sono riservate soltanto agli uomini che sostengono i gruppi al potere.

(Da: YnetNews, 29.6.10)

Nelle foto in alto: Anav Silverman, autrice di questo articolo, e (sotto) Greta Berlin, co-fondatrice e portavoce del Movimento “Free Gaza”




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22 giugno 2011

Bufale e disinformazione dalle agenzie stampa

 
AdnKronos & Ansa

Testata:AdnKronos-Ansa
Autore: Le readazioni AdnKronos, Ansa
Titolo: «Israele, cane condannato alla lapidazione:E' la reincarnazione di un avvocato laico-Protesta a Milano, frutta marcia a azienda import israeliana»

ADNKRONOS, a distanza di un mese dalla prima diffusione della bufala sulla 'lapidazione' di un cane in Israele, ne riprende un'altra nel landio del 18/06/2011, sempre un altro cane. Visto come è stata accolta l'altra, diamoci dentro, avranno pensato.

Seconda agenzia, l'ANSA, che scrive dei prodotti agricoli israeliani che sarebbero coltivati sulle " terre confiscate" ai palestinesi. Che questi siano gli slogan dei cretinetti che a Milano hanno cercato, senza riuscirvi, di impedire la mostra israeliana in Piazza Duomo, è un conto. Ma che ANSA non sia informata che i cosidetti territori siano 'contesi' e non 'confiscati' è veramente grave. Chiediamo ai nostri lettori di scrivere al direttore di ANSA affinchè chieda ai suoi collaboratori di informarsi prima di scrivere simili castronerie.

Israele, cane condannato alla lapidazione: "E' la reincarnazione di un avvocato laico"

ultimo aggiornamento: 18 giugno, ore 16:43
Gerusalemme - (Adnkronos/Ign) - L'esecuzione della condanna a morte sarebbe stata affidata ai bambini del quartiere, ma il randagio sarebbe riuscito a fuggire
PROTESTA A MILANO, FRUTTA MARCIA A AZIENDA IMPORT ISRAELIANA

(ANSA) - MILANO, 17 GIU - Attivisti filopalestinesi sono
entrati oggi nell'ufficio di rappresentanza italiano dell'
Agrexco, esportatore israeliano di prodotti agricoli, e hanno
consegnato dei cesti di frutta e di verdura marce, a
simboleggiare - hanno spiegato - i prodotti agricoli dei
palestinesi che marciscono ai checkpoint israeliani in
Cisgiordania.
L'iniziativa nella sede a Milano dell'Agrexco fa parte della
campagna di proteste contro la kermesse 'Unexpected Israel' che
si sta svolgendo nel capoluogo lombardo.
«I prodotti delle piantagioni degli insediamenti israeliani
costruiti illegalmente nei Territori palestinesi occupati
trovano la via facile verso i mercati europei con l'Agrexco -
hanno affermato i militanti impegnati nella campagna per il
boicottaggio dei prodotti dello Stato ebraico -. L'azienda, per
il 50% di proprietà dello Stato di Israele, esporta il 70% di
tutti i prodotti agricoli coltivati sulle terre confiscate. Al
contrario i palestinesi e i loro prodotti trovano la strada
sbarrata dai posti di blocco israeliani».
Nei cesti consegnati negli uffici di via Camillo Hajech, sono
state lasciate anche delle bottiglie con l'ettichetta 'Acqua
della Valle del Giordano'. Le bottiglie, con all'interno poca
acqua sporca, rappresenterebbe - sostengono i militanti
filopalestinesi nella nota con cui rivendicano l'azione -
«l'acqua rubata ai palestinesi nell'area nel nord della
Cisgiordania ricca di risorse idriche».(ANSA).

Per inviare a AdnKronos e Ansa la propria opinione, cliccare sulle e-mail sottostanti.

segreteria.redazione@adnkronos.com
redazione.internet@ansa.it




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22 giugno 2011

L’orgoglio della libertà

 
Di Yoni Cohen
“Essere un popolo libero nella nostra terra” (Lihiot am hofshi be’artzenu). In quanto moderno sionista dichiarato, queste parole dell’inno nazionale israeliano mi fanno sentire orgoglioso e felice di essere un cittadino dello stato ebraico. Ho sentito questa frase innumerevoli volte da quando, tre anni fa, ho fatto l’aliyà (cioè mi sono stabilito in Israele), ed anche prima, durante la mia formazione assai sionista. Ma quando l’ho vista scritta a caratteri cubitali su un enorme striscione colorato, durante l’ultima parata Gay Pride a Tel Aviv, mi sono commosso fin quasi alle lacrime. Per me è importante il concetto tutt'intero di essere un uomo gay libero e nello stato ebraico in cui ho scelto di vivere. Vedere le bandiere gay arcobaleno sventolare insieme alle bandiere israeliane costituisce una forte espressione di ciò che mi piace definire “orgoglio nazionale”.
La parata Gay Pride che ha avuto luogo venerdì scorso a Tel Aviv era piena, come sempre, di tanta altra gente felice di essere libera, e orgogliosa di essere quello che è. Questo non significa necessariamente che fossero tutti gay, tutt’altro. La parata Pride celebra la libertà di espressione e vi partecipano ogni anno intere famiglie con bambini, amici etero, coppie etero ed anche fierissimi nonni e genitori.
La parata di quest’anno era la mia terza a Tel Aviv, ma la mia prima come residente a pieno titolo della città “che non dorme mai”. La gente spesso accusa quelli di Tel Aviv di vivere in una sorta di bolla scollegata dal resto del paese e dalla realtà. In un certo senso, dove convenirne: viviamo davvero in una specie di bolla, ma questa bolla è estremamente accomodante, e coloro che hanno la fortuna di entrarvi possono essere esattamente ciò che vogliono essere. Anche se amo il resto del paese e mi piace uscire da Tel Aviv per una boccata d’aria fresca, quando passeggio per le strade di questa città piene di giovani senza pregiudizi, sento di appartenervi. Adoro il fatto d’aver trascorso l’ultima Giornata dell’Indipendenza in un gay pub a ballare le tradizionali danze folk israeliane. Essere un ebreo fiero è lo stesso che essere una orgogliosa persona gay: le due cose non si escludono affatto.
Per la maggior parte della mia vita ho vissuto a Manchester, una città nel nord del Regno Unito rinomata per la sua vita gay e il suo stile rilassato. Eppure laggiù non mi sono mai sentito libero come qui a Tel Aviv. Penso che una coppia gay si senta molto più accettata se passeggia per strada tenendosi per mano a Tel Aviv che a Manchester. Come molte altre città gay-friendly, Manchester è famosa per la sua zona designata, nota come il “village”, che offre un rifugio sicuro ai gay della città. Tel Aviv non ha questo genere di quartiere: tanto, ogni parte di Tel Aviv si presenta gay-friendly. Che la comunità gay non sia ghettizzata rende l’atmosfera della città ancora più liberale. Percorrendo una qualunque strada del centro o del sud di Tel Aviv si hanno buone probabilità di vedere una bandiera gay arcobaleno sventolare orgogliosa da qualche appartamento. Alla vigilia degli eventi del Gay Pride di quest’anno molte delle principali strade di Tel Aviv sono state decorate dalla Municipalità con bandiere gay, alle quali si sono aggiunte tutte le bandiere esposte da negozianti e residenti trasformando la città in una coloratissima espressione di libertà e accoglienza. La città che fa per me.
I turisti gay iniziano a scoprire Tel Aviv, che sta rapidamente diventando una meta ambita in concorrenza con le altre classiche destinazioni gay come Berlino, San Francisco e Amsterdam. Ho incontrato parecchie persone gay che hanno deciso di dare un’occhiata a Tel Aviv per pura curiosità. A differenza di molti turisti che visitano Israele, questi non vengono per motivi religiosi, ma perché hanno sentito parlare dell’atteggiamento tollerante di Tel Aviv, delle sue feste sfrenate, della sua bella gente e desiderano prendervi parte. Questo è ciò che molti gay chiedono a una vacanza, e quando scoprono che possono avere tutto questo in un posto che, stando ai notiziari, sarebbe oppresso dalla religione e devastato dalla guerra, ne sono sempre piacevolmente sorpresi. Per me, questo è un ulteriore motivo di orgoglio.
Più di cinquemila turisti stranieri sono arrivati a Tel Aviv espressamente per il Gay Pride di quest’anno, e sono stato felice di vedere così tanta gente sventolare le proprie bandiere nazionali insieme alle bandiere israeliane e alla tradizionale bandiera gay arcobaleno: mi fa sperare che Israele possa diventare un centro accogliente riconosciuto in tutto il mondo. Sentire così tanti accenti diversi e incontrare persone provenienti da tutto il mondo che avevano scelto specificamente di venire nella città che amo, nel paese per il quale farei qualsiasi cosa, mi ha dato un senso di orgoglio simile a quello del giorno in cui ho fatto l'aliyà o al giorno del mio giuramento nell’esercito. Se vogliamo essere veramente accettati dal mondo dobbiamo continuare a mostrare al mondo la tolleranza e il rispetto di cui siamo capaci verso i nostri cittadini.
Abitanti di Tel Aviv e di kibbutz, ebrei e non ebrei, israeliani e turisti, gay ed etero: tutti hanno preso parte alla parata Pride di venerdì scorso. E io quest’anno mi sono sentito particolarmente orgoglioso di far parte delle migliaia di persone che hanno riempito le strade, rallegrandosi della nostra capacità di essere un popolo libero nella propria terra.

(Da: Jerusalem Post, 12.6.11)




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22 giugno 2011

Il banchiere svizzero, prima nazista poi sostenitore della causa araba

 
La ricostruzione di Vito Punzi

Testata: Libero
Data: 19 giugno 2011
Pagina: 33
Autore: Vito Punzi
Titolo: «Il banchiere che amava Hitler e i terroristi»

I legami tra le banche svizzere con il nazismo prima, con il terrorismo arabo-palestinese poi, non sono mai stati oggetto di una vera indagine storica. Un fatto abbastanza comprensibile quando sulle banche svizzere valeva il segreto più totale. Meno dopo l' 11 settembre, quando gli Usa rivelarono i nomi dei banchieri svizzeri coinvolti nel terrorismo.
Ben vengano le ricerche sui banchieri collaboratori, il cui odio contro gli ebrei è marcato da una ovvia continuità, da Hitler all'islam anti-israeliano, come racconta Vito Punzi su LIBERO di oggi, 19/06/2011 a pag.33, in un articolo dal titolo " Il banchiere che amava Hitler e i terroristi" :


Per decenni molti servizi segreti si sono rotti il capo attorno alla figura di François Genoud (1915-1996). Il banchiere svizzero, «tirato e nervoso, dai capelli neri e dai tratti del viso mediterranei» lo descrisse George Weidenfeld nel 1952, è stato uno spettacolo continuo di ambivalenza. Solo la sua convinzione politica, il suo amore per il nazionalsocialismo, per Hitler, Goebbels e Bormann, sono stati sempre limpidi e costanti e lui stesso non ha mai avuto difficoltà a manifestarli di fronte a chiunque (pagò tra l’altro la difesa nei processi contro Adolf Eichmann e Klaus Barbier, il “boia di Lione”). La scandalosa storia personale di Genoud viene ora ricostruita brillantemente dal giornalista e traduttore tedesco Willi Winkler, che con una nuova biografia (L’uomo ombra. Da Goebbels a Carlos: la misteriosa vita di François Genoud) appena uscita in Germania integra i precedenti lavori di Karl Laske e di Pierre Péan, entrambi del 1996, pochi mesi prima del suicidio di Genoud. Stregato dal Führer La devozione dello svizzero per la causa nazista iniziò già nel 1932, a Bad Godesberg, quando all’allora studente 17enne venne presentato Adolf Hitler in persona («Un grande del nostro tempo, un uomo tollerante», l’avrebbe definito più tardi). L’innamoramento fu tale che, tra l’altro, Genoud divenne un fervente collezionista di autografi e ricordi del Führer e dei suoi gerarchi. Da quel momento si fece militante delle formazioni para-naziste elvetiche e tuttavia non risulta essersi mai insanguinato le mani, tanto che, come sostiene Winkler, più che un criminale, lo si potrebbe definire «un libero professionista del nazismo ». Genoud è stato un uomo spregiudicato, ha vissuto di intrallazzi e di traffici illeciti. Il libro, oltre che sullo svizzero, si sofferma in realtà su un’intera serie di “uomini ombra”, come per esempio Hans-Joachim Rechenberg, la spia partner di Genoud, o Paul Dickopf, ex SA e SS,diventato nel dopoguerra presidente della BKA, la polizia criminale della Germania federale. In realtà, oltre che per il nazionalsocialismo, Genoud visse una lunga e forte infatuazione per la causa araba, con una forte sottolineatura antiebraica (del resto è stato anche un convinto negatore dell’Olocausto). Dopo aver conosciuto negli anni Trenta Amin al-Husseini, il Gran Muftì di Gerusalemme, dalla fine della Seconda guerra mondiale i paesi arabi, in particolare quelli compresi tra l’Egitto e il Marocco, divennero il suo principale ambito d’attività: in quel contesto non gli fu difficile trovare supporti importanti al suo antisemitismo e al suo romanticismo rivoluzionario. I suoi viaggi verso nord Africa e Medio Oriente si fecero sempre più frequenti. Al Cairo divenne amico di Ben Bella e degli altri leader del Fronte di Liberazione Nazionale algerino ed è allora che ebbe iniziò la sua carriera di banchiere. Oltre a costituire compagnie di import-export, come la Arabo-Afrika, che fu una copertura per la propaganda antiebraica, Genoud aprì presso la Swiss Bank conti intestati agli eserciti di liberazione del Marocco, Tunisia e Algeria. In partnership con la Siria, fondò a Ginevra la Arab Commercial Bank e nel 1962 divenne direttore dell’Arab People’s Bank, in Algeria. Oltre a continuare a coltivare irapporti con al-Husseini, lo svizzero stabilì nel dopoguerra una serie di contatti con vari capi del nazionalismo arabo, in particolare con Wadi Haddad, il responsabile delle “operazioni segrete” (leggi azioni terroristiche) del Fronte popolare di liberazione della Palestina. Genoud gioiva senza pudore delle azioni violente, ma non vi partecipava, era una specie di voyeur del terrore, dunque si guardò benedal farsi beccare nelle vicinanze di un attentato. Solo in un caso ha avuto un ruolo attivo: quando recapitò la rivendicazione del dirottamento di un aereo della Lufthansa, che fruttò al FplP un riscatto di cinque milioni di dollari. Quando c’era da difendere un terrorista, poi, Genoud era sempre presente. E così è stato anche con Ilich Ramirez Sanchez, detto Carlos, altro suo grande amico, che andò a visitare in prigione, in Francia, nel 1994: «Ognuno ha il proprio hobby», queste le parole di commento dello svizzero, riferite allo “Sciacallo”. Contatti coi servizi Da chi fosse finanziato Genoud nei suoi fervidi traffici è stato e resta tuttora un mistero. Di certo, sostiene Winkler, poteva contare su contatti importanti con vari servizi segreti. Inoltre, la sua attività è stata sempre generalmente in linea con la politica svizzera, che nei decenni postbellici prevedeva la raccolta di quanto più denaro possibile proveniente dai grandi potentati arabi. Quest’interpretazione spiegherebbe anche il suo essere stato sempre in prima fila, tra gli anni Cinquanta e Settanta, laddove si manifestava, più o meno violentemente, il nazionalismo arabo. Non è un caso dunque se uno dei capitoli più interessanti del libro di Winkler è quello che analizza il ruolo di Genoud nella rivoluzione algerina (1954-1962). Curiosamente, ma non troppo, il nazista svizzero si ritrovò lì a sostenere il Fronte di Liberazione Nazionale (FLN) insieme al socialdemocratico Hans-Jürgen Wischinewski. In fondo, il maggior merito di questa nuova biografia di Winkler è proprio questo: rendere evidente, attraverso la vita esemplare dell’“uomo ombra” Ge - noud, la prossimità, nel XX secolo, degli estremismi cosiddetti “di destra” e “di sinistra”.

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lettere@libero-news.eu




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22 giugno 2011

Come la Siria organizzò la violazione dei confini israeliani

 Nakba, ecco i documenti

di Dimitri Buffa

"La sicurezza militare e le autorità di polizia delle provincie di Ain-el-Tina e di Kuneitra, hanno l'ordine di concedere il permesso di passaggio ai 20 autobus il cui arrivo è previsto per domenica 15 maggio 2011 alle ore 10 senza alcuna interruzione e senza interrogare i passeggeri.
Gli autobus sono autorizzati a raggiungere le posizioni di difesa lungo la frontiera".

Sono le parole con cui inizia il documento in arabo firmato dal sindaco della città di Kuneitra in Siria. Pubblicato dal Daily Telegraph. Damasco in pratica ha mandato deliberatamente i palestinesi a morire ammazzati oltrepassando i confini di Israele.
Il documento è firmato da Khalil Mashhadieh, sindaco di Kuneitra e reca la data del 14 maggio. Si parla in esso di una riunione segreta tra il Vice Capo di Stato Maggiore delle forze armate siriane, generale Asef Shawkat, e dei capi delle agenzie dei servizi segreti militari siriani delle provincie lungo il confine israelo-siriano.
In questa riunione si sarebbe stabilito di organizzare 20 autobus per trasportare i palestinesi lungo il confine che separa la Siria da Israele. In un passo si legge che
"viene accordato alla folla di attraversare la linea di cessate il fuoco verso il territorio occupato di Majdal-Shams e di impegnarsi fisicamente con gli agenti delle Nazioni Unite posizionati lungo il confine.
Non vi sono obiezioni se alcuni colpi vengono sparati in aria dagli agenti di frontiera".
Il documento sottolinea infine che "i civili dovranno essere disarmati al fine di inscenare una protesta pacifica".
Nel documento non è però indicato il compenso di 1000 dollari a manifestante di cui hanno parlato i giornali israeliani, tra cui "Haaretz".
D'altronde appare sempre più chiaro che la Siria abbia organizzato le proteste per distogliere l'attenzione dei media internazionali dalla carneficina di manifestanti all'interno del territorio siriano. E quindi, era assolutamente indispensabile che ci scappassero i morti che poi purtroppo ci sono stati.

(l'Opinione




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22 giugno 2011

Campionati Europei Under 21 UEFA 2013 - Scelta Israele

 

Israele è stata scelta come nazione ospitante dei Campionati Europei Under 21 UEFA 2013 durante la riunione del Comitato Esecutivo UEFA.

Anche se mancano più di due anni all'inizio del Campionato Europeo Under 21 UEFA 2013, il paese organizzatore della fase finale, Israele, è già in fibrillazione dopo il sorteggio per la fase di qualificazione che si è svolto a Nyon, in Svizzera.
Visto l'accesso diretto dei padroni di casa alla fase finale del torneo che si terrà dal 5 al 18 giugno, l'amministratore delegato della federcalcio israeliana ha partecipato al sorteggio in qualità di osservatore, senza per questo perderne in entusiasmo. "Siamo così su di giri che già essere presenti nella sala è stato come un sogno per noi - ha dichiarato Shilo a UEFA.com -. Abbiamo lavorato molto per portare la fase finale del torneo in Israele e abbiamo quasi stentato a credere ai nostri occhi quando abbiamo visto il nostro nome come paese organizzatore".
Il Comitato Esecutivo UEFA ha assegnato lo scorso 27 gennaio a Israele l'organizzazione del torneo del 2013. Per Shilo e il suo staff il ricordo è tanto fresco quanto bello. "Già in passato ci eravamo andati molto vicini, per quello eravamo molto tesi", ha dichiarato, ripensando al momento di assegnare per la prima volta a Israele la fase finale di un torneo UEFA.
"Ero al telefono ogni cinque minuti con il nostro presidente il giorno della decisione, e anche lui non stava nella pelle. Oggi, invece, non dovendo preoccuparci del sorteggio, o chiederci in che girone fossero Inghilterra e Germania, eravamo più rilassati. Siamo felici del lavoro svolto fin qui, ma resta ancora molto da fare in questi due anni e mezzo per assicurare un torneo memorabile".
Nonostante Israele non sia andata oltre la fase di qualificazione del torneo Under 21 del 2011, Shilo guarda ai buoni risultati ottenuti dal paese a livello di club come segnale della crescita del calcio israeliano. "Israele è competitiva in UEFA Champions League e UEFA Europa League grazie a Maccabi Haifa, Maccabi Tel-Aviv e Hapoel Tel-Aviv," ha dichiarato.
"Prima non capitava spesso di ascoltare la musichetta della Champions League, ma quando succedeva i bambini festeggiavano e sventolavano bandierine. L'Europeo Under 21 sarà una grande occasione di crescita per il calcio e un'opportunità per visitare Israele".

(UEFA.com,
notizie su Israele




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22 giugno 2011

Il finto scandalo della “spia” israeliana

 


Alcuni commenti dalla stampa israeliana
Scrive l’editoriale del JERUSALEM POST: «Non occorre essere al corrente di informazioni riservate dell’intelligence o avere intima familiarità con il funzionamento interno dei servizi segreti israeliani per capire che l’accusa di spionaggio mossa dagli egiziani contro il 27enne israelo-americano Ilan Grapel sono del tutto infondate. “Farneticanti” le ha giustamente definite la sconvolta madre di Grapel, Irene, mentre il padre Daniel si è accontentato di qualificarle come “totalmente false”. Un alto funzionario governativo israeliano, in visita a Roma con la delegazione del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, ha messo in chiaro, come se ce ne fosse bisogno, che non esiste un briciolo di verità nella pretesa che Grapel sia collegato col Mossad.
Ilan Grapel, noto per le sue opinion politiche di sinistra e per il suo amore per la lingua araba, è uno studente in legge al terzo anno presso la Emory University di Atlanta, Georgia. Si trovava al Cairo sin dal 10 maggio come volontario per il St. Andrews Refugee Services nel quadro di un programma volto a promuovere democrazia e diritti costituzionali in Medio Oriente. Da mattacchione, Grapel scriveva sulla sua pagina Facebook che “predicare” all’Università Al-Azhar del Cairo faceva parte del suo lavoro.
Evidentemente i funzionari egiziani mancano di senso dell’umorismo. Non solo. Stanno anche cinicamente sfruttando il fatto che Grapel ha fatto l’aliyà (cioè si è stabilito in Israele) e ha prestato servizio nelle Forze di Difesa israeliane come paracadutista (rimanendo ferito in battaglia durante la seconda guerra in Libano del 2006) per trasformarlo ingiustificatamente in uno spietato agente del Mossad. Una unità delle forze di sicurezza egiziane il cui solo compito è scoprire complotti dello spionaggio israeliano ha evidentemente imbastito tutta una storia su Grapel allo scopo innanzitutto di giustificare la propria stessa esistenza.
In questo allucinato mondo parallelo, un giovane americano un po’ incline all’avventura come Grapel viene individuato e imputato di false accuse ingiuriose: non la Emory University, bensì il Mossad – dice l’assurda versione della sicurezza egiziana – è colui che ha mandato Grapel in Egitto, per approfittare di un presunto “vuoto nella sicurezza” dovuto alla rivolta di gennaio di Piazza Tahrir; e Grapel avrebbe reclutato “informatori” per fornire a Israele vitali informazioni politiche e militari. Il presunto agente sotto copertura Grapel, che in realtà raccontava apertamente ogni giorno su Facebook quel che faceva, viene anche accusato d’aver cercato di istigare violenze settarie fra musulmani e cristiani (come se i musulmani d’Egitto avessero bisogno di ricevere dall’esterno un qualunque incoraggiamento che già non venga ampiamente fornito loro dai leader estremisti musulmani che regolarmente li aizzano contro l’ asserragliata comunità cristiana copta). I giornali egiziani si sono buttati sulla vicenda sbattendola lunedì in prima pagina, corredata di foto di Grapel tratte dal suo indirizzo Facebook e titoli un tantino tendenziosi del tipo: “L’Egitto arresta un ufficiale dell’intelligence d’Israele, duro colpo al Mossad israeliano”.
Ma la cosa ancora sconsolante è che sarebbe sbagliato considerare il svarione Grapel semplicemente come un sintomo un po’ bizzarro. Sentimenti anti-ebraici e anti-israeliani covano nel profondo in Egitto. Come indicava già vent’anni fa Rivka Yadlin, studiosa dell’antisemitismo egiziano, “i tratti abominevoli espressi nel comportamento di Israele vengono percepiti come peculiari, connessi e intrinseci al suo essere ebraico. Vengono ereditati all’interno della comunità ebraica e sono pertanto condivisi dall’intero Israele così come dagli altri ebrei”. Da allora, purtroppo, ben poco è cambiato.
Gli egiziani sembrano nutrire una particolare passione per il Mossad. Lo scorso dicembre, ad esempio, quando venne scoperto sulle rive del Mar Rosso il corpo senza vita di un bagnante tedesco 70enne con segni di morsi di squalo su una gamba e un braccio, i funzionari egiziani sostennero che si trattava di un complotto del Mossad. “Quel che è stato detto circa il Mossad che avrebbe sguinzagliato uno squalo assassino per colpire il turismo in Egitto non può certo essere escluso”, disse ad esempio il governatore del Sinai meridionale, Mohamed Abdel Fadil Shousha, al sito d’informazione statale egynews.net. Un mese prima, Mostafa al-Feki, capo della commissione esteri dell’Assemblea del Popolo egiziana, aveva sostenuto che c’era il Mossad dietro ai violenti scontri fra copti e musulmani, opportunamente tacendo il fatto che la burocrazia egiziana sempre più islamista aveva rifiutato il premesso di costruire una chiesa copta.
Grazie al fatto che nella vicenda è coinvolto il dipartimento di stato americano (giacché Grapel è entrato in Egitto con il suo passaporto statunitense), è probabile il Cairo alla fine si darà una calmata e rilascerà Grapel. Prima lo fa, meglio è. Ma naturalmente i responsabili delle accuse inventate contro di lui si guarderanno bene dall’ammettere la stupidaggine. E ciò che dovrebbe preoccupare e far riflettere – non solo gli israeliani, ma tutti coloro che hanno a cuore la giustizia – è la facilità con cui calunnie palesemente anti-israeliane possano essere concepite, diffuse e credute da un’opinione pubblica egiziana prigioniera della propaganda anti-israeliana con cui viene regolarmente bombardata. Se lo scandalo Grapel indica dove soffiano i venti del cambiamento della “primavera araba”, i pronostici sono davvero deprimenti.»
(Da: Jerusalem Post, 15.6.11)

Scrive YAAKOV KATZ: «Ilan Grapel non sarà forse la persona più matura e responsabile che gira per l’Egitto post-rivoluzione destando sospetti con le sue domande indiscrete e le sua comparsa in luoghi di tensione, ma questo non ne fa automaticamente una spia del Mossad. Basta un’occhiata alla sua pagina Facebook per rendersene conto. La domanda allora è: perché l’Egitto ha deciso di trasformare uno studente in legge israelo-americano della Emory University in una spia? Che cosa ci guadagna l’attuale governo del Cairo? La preoccupazione, in Israele, è che l’arresto di Grapel sia indicativo di un trend negativo che sta prendendo il sopravvento al Cairo portando al deterioramento dei rapporti con Israele, ma anche al miglioramento dei legami fra Egitto, Iran e Hamas. La valutazione è che l’attuale governo egiziano stia cercando di incolpare Israele per la continua instabilità nel paese e per le violenze che hanno causato morti e feriti fra i dimostranti. Gli articoli apparsi sulle prime pagine dei giornali egiziani lo dicono a chiare lettere. Non basta. Il governo egiziano è minacciato dalla Fratellanza Musulmana, considerata il suo più forte rivale politico alle elezioni previste per la fine dell’anno. Con l’arresto di una “spia” israeliana, il governo vuole far vedere che si distanzia da Israele, allineandosi con gli estremisti islamisti: che è probabilmente la stessa ragione per cui ha riallacciato i contatti con l’Iran, permettendo a mezzi navali militari iraniani di passare attraverso il Canale di Suez per la prima volta dopo la rivoluzione khomenista del 1979. Questo non significa che l’Egitto stia per annullare il trattato di pace con Israele, che comporta innegabili vantaggi per il Cairo nel suo rapporto con gli Stati Uniti. Ma certamente, nel lungo periodo, Israele ha motivo di preoccuparsi. Non è la prima volta che l’Egitto si inventa storie sul Mossad (memorabile quella dello squalo “spedito” nel Mar Rosso per rovinare la stagione turistica egiziana). In effetti, la “carta Israele” viene comunemente usata in tutto il mondo arabo come un modo per allontanare dai guai interni attenzioni e responsabilità. Instabilità in Egitto? Non è colpa del governo del Cairo, è colpa di Israele. Repressione violenta e sanguinosa in Siria? Non c’entra lo spietato Bashar Assad, la colpa è tutta di Israele.»
(Da: Jerusalem Post, 15.6.11)

Scrive MA'ARIV: «La storia di Ilan Grapel sembra un vecchio film egiziano di cui qualcuno ha voluto fare il remake, dovuto forse al desiderio del regime dei generali di gettare un capro espiatorio in pasto all’opinione pubblica egiziana. L’odio verso Israele evidentemente rimane il minimo comun denominatore di sostenitori e oppositori del regime. C’è da sperare che i giovani di Piazza Tahrir, che hanno saputo trattare con un buon grado di scetticismo l’informazione che arrivava da Mubarak, prima, e da Tantawi poi, mostrino altrettanto senso critico circa l’informazione che viene loro propinata sull’arresto di Grapel. In larga misura, la reazione della “piazza egiziana” indicherà le prospettive della pace tra Israele ed Egitto più di qualsiasi altro evento occorso da febbraio.»
(Da: Ma'ariv, 15.6.11)

Nella foto in alto: il vice primo ministro egiziano Yahya Al-Gamal accusa Israele di prendere di mira l’Egitto e di manipolare gli egiziani. Vedi il video (con sottotitoli in inglese):
http://www.memri.org/clip/en/0/0/0/0/63/0/2920.htm




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21 giugno 2011

'Una sposa per Shalit', su Facebook l’invito a rapire un'israeliana

 


TEL AVIV, 17 giu. - "Una sposa per Shalit": e' il macarbo umorismo di un gruppo Facebook creato da estremisti palestinesi in cui si invita a sequestrare una soldatessa israeliana che faccia da compagna al militare rapito da Hamas cinque anni or sono (che scadranno proprio la prossima settimana). A riferirlo e' il quotidiano israeliano Yediot Ahronot. Nella pagina campeggia anche un foto in cui compare una ragazza vestita da soldatessa israeliana in catene, a fianco di una palestinese armata e con la divisa delle Brigate Izz al-Din al-Qassam, braccio armato del gruppo islamista che controlla Gaza. "Dobbiamo rapire una militare, cosi' si sposeranno e ci regalaranno una nidiata di piccoli Shalit", e' lo sprezzante messaggio lasciato da un sostenitore del gruppo .

(AGI




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21 giugno 2011

Pace e territori, una questione di buona volontà?



di Angelo Pezzana

Chi cerca la pace, non mi sto riferendo ovviamente agli auto-nominatisi pacifisti, antepone abitualmente ad ogni altra considerazione una frase ad effetto, 'la pace si fa con il nemico', sulla quale nessuno oserebbe dissentire. Con chi si dovrebbe fare, se non con il nemico? Peccato però che dopo la condivisa affermazione seguano molto raramente le indagini sulle intenzioni reali del nemico con il quale si vorrebbe fare la pace, partendo, per esempio, dalla domanda se il nemico cerca veramente un accordo con noi oppure dietro alle belle e rassicuranti parole non nasconda l'obiettivo per il quale ha iniziato a fare guerre, attentati, lanciato missili e via attaccando.
Israele, quando si è trattato di fare la pace, sul serio, può dimostrare la propria buona fede, si veda il trattato con Egitto e Giordania, ma aggiungerei anche l'uscita da Gaza, voluta dal 'falco' Sharon, in realtà la prova che anche un falco può mirare alla pace, persino in una occasione nella quale ha restituito un territorio senza trattative preliminari, senza condizioni di sorta. Oggi quella scelta viene criticata anche dai cosidetti pacifisti, ai quali non par vero di poter addebitare a Sharon un atto che sei anni fa fu giudicato invece una dimostrazione di buona volontà, consegnare un territorio privo di israeliani nel quale poter instaurare le basi di uno stato palestinese. In quell'anno, Sharon ne discusse con diversi esperti, di ogni parte politica, in molti credemmo che quel passo poteva essere coronato da successo ed essere seguito poi da accordi condivisi per quanto riguardava la Cisgiordania. Ricordo quanto Sharon fosse stato coivolto dai consigli del prof. Sergio Della Pergola sulla possibilità di trovare la soluzione del conflitto attraverso lo scambio di territori, norma applicata nella maggior parte dei conflitti senza che nessuna istituzione internazionale trovasse nulla da dire. Anzi, fu attraverso quel compromesso che molte paci furono firmate. Per Israele no, nessuna Onu, nessuna UE che ne richieda l'attuazione, chissà come mai questa proposta non è mai riuscita a diventare oggetto neppure di pubblica discussione, anche se quella dello scambio dei territori è sempre stata una delle proposte che invano il Governo israeliano ha cercato di affrontare con l'Autorità palestinese, da quell'orecchio non ci hanno mai sentito. Abu Mazen ha fatto di tutto per evitare di trovarsi a tu per tu con Netanyahu per discuterne, anche se aveva ottenuto il congelamento delle costruzioni per dieci mesi, un tempo nel quale però doveva essere talmente indaffarato se non ha incontrato la controparte nemmeno una volta. Ma gli stati fiancheggiatori dei palestinesi non l'hanno neppure notato, tanto erano presi dal 'problema delle colonie', non si sono accorti che la soluzione, quella sì pacifica e definitiva, sarebbe potuta arrivare proprio dallo scambio dei territori, ebrei di qua, arabi di là, niente più linea d'armistizio. Che non si tratti di disattenzione è provato, se ancora ce ne fosse bisogno, dal constatare la successione di avvenimenti dell'ultimo mese: anniversario della cosidetta Naqba, tentativo successivo di entrare in Israele da parte di masse di manifestanti ai confini nord e sud, il consiglio a Washington di Barack Obama a Bibi Netanyahu di ritornare alla linea verde del '67, tregua tra Hamas e Anp, da leggersi come resa della seconda alla prima, premessa per l'autoproclamazione di uno stato palestinese da costruirsi nello stile Gaza, con l'aggiunta di una 'primavera araba' dalle caratteristiche sempre più preoccupanti. Ebbene, nessuno, fra i commentatori dei nostri giornaloni sempre pronti a vivisezionare Israele, ha avuto l'onestà intellettuale di ricordare che se il conflitto non è ancora finito, ciò è dovuto al rifiuto arabo della partizione Onu del novembre 1947 della Palestina britannica in due stati, uno ebraico e uno arabo. Fu quel primo no all'esistenza dello Stato ebraico, al quale seguirono guerre che costarono la vita a ventitremila giovani soldati di Israele, morti nella difesa del proprio paese, a causare quel conflitto la cui responsabilità viene da decenni attribuita a Israele. Le parti si invertono, Golia riveste i panni dell'oppresso, mentre Davide è l'aggressore. A (dis)informare su quanto accade sono quasi sempre le stesse fonti, fra i tanti ricordiamo Rainews 24, Rai 3, RadioRai 1, Radiorai 3, Repubblica, Unità, Manifesto, ai quali si aggiungono non saltuariamente Il Sole24Ore, Corriere della Sera, Messaggero, Avvenire, gran parte dei siti internet dei giornaloni, in gara fra loro a chi è più sbilanciato nelle titolazioni e nella scelta delle immagini.
E' esagerato affermare che si tratta di un vero e proprio assalto a Israele?

(Informazione Corretta




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21 giugno 2011

Alzheimer



Un 'impresa israeliana si è posta l'obiettivo di aiutare i pazienti di Alzheimer. Un suo prodotto è un nuovo programma che aiuta la memoria.
Fino ad oggi sono stati sviluppati dei buoni medicinali per limitare gli effetti della malattia di Alzheimer. Nonostante ciò il morbo resta inguaribile e la qualità di vita dei pazienti ne è compromessa. Per questo motivo qualsiasi tipo di aiuto è molto apprezzato. Si è scoperto che il decorso può essere influenzato a favore del paziente, soprattutto se la diagnosi avviene nello stadio iniziale della malattia. È proprio qui che interviene un nuovo programma elettronico sviluppato in Israele: esso può aiutare i pazienti di Alzheimer nello stadio iniziale o medio della malattia, a mantenere più a lungo e più efficacemente le loro capacità mnemoniche.
Il programma chiamato «Savion», scritto da terapisti israeliani di Alzheimer, offre uno stimolo cognitivo. Esso è stato messo alla prova nel Centro Melabev di Gerusalemme nel corso dell'ultimo decennio ed è stato continuamente migliorato sulla base delle conoscenze man mano acquisite. Un'ampia ricerca svolta dall'Università Ben Gurion del Negev ha dato i seguenti risultati: se il programma viene utilizzato almeno due volte alla settimana per un periodo di trenta minuti, dopo quattro settimane sono già visibili i primi miglioramenti delle capacità cognitive, linguistiche, mnemoniche e organizzative. Sono proprio queste le funzioni principali che i pazienti di Alzheimer perdono irrevocabilmente.
Nel Centro Melabev i terapisti cercano di motivare i pazienti di demenza a non arrendersi e a sfruttare ed esercitare regolarmente le capacità rimaste. Il nuovo programma, che offre soprattutto degli esercizi sotto forma di giochi, si è rivelato molto utile allo scopo e può essere adattato in modo individuale alle capacità del singolo paziente. Esso è uscito sul mercato in ebraico, inglese, russo e greco.
Grazie alle moderne tecnologie di comunicazione, persone in tutto il mondo possono accedere al programma e approfittarne. Attualmente sono in fase di produzione una sua versione in francese e una in arabo, mentre per il futuro si prevede che venga offerto anche in altre lingue.

(Chiamata di Mezzanotte, n.3 2011)

Il Centro Melabev

Notizie su Israele




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21 giugno 2011

Come "non comprare dagli ebrei" e vivere felici (da troglodita)

 


Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

Cari amici,
dovete sapere che un mio conoscente ha chiesto informazioni su come boicottare Israele. E' una brava persona, ve lo assicuro, legge ogni mattina Repubblica e si sente insieme molto intelligente e morale assieme, la domenica va spesso in chiesa, quella giusta e "aperta", dove naturalmente gli vendono "Famiglia cristiana", che non ha il vantaggio di farlo sentire intelligente, ma conferma i suoi pregiudizi; nelle ultime elezioni ha votato dalla parte di Vendola sentendosi amabilmente trasgressivo e comunque sempre rigorosamente dalla parte giusta, quella della pace e del progresso dei popoli. Pensa che la sconfitta del comunismo sia stata una perdita per tutti, che l'Europa debba espiare per i suoi "crimini" contro il resto del mondo, e, non occorre dirlo, che l'acqua debba "restare pubblica".
Io ho pensato che se i suoi nonni hanno buttato fuori da tutte le scuole del regno mio padre e messo in un campo di concentramento mio nonno, per fortuna senza riuscire a deportarlo, anche lui ha diritto di cercare di affamare i miei cugini in Israele e magari di discriminare me. In fondo, sempre assassini di bambini siamo, no? Magari deicidi proprio no, ma certo infidi. E tutti troppo influenti sull'economia. Inoltre facciamo ai palestinesi le stesse brutte cose che Hitler ha fatto a noi, solo che lui era a casa sua, mentre noi... E allora ho cercato un po' di informazioni, così per aiutarlo nel suo giusto compito, giustamente antisionista, per carità, non antisemita. Insomma, buono. Ho raccolto informazioni e gli ho consigliato quanto segue, per eliminare tutto quello che viene fabbricato o è stato inventato in Israele ed essere completamente ariano come i suoi nonni.
Per i computer, gli ho detto di eliminare tutti quelli con chip Pentium e Celeron, con sistema operativo Microsoft. Sono stati progettati in Israele, pardon, nella Palestina occupata. Togliere tutti gli antivirus e i firewall. Non spedire né ricevere mail che dipendono da software ebraico. Far sparire i cellulari, pieni di brevetti ebraici, in particolare gli SMS, invenzione israeliana. Non rispondere a tutti i sistemi di posta vocale o segreteria virtuale. Non usare Facebook, non guardare video sui computer o sulla televisione on demand. Non usare e-books. Tutta roba contaminata. In futuro, niente auto elettriche. Fare attenzione a frutta e verdura, che in mezzo mondo sono coltivate con tecnologie israeliane (per dettagli )
Deve poi soprattutto fare attenzione ai medicinali, in particolare ai generici. La più grande azienda del mondo è in Israele. In particolare non usare cure per il cancro, né l'AZT contro l'Aids, né i dispenser di insulina per il diabete, né le cure per la sclerosi multipla, il Parkinson. Molto sospetti anche i trattamenti più moderni per enfisema, degenerazione maculare, epilessia, mal di cuore o di fegato, mieloma, allergie della pelle, trapianti di rene, molti vaccini. Altri dettagli qui.
Se deve boicottare davvero Israele, gli ho detto, gli conviene boicottare anche gli stati che ne hanno avuto assistenza nei disastri, per esempio di recente Giappone, Ghana, Cile, Nuova Zelanda, Vietnam Uganda, Kenia (tutti solo nel 2011), Maldive, Filippine, Romania, Camerun, Congo, Mississipi, Angola, Cina, Sudafrica (nel 2010, e lasciamo stare i precedenti. Per un po' di fatti in più, può guardare qui).
Povero mio conoscente, tenersi a riparo dal contagio giudaico è molto difficile, me ne rendo conto. Rischia di ripiombare nel medioevo. Adesso però chiedo io a lui: c'è una singola cosa cui dovrei rinunciare, oltre ai giubbetti esplosivi per attentatori suicidi, se dovessi provare a boicottare la "Palestina" (o se per quello anche il mondo arabo in generale)?

(Informazione Corretta




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21 giugno 2011

In Israele tutti pazzi per l'ebreo errante Dylan

 

Bob Dylan per la prima volta a Pechino. Il concerto del 6 aprile 2011 è stato un vero fiasco: invenduto un terzo dei biglietti

di Aldo Baquis

Bob Dylan
TEL AVIV - Nella torrida estate del 1971 l'assemblea generale del kibbutz di Neve' Eitan fu convocata per esprimersi sulla richiesta di un cantante americano che andava allora per la maggiore di essere ammesso come membro a tempo pieno. Le cronache raccontano che all'idea di trovarsi all'improvviso l'ingombrante Bob Dylan nella sala pranzo collettiva, quei pionieri storsero la bocca. Ne sarebbe andato della loro tranquillità. Il loro pacato ordine sociale, temevano, sarebbe stato sconvolto. Accadde così che Bob Dylan, ossia Robert Zimmerman, ossia Shabtay Zissel ben Avraham, fu respinto.
Svanita l'opportunità di dedicarsi alla semina dei campi nell'alta valle del Giordano, non gli restò che scrivere ballate che avrebbero fatto epoca e vagare per il mondo («with no direction home») con una chitarra in mano. Un moderno ebreo errante che, 40 anni dopo, torna a bussare alle porte di Israele.
Nel Paese si avverte adesso una «Dylan-mania» in attesa del concerto che il grande folksinger terrà lunedì. E questa volta per lui si apriranno non i cancelli del modesto kibbutz, bensì quelli del grande stadio di Tel Aviv, che si prevede sarà affollato in tutte le sue tribune malgrado l'esosità dei biglietti: da 50 a 200 euro.
La figura di Dylan, e in particolare il suo rapporto con le radici ebraiche familiari, attira l'attenzione dei mass media. Per certi versi, viene fatto notare, si tratta «del più celebre ebreo convertito del XX secolo»: non è forse vero che all'inizio degli Anni 80 abbracciò la fede evangelica? Che nei suoi concerti dissertava su Gesù e su visioni apocalittiche apprese sui testi cristiani? Altri in Israele preferiscono mettere l'accento su aspetti diversi della biografia di Dylan, un appassionato di questioni mistiche. Si menzionano allora i suoi incontri con il rabbino Schneerson della setta messianica dei Lubavitch, e si cita l'immortale «Highway 61», la celebre arteria che unisce Louisiana e Minnesota che, nelle strofe di Dylan, fa da sfondo al dialogo fra Abramo e l'Onnipotente nell'imminenza del sacrificio di Isacco. Lo stesso ricercatore della Cabbala Gershom Scholem, uno dei maggiori nel ramo, custodiva nella propria biblioteca testi di Dylan. Non sbagliava dunque il regista Todd Haynes quando, nel suo film «I'm not there», ha utilizzato sei attori diversi - fra cui Cate Blanchett - per rappresentare il poliforme e sfuggente Dylan.
La visita di Dylan in Israele sarà una toccata-e-fuga: atterrerà poche ore prima del concerto, e forse ripartirà al termine. Ha già fatto sapere di non volere telecamere allo stadio e ha vietato di registrare il concerto. Canterà 17 canzoni di varie epoche, un tuffo a ritroso nel tempo. Per sé ha chiesto sole scorte sufficienti di acqua minerale. La polizia ha comunque provveduto a misure di sicurezza rafforzate e, prevedendo che l'evento richiamerà la folla delle grandi occasioni, ai fans di Dylan è stato consigliato di raggiungere lo stadio solo con i mezzi pubblici.
Quale sia il suo giudizio aggiornato su Israele e sul futuro della pace con i palestinesi, non è noto. In passato (1983) Dylan fu duramente attaccato dalla sinistra radicale per aver scritto quel «Neighborhood Bully» in cui esprimeva profonda simpatia e comprensione per un Israele costantemente accerchiato da nemici crudeli.
I critici musicali avvertono che non è il caso di farsi soverchie illusioni. All'età di 70 anni la voce del bardo è ormai roca, gracchiante, forse addirittura sgradevole. Ricordano che il suo concerto di Tel Aviv nel 1987 fu un fiasco totale. Tornò nel 1993 - e allora i giornali scrissero che l'artista era venuto per «riparare» la cattiva impressione lasciata. Qualcuno si chiede per quale motivo continui ancora oggi a impegnarsi in stremanti tournée: certo non per impellenze finanziarie.
Eppure la febbre è egualmente alle stelle. Dalla radio militare israeliana, che ripropone senza tregua le canzoni dell'animatore delle lotte studentesche contro la guerra in Vietnam, un entusiasta del cantante ha sentenziato nei giorni scorsi: «Il mondo si divide fra quanti amano Dylan e quanti non lo amano. E fra quanti non lo amano, io personalmente non ho mai trovato alcuno con cui valesse la pena parlare».

(La Stampa, 19 giugno 2011)




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21 giugno 2011

Siria, nell’esercito la chiave della vicenda

 
Di Jonathan Spyer
All’indomani della presa di Jisr al-Shughour da parte dell’esercito siriano, è diventato chiaro che la direzione degli eventi in Siria dipende dalla maggiore o minore coesione delle forze di sicurezza di Bashar Assad. Se l’esercito rimane per lo più unito dietro la leadership del dittatore, allora la brutale repressione delle proteste sembra destinata a continuare. Se invece si verificherà una significativa frammentazione nelle forze armate, allora la prospettiva diventa quella di una probabile guerra civile. Giacché un intervento internazionale su larga scala sembra improbabile, l’esercito siriano è la vera chiave della vicenda siriana.
Gli eventi a Jisr al-Shughour hanno fatto seguito all’asserzione, quasi certamente falsa, da parte del regime che diceva d’aver scoperto i corpi di 120 poliziotti. Questi uomini, secondo la versione dei mass-media ufficiali, erano stati massacrati dalle fantomatiche forze “terroriste” che le autorità siriane sostengono essere responsabili della rivolta sin dall’inizio. Attivisti locali hanno detto, invece, che i corpi erano quelli di membri delle forze di sicurezza sommariamente giustiziati dai loro commilitoni per essersi rifiutati di aprire il fuoco sui dimostranti. Tuttavia, mentre i “terroristi” rimangono il probabile frutto della fantasia in perfetto stile sovietico dei mass-media ufficiali siriani, vi sono prove che alcuni elementi delle forze di sicurezza siano effettivamente passati dalla parte dell’opposizione. Finora il fenomeno appare sporadico, con il coinvolgimento di singoli individui di basso e medio rango. La feroce risposta a ogni minimo segnale di esitazione nelle forze di sicurezza dimostra però che il regime è ben consapevole dell’importanza cruciale della questione.
Nelle prime fasi della rivolta a Deraa, alcuni elementi della Quinta Divisione, in gran parte composita da sunniti e da soldati di leva, cercarono di impedire alla Quarta Divisione, in gran parte alawita, di sparare sui dimostranti. Ne risultò uno scontro a fuoco fra le due unità. Secondo fonti dell’opposizione, diversi soldati della Quinta Divisione vennero giustiziati a seguito di questi eventi. A Jisr al-Shughour sembra abbia avuto luogo un ammutinamento su vasta scala. Un reportage della Associated Press ha citato testimoni oculari che parlavano di “migliaia” di disertori che avrebbero cercato di rallentare l’avanzata dell’esercito siriano nella città per permettere ai profughi di scappare verso il confine con la Turchia.
Assad non fa più nemmeno finta di governarne con il consenso della popolazione. Piuttosto, il regime siriano sembra aver dichiarato guerra a una larga parte del suo stesso popolo. I 220.000 uomini dell’esercito regolare siriano e i 64.000 membri a tempo pieno dei servizi di sicurezza dello stato sono quasi sicuramente sufficienti, se rimangono fedeli e in assenza di interventi internazionali, per mantenere il regime al potere. Ma resteranno fedeli?
Da tempo il principale problema, per il regime siriano, è la sua ristretta e settaria base di sostegno, centrata sulla comunità alawita a cui appartiene la famiglia Assad. Nelle forze armate e nei servizi di sicurezza il regime ha cercato di controbilanciare la cosa garantendo il dominio alawita nel corpo degli ufficiali e in certe unità. L’Esercito Arabo di Siria, questo il suo nome ufficiale, ha undici divisioni, di cui due, la Guardia Presidenziale e la Quarta Divisione Corazzata, sono in gran parte alawite e sono considerate attendibilmente fedeli al regime. Il quale dispone anche di un certo numero di forze speciali su cui può fare affidamento. Le altre nove unità regolari sono per lo più sunnite, peggio addestrate e peggio equipaggiate. È da unità di questo tipo, come la Undicesima Divisione, che sono venute le defezioni verso la rivolta, anche se gli ufficiali di queste unità sono prevalentemente alawiti, affiancati da un certo numero di ufficiali sunniti sostenitori del regime.
Il comando dei servizi di sicurezza mostra il modo in cui il regime ha cercato di cooptare i sunniti, pur preservando la complessiva supremazia alawita. Dei quattro servizi di sicurezza, due – l’Intelligence Militare e l’Intelligence delle Forze Aeree – sono sotto il controllo di alawiti, mentre gli altri due – Sicurezza Politica e Sicurezza di Stato – sono comandati da sunniti filo-regime.
Finora le defezioni da parte dell’esercito sono state sporadiche e limitate. Assad ha cercato di schierare, come principali strumenti repressivi, una combinazione di unità alawite a lui fedeli, forze di sicurezza e bande di combattenti irregolari per lo più alawiti (o “shabiha”). Ha tentato, con buona ragione, di tenere il più possibile fuori dalla mischia le unità sunnite meno affidabili.
L’opposizione, dal canto suo, capisce perfettamente il ruolo critico delle forze armate in questo momento. Uno dei leader dissidenti, Radwan Ziadeh, intervistato questa settimana da Asharq al-Awsat, ha affermato che “il nostro obiettivo principale e tutta la nostra attenzione, in questa fase, è sull’esercito siriano”. Ziadeh dice che l’opposizione ha anche cercato di organizzare delle manifestazioni per rendere omaggio al ruolo dell’esercito nella difesa nazionale. Anche il documento dell’opposizione “Iniziativa nazionale per un cambiamento” prospetta un ruolo continuativo per funzionari e ufficiali della difesa nella fase di transizione.
Non si può ancora sapere se tutto questo sarà sufficiente per provocare vere fratture nell’esercito siriano. Ma è chiaro a entrambe le parti, come ha sottolineato Ziadeh, che una decisa reazione internazionale in grado di far cadere il regime non sembra imminente. Finora l’amministrazione Usa non ha nemmeno chiesto ufficialmente de dimissioni del dittatore siriano. Dunque, se Bashar Assad riesce a tenere insieme le sue forze armate, ha buone possibilità di sopravvivere, seppure per regnare su un regime scosso, settario e privo si qualunque legittimità interna. Se viceversa l’opposizione riuscirà a spaccare i militari, allora le due parti finiranno per combattersi fra loro. La posta in palio sarà il controllo sulla Siria. Il risultato, impossibile da prevedere.

(Da: Jerusalem Post, 14.6.11)

Nella foto in alto: il sottotenente siriano Abd Al-Razzaq Muhammad Tlas, della Quinta Divisione, 15esima Brigata, 825esimo Battaglione, originario di Rastan, presso Homs, mostra i suoi documenti alla tv Al-Jazeera (6.6.11) e dichiara d’aver disertato perché, dopo i crimini cui ha dovuto assistere, sentiva di non poter più far parte dell’esercito siriano.
Per vedere il filmato (con sottotitoli in inglese):
http://www.memritv.org/clip/en/2969.htm




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20 giugno 2011

Il rabbinato di Gerusalemme nego' la lapidazione del cane

 


Qualcuno dovrà chiedere scusa al rabbino Yehoshua Levin. Qualcuno, poi, dovrà farlo anche con migliaia di lettori. Perché quella che è sembrata una notizia "bestiale" - non solo perché di animali si parlava, ma anche perché c'era dentro un bel po' di cattiveria -, in realtà si è... rivelata una cosa infondata. Peggio: una bufala. Peggio ancora: una patacca. Una polpetta avvelenata - per restare in tema - raccolta, confezionata e servita per il pubblico di lettori sempre più affamato di leggere i resoconti su ragazzini che pisciano nei vasi dell'acqua pubblica o, appunto, sui cani lapidati per decreto religioso.
E allora. Succede che a un certo punto - circa dieci giorni fa - viene fuori la storia secondo cui una Corte rabbinica di Gerusalemme avrebbe ordinato la lapidazione di una cagna, ritenendola - secondo le voci - «la reincarnazione di un avvocato morto anni prima, dopo essere stato maledetto da quei religiosi».
Il protagonista - involontario - della vicenda è un certo Yehoshua Levin, rabbino di Gerusalemme. Salito ai primi posti nella classifica dei peggiori nemici del Peta, l'organizzazione statunitense degli animalisti. Tanto da meritarsi frasi di questo tipo: «Occorrerebbe condurre una perizia psichiatrica sul rabbino Levin». E ancora: «Bisognerebbe avviare nei confronti del religioso una procedura penale per aver fomentato crudeltà verso animali».
Ora, il fatto è che nei rioni ortodossi di Gerusalemme il rabbino Levin, che presiede la Corte rabbinica per le questioni pecuniarie, è famoso non per il suo radicalismo, ma per la sua incredibile mitezza. Non un segno di debolezza, ma di forza e di integrità morale. Eppoi, dicono i bene informati, non risulta nemmeno che Levin abbia mai «maledetto avvocati» o che abbia intravisto le loro «anime in pena» in alcun quadrupede. La conferma arriva dello stesso rabbino che ai colleghi ha assicurato che la sua Corte non ha mai ordinato alcuna lapidazione.
La verità sarebbe un'altra. All'inizio di giugno una cagna sarebbe effettivamente entrata nel rione ortodosso di Mea Shearim (Gerusalemme) e che, verosimilmente, sia stata presa a sassate da ragazzini di strada, per i quali i cani rappresentano una rarità. Così, nel tentativo disperato di salvarsi, l'animale avrebbe cercato riparo nella Corte, mentre (in assenza tra l'altro del rabbino Levin) era in corso un dibattito. Gli inservienti - secondo il religioso - avrebbero telefonato al servizio veterinario cittadino per prelevare la cagna la quale, a quanto gli risulta, ha lasciato la zona incolume. «Non c'è alcuna ragione di infierire sugli animali - ha precisato Levin -, né da un punto di vista della ortodossia né da quello della logica».
Insomma, non è vero niente. La storia è talmente falsa che il quotidiano israeliano "Maariv" è stato costretto ad ammettere di aver compiuto una scorrettezza quando ha scritto che la Corte aveva «ordinato la lapidazione di una cagna». Nel trafiletto la direzione ha anche espresso rammarico per aver arrecato dolore alla Corte rabbinica e ai suoi membri. Peccato che fuori dal Paese, a partire dai media italiani, nessuno si è ancora scusato. Con Yehoshua Levin. E con i lettori.

Fonte Felafelcafe' del 20.6.2011
 




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20 giugno 2011

Malesia, da un gruppo islamico lezioni alle mogli per diventare obbedienti e ... puttane

 

Le mogli devono essere obbedienti e puttane a letto per per frenare i mali sociali come il divorzio e la violenza domestica, secondo un club per donne, fondato in Malesia dal gruppo islamico Global Ikhwan.

Il club che vanta già 800 membri malesi e altri 200 provenienti da tutto il Medio Oriente, promette lezioni di sesso per aiutare le mogli a "servire i loro mariti meglio di una prostituta di prima classe" .

Secondo gli organizzatori di questo club le mogli devono obbedire, servire e intrattenere il marito, accogliendolo con abiti sexy e sorrisi seducenti nella privacy della casa.

Un marito felice in camera da letto non ha alcun motivo per allontanarsi, cercare le prostitute o indulgere in altri vizi sociali, dicono gli organizzatori spiegando che l'istituzione familiare può arginare piaghe sociali come la prostituzione, la violenza domestica, la tratta degli esseri umani e l'abbandono dei bambini.

Il club, però, è stato oggetto di critiche da parte di gruppi di donne malesi, secondo cui l'onere di mantenere unita una famiglia verrebbe in questo modo ingiustamente messo sulle spalle delle donne.

Alcune donne, poi, vorrebbero la parità e non l'obbedienza perché la donna è molto di più di un giocattolo sessuale.

in-dies.info




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20 giugno 2011

Usa, catturato aspirante terrorista al parco di Arlington

 

cronaca di Glauco Maggi, commento del Foglio

Testata:Libero - Il Foglio
Autore: Glauco Maggi - Redazione del Foglio
Titolo: «Al Qaeda a un passo dal Pentagono - Lo zaino vuoto dell’occidente»

Riportiamo da LIBERO di oggi, 18/06/2011, a pag. 17, l'articolo di Gluco Maggi dal titolo " Al Qaeda a un passo dal Pentagono ". Dal FOGLIO, a pag. 3, l'editoriale dal titolo " Lo zaino vuoto dell’occidente ".
Ecco i pezzi:

LIBERO- Glauco Maggi : " Al Qaeda a un passo dal Pentagono "


Arlington

È il primo serio allarme in America dopo l’uccisione di Osama Bin Laden, e la «situazione è ancora in pieno sviluppo », come ha detto il portavoce della polizia di servizio nel Parco di Arlington, David Schlosser, poche ore dopo l’arresto di un marine americano musulmano, e il ritrovamento di un pacco sospetto, all’alba di venerdì, nella sua auto parcheggiata vicino al Pentagono, a Washington. Secondo un ufficiale che ha parlato con la tv CBS, l’oggetto, pur misterioso, è stato disattivato e dichiarato “inerte”, dopo i primi rapporti che parlavano di un ordigno con il potenziale di essere pericoloso. L’uomo è stato identificato come Yonathan Melaku, un riservista del corpo dei lancieri dei Marines in Virginia, di religione musulmana. Entrato nel corpo nel 2007, Melaku ha 23 anni ed è stato arrestato perché sorpreso nel parco di notte, quando il cimitero è chiuso al pubblico. Aveva con sè uno zainetto con «oggetti sospetti e altro materiale », hanno detto a Fox News gli investigatori. Una agente dell’Fbi, nella prima breve conferenza stampa, ha aggiunto che «nello zaino non c’era un ordigno esplosivo, ma sostanze misteriose che stiamo analizzando per capire di che si tratta ». La natura e la gravità dell’episodio, con tutta probabilità un attentato non ancora nel suo stadio operativo, non sono ancora state svelate dagli agenti antiterrorismo, evidentemente perché le indagini proseguono. Nel contenuto dello zaino ci sarebbe stato dell’am - monio nitrato, secondo Fox News. L’afro-americano è ancora sotto torchio, ma le prime indiscrezioni lasciano pochi dubbi sugli interessi e sull’affiliazione ideologica dell’ex militare, che aveva la mansione di autista di camion: un agente ha detto ai giornalisti che il sospetto aveva con sé un computer portatile che conteneva parole e frasi tipo «Al Qaeda», «I talebani governano » e «i Mujahidin hanno sconfitto le forze crociate». Gli indizi sono ancora insufficienti per dimostrare l’intenzione di un serio complotto, e solo una sua confessione, e possibilmente la cattura delle altre due persone che sono state viste allontanarsi a piedi mentre Melaku veniva fermato, aiuteranno a chiarire il giallo terroristico. L’operazione era scattata quando un poliziotto di pattuglia al Cimitero Nazionale di Arlington, ai sobborghi di Washington, si è imbattuto nel riservista. La polizia del Parco ha poi ispezionato la Nissan rossa di Melaku, parcheggiata in un boschetto adiacente al parcheggio settentrionale del Pentagono: il particolare della vicinanza della macchina ad un ovvio obiettivo di Al Qaeda, e gli oggetti e le sostanze sospette rinvenuti addosso a Melaku e all’interno della sua vettura, hanno fatto subito affiancare ai poliziotti di Arlington l’Fbi e gli agenti del ministero della Sicurezza. In uno sviluppo separato, dalle indagini eseguite sul materiale trovato addosso al capo di Al Qaeda in Africa ucciso dalle guardie somale lo scorso week end, è intanto emerso che il Ritz Carlton di Londra era nel mirino di Al Qaeda per un bis dell’attacco all’hotel di Mumbai del 2008. Gli agenti Usa stanno avvisando le maggiori catene alberghiere americane che potrebbero essere loro il prossimo target dei terroristi islamici. Nelle stesse ore delle indagini sul fatto di Arlington, ieri, il ministero della giustizia Usa ha intanto lasciato cadere tutte le accuse contro Osama Bin Laden, il caso essendo chiuso con la sua morte.

Il FOGLIO - " Lo zaino vuoto dell’occidente "


Osama bin Laden

Bastano un attimo, un allarme, uno zaino, un computer ritrovato a Mogadiscio e torna su tutto, la paura e la consapevolezza che la guerra al terrore non è mai finita. Ieri all’alba si è introdotto un ragazzo nel cimitero militare di Arlington sul fiume Potomac, là dove vengono sepolti i soldati che muoiono al fronte, un luogo dove ogni filo d’erba verdissima sa di patriottismo, dolore e orgoglio. Dopo una breve fuga il ventiduenne americano di origine etiope – che si è arruolato nei marine nel 2008 – è stato preso dalla polizia, ma non ha risposto alle domande. Così è partita la procedura di emergenza: blocco di tutta l’area, localizzazione della sua auto e di eventuali complici. I media hanno iniziato a diffondere notizie allarmanti: la presenza di materiale esplosivo, di sostanze per costruire bombe, forse di un ordigno pronto a esplodere e di volantini che facevano riferimento ad al Qaida e ai talebani. Quando il quadro complessivo è stato delineato, si è capito che molte delle notizie date nelle prime ore erano troppo allarmistiche. “Ha agito da solo”, ripetevano le fonti interpellate. Ma un kit amatoriale non è rassicurante: anche il ragazzo con l’esplosivo nelle mutande sul volo per Detroit era da solo, anche l’auto a Times Square pronta a esplodere era di un unico uomo. Negli ultimi giorni è partita un’allerta in tutti gli hotel delle principali città americane: l’intelligence ha scoperto che al Qaida stava organizzando un attacco “in stile Mumbai”. L’allarme è arrivato controllando i materiali ritrovati a Mogadiscio, in Somalia, appartenenti a Fazul Abdullah Mohammed, il capo di al Qaida che aveva orchestrato gli attacchi alle ambasciate americane in Africa, ucciso domenica scorsa. A settembre si celebrano i dieci anni dall’attacco delle Torri gemelle, Osama bin Laden è stato ucciso, il dibattito sulle guerre (e sono ben più di quelle che Obama ha “ereditato” da Bush) è diventato tecnico – come colpire, quando e dove – e non più ideologico, nel merito. Poi un ragazzo che fugge con uno zaino e un computer a un posto di blocco a Mogadiscio ci ricordano che la guerra al terrore è tutt’altro che finita, e che basta molto meno di 19 dirottatori sincronizzati per far male all’occidente.

Per inviare la propria opinioe a Libero e Foglio, cliccare sulle e-mail sottostanti


lettere@libero-news.eu
lettere@ilfoglio.it




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20 giugno 2011

Tutti fascisti , camaleonti e no

 

Cognome e nome

ABBAGNANO Nicola

Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai

AIROLDI Aldo

Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai - Partecipa e vince ai Littoriali del 1937 ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti)

ALBERTAZZI Giorgio

attore- Sottotenente GNR legione Tagliamento, Scuola A.U. Lucca.. Giorgio Albertazzi, che nel suo “Un perdente di successo� racconta di essere andato a un passo sia dal finire fucilato sia dal far parte di un plotone di esecuzione (a Sestino, paese tra Toscana e Umbria, qualcuno lo accusa di aver giustiziato con un colpo alla nuca un repubblichino passato con i partigiani, Ferruccio Manini).Giorgio Albertazzi E' stato "repubblichino", militante insieme all’attore-regista-scrittore Dario Fo, premio Nobel per la letteratura, ed a Mauro De Mauro (il giornalista assassinato dalla mafia a Palermo 35 anni fa, fratello dell'emerito linguista prof. Tullio che è stato ministro della Pubblica Istruzione in due governi delle sinistre-), (“Sì, ero nella Repubblica di Salò, con il premio Nobel Dario Fo, dichiara Albertazzi-

ALBERTINI

politico-versò la medaglietta di Deputato contro le Sanzioni...

Alfassio G. Ugoberto

Partecipa e vince i Littoriali del 1940 ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti)

ALICATA Mario

politico comunista- Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai -Partecipò, quale rappresentante di Roma, ai Littoriali del 1938 e li vinse

ALVARO Corrado

nel 1934 esaltava Mussolini tra i “pionieri�, in occasione dell’inaugurazione di Littoria. Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai.

AMADUZZI Ruggero

comunista-Partecipò, quale rappresentante di Pisa,ai Littoriali del 1938 .

Amendola Antonio

Partecipa e vince Littoriali del 1935 ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti)

AMENDOLA Giovanni

“Dobbiamo riconoscere all’on,. Mussolini la volontà precisa di ripristinare l’ordine intero� Giovanni Amendola sul “Mondo�,nel 1923

AMERI Enrico

giornalista sportivo-Militò nella R.S.I. quale volontario nella GNR

AMICUCCI Ermanno

Fra i giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo Ermanno Amicucci.

AMUNDSEN Roald Engelbreth

Roald Engelbreth Amundsen: "Soltanto Napoleone puo' paragonarsi a Mussolini�

ANDREOTTI Giulio

politico democristiano - Partecipa ai Littoriali del 1935 e “il camerata Andreotti� scrive su LA TERRA dal 1942 al 1943- “Nessun rilievo si può fare alla correttezza di Mussolini nella gestione finanziaria dello Stato�

ANGELINI Cinico

Fra gli artisti ritroviamo al Nord, nella RSI, il maestro Cinico Angelini

ANSALDO Giovanni

giornalista , direttore di numerose testate,….. aveva già trascorso da "antifascista riluttante" alcuni mesi nel carcere di Como e qualcosa di più nel confino di Lipari, ma era al crocevia di una scelta di vita che lo avrebbe portato gradualmente all'adesione al regime mussoliniano, alla crescita della sua carriera giornalistica con la direzione del Telegrafo di Livorno e, soprattutto, all'inclusione nell'entourage selezionatissimo ed esclusivo di Galeazzo Ciano…. ..Riceveva gli onori del Duce-

ANTONICELLI Franco

anche Franco Antonicelli, futuro animatore della Resistenza a Torino, scrisse almeno un paio di,lettere, prostrandosi ai piedi del Duce..

ANTONIONI Michelangelo

Regista-Partecipò, quale rappresentante di Ferrara, ai Littoriali del 1935 e del 1937……a sfogliare l’indice della rivista ““Primato Fascista� ci si imbatte nel nome di Michelangelo Antonioni.

Apollonio Umbro

Partecipa e vince ai Littoriali ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti)

APPELIUS Mario

fascista, sostiene l’uso del “voi� in Antieuropa, nov-dicemb. 1939

ARGAN Giulio Carlo

politico-sindaco comunista di Roma-Collaboratore di Bottai -Ministro Educazione….Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai ..Iscritto al PNF...segretario di redaz. della rivista fascista Le Arti..... a sfogliare l’indice di “Primato Fascista� ci si imbatte nel nome di Giulio Carlo Argan...

ARIDA ANTON

Patriarca maronita di Egitto “Un uomo straordinario che la Provvidenza ha mandato all’Italia per trarla dal caos nel quale era caduta , e per avviarla verso i suoi più alti destini: Mussolini è un benefattore dellìItalia e del mondo intero�

ARRIGONI Luigi

Pittore- autore del quadro “Predappio e le Camminate� del 1939

Assunto Rosario

Partecipa e vince ai Littoriali ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti)

AZARA Antonio

Senat.DC.,Min. Giustizia (1953),Procurat. Gener. e 1° Presid. Corte Cassazione, Fa parte del Comitato Scientifico della rivista Il Diritto Razzista.

AZZARITI Gaetano

Presidente del Tribunale della Razza dal 1938 al 1943, viene nominato, nel 1946, da Togliatti capo dell’Ufficio legislativo del Ministero di Grazia e Giustizia .

BABEL Isaak

scrittore sovietico, cantore dell’Armata Rossa,scrive nel 1932, visitando l’Italia:�...Il cambiamento era enorme, le ferrovie migliori d’Europa, la miseria era diminuita...c’erano i nostri ingegneri giunti per imparare ....in genere si può dire che al mondo oggi non c’è governo migliore di quello italiano.�

BACCHELLI Riccardo

Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai e collaboratore dell’’"Italiano", rivista fascista

BALDACCI Gaetano

Partecipa e vince ai Littoriali ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti)

BALDINI Antonio

collaboratore dell’’"Italiano", rivista fascista, sostiene l’uso del “voi� in Antieuropa, nov-dicemb. 1939

Baldwin Stanley

Stanley Baldwin: "non vi sono in Europa uomini di eccezione come Mussolini"

BANFI Antonio

Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai

BARGELLINI Piero

Senatore DC- sostiene l’uso del “voi� in Antieuropa, nov-dicemb. 1939 - Direttore fino al ‘42 della rivista Frontespizio ,dove scrive “....Uomini come Mussolini non hanno nulla da chiedere ai Cesari, anche nel fisico, anche nelle parole, anche nei gesti.�

BARTALI GINO

Aderisce alla RSI nella GNR motociclisti. “ Incontrai Gino Bartali alla caserma di Via della Scala a Firenze verso i primi mesi del 1944 , era in divisa della GNR milizia della strada . Lo salutai cordialmente come campione del ciclismo , ma soprattutto come camerata che non aveva rinnegato “ Testimonianza in “ il Merlo Giallo� e in “Centomila� , settimanale, del 4 -10-49 che pubblica anche una lettera autografa di Bartali del 12 –agosto-1943 che ringrazia il Generale per il passaggio alla Milizia della Strada .

BARTOLI

DOMENICO

Notissimo giornalista anti-fascista, grande estimatore (e grande protetto) di Ugo La Malfa, ha elaborato la teoria seconda la quale chi si schierò con la RSI non dovrebbe avere la cittadinanza italiana.

Durante il Ventennio fu uno zelantissimo apologeta del Fascismo, tanto che nel 1935 scrisse sulla rivista "Saggiatore": "E' evidente che per il nostro lavoro abbiamo un punto fermo: il nucleo centrale della dottrina fascista, così come lo ha precisato Mussolini". Precedentemente, nel 1933, aveva pubblicato il libro "Il volontarismo delle Camicie Nere", nel quale aveva scritto: "La Rivoluzione delle Camicie Nere che segna la rinascita di tutta la vita italiana, mentre da un canto ha impresso alla Nazione un nuovo slancio verso il futuro, l'ha d'altra parte ricollegata alle sue tradizioni più alte.".

BARZINI LUIGI ,

scrittore-firmò il manifesto Gentile di sostegno al PNF,a Bologna il 30/3/1925:

BASSANI Giorgio

Partecipa e vince ai Littoriali ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti)

BATTAGLIA Roberto

Partecipa e vince ai Littoriali ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti)

BELLONCI Goffredo

fascista, sostiene l’uso del “voi� in Antieuropa, nov-dicemb. 1939

BELLONCI Maria

fascista, sostiene l’uso del “voi� in Antieuropa, nov-dicemb. 1939

BENEDETTI Arrigo

Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai..

BENELLI Sem

scrittore-Sovvenzionato dal Regime..Durante la guerra d'Etiopia, scrive Sem Benelli :"Offro la mia modesta opera"

BERTO Giuseppe

Scrittore-Prigioniero degli americani, dopo l’8 settembre 1943 si rifiuta di “collaborare� e viene rinchiuso nel “fascist criminal camp� di Hereford, dove scrisse “Il cielo è rosso �.

BERTOLDI Silvio

Partecipa e vince ai Littoriali ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti)

BETTI Ugo

“Il sottoscritto è fascista, fascista sul serio e senza eclissi�

BIAGI Enzo

Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai -Partecipa ai Littoriali del 1935

BIANCHI Pietro

Partecipa e vince ai Littoriali ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti)

BIGNARDI Agostino

Segretario e Presidente del PLI- Partecipa ai Littoriali, è della direzione di Architrave, organo GUF-Bologna, collabora a Libro e Moschetto del GUF-Milano-Partecipa e vince ai Littoriali ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti)

BILENCHI Romano

Comunista, scrittore-Collabora alla stampa fascista, è mussoliniano... autore di Fascismo e Bolscevismo scrivel’articolo I nemici della Rivoluzione su Critica Fascista, 1-11-36- Romano Bilenchi più tardi approdato al comunismo ricordò a Togliatti :� Ma io sono stato fascista� e quello di rimando gli rispose: “Tutti siamo stati fascisti�…

BINNI Walter

Deputato socialista Costituente- Partecipa, si classifica Littoriali,nel ‘39 collabora a Civiltà Fascista, fino al ‘42 scrive su “Primato Fascista�,aderisce alla campagna del PNF contro il “lei� Partecipa, e vince ai Littoriali, ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti)

BISCARETTI di Ruffia Paolo

Partecipa ai Littoriali del 1935 e si classifica 4° in Dottrina del Fascismo

BLANC Giuseppe

Giuseppe Blanc fu l'autore delle parole di Giovinezza

BLASETTI Alessandro

Regista del film “Vecchia Guardia� del 1934. scriveva sul Popolo d’Italia

BO Carlo

Cattolico di sinistra- Partecipa, e vince ai Littoriali, ,quale rappresentante dei GUF di Milano nel 1936(Gruppi universitari fascisti)

BOBBIO Norberto

filosofo-il 15 maggio 1935, dopo un anno che aveva ottenuto la libera docenza in filosofia, viene condannato ad una lieve sanzione perchè frequenta ambienti antifascisti, a luglio scrive direttamente al Duce ,una lettera di tre pagine, perchè intervenga per far cancellare l’accusa di frequentare ambienti antifascisti. [1])Nel 1938 il quadrunviro De Bono , scrive al Duce, su raccomandazione del Generale Bobbio, zio di Norbrto, per difendere il filosofo che vuole partecipare al concorso per professore di ruolo. Bobbio vinse il concorso e fu chiamato all’Università di Siena. Ci furono interventi per far ottenere una cattedra universitaria a Norberto , del padre di Bobbio presso il Duce, di uno zio che si rivolgeva a De Bono e dello stesso Norberto che si raccomandava “ con devota fascistica osservanza� al ministro Bottai.....come quella sua ulteriore lettera a Giovanni Gentile in cui lo ringraziava per il favore infine concesso. Ci fu anche un intervento diretto di Gentile presso Mussolini per aiutare Norberto Bobbio.

BOCCA Giorgio

scrittore giornalista-".. addetto al CINEGUF di Cuneo" Fra gli scritti che sostennero la propaganda razzista in Italia,la Mostra elenca quelli di Giorgio Bocca, Scrive , nel 1942,sul giornale della Federazione fascista di Cuneo .�…sarà chiara a tutti, anche se ormai i non convinti sono pochi, la necessità ineluttabile di questa guerra, come ribellione dell’Europa ariana al tentativo ebraico di portarla in stato di schiavitù� in La Provincia Granda, 4 Agosto 1942 - Giorgio Bocca, scrive : "Questo odio degli ebrei contro il fascismo è la causa prima della guerra attuale. La vittoria degli avversari solo in apparenza, infatti, sarebbe una vittoria degli ebrei. A quale ariano, fascista o non fascista, può sorridere l'idea di dovere, in un tempo non lontano, essere lo schiavo degli ebrei?" Giorgio Bocca a 18 anni ottiene la tessera del PNF (Partito nazionale fascista), sottoscrive il Manifesto in difesa della razza italiana, fortemente voluto da Benito Mussolini per compiacere l'alleato tedesco. Ancora ad agosto del 1942, giovane giornalista fascista, scrive un notabile articolo in cui imputa il disastro della Guerra alla congiura ebraica. Il 5 gennaio 1943 denuncia alla polizia fascista l'industriale Paolo Berardi che, in un treno, ha l'infelice idea di dire ad alcuni reduci dal fronte russo e dalla Francia “che la guerra è ormai perduta�. Dopo l'8 settembre 1943 passa alla Resistenza. [2]

BOCCASILE

La Decima Mas ha il suo settimanale con il titolo "L'Orizzonte", e con una tiratura di cinquantamila copie, questo giornale ospita molte delle migliori firme dei momento, Le illustrazioni sono di Boccasile.

BOLDRINI Arrigo

Presidente dell'ANPI,comunista, capo della 28a Brigata Garibaldi ("Bulow")...ex- giovane fascista che insieme ai concittadini D’Alema Giuseppe e Zaccagnini Benigno cambiò la camicia per apparire vergine. .Arrigo Boldrini nel 1939 sottocapo manipolo della MVSN ... Il 29-4-45, a Codevigo (RA) arrivò con la sua brigata su camion americani. Il giorno dopo sulle acque del Brenta affiorarono i primi cadaveri. Pochi giorni prima alcuni militi della GNR si erano consegnati prigionieri. Depredati furono uccisi a bruciapelo.In 19 giorni furono uccise 120 persone. Terminato il “lavoro" la 28a brigata tentò di annientare la 14a Compagnia partigiana perchè non comunista. A fianco di Boldrini operarono Benigno Zaccagnini, Giuseppe D'Alema,morto a novembre 1994 padre di Massimo, segretario del PDS.. … C’eravamo tutti in piazza od incollati alla radio il 10 giugno del ’40,…. in quella folla urlante c’era Arrigo Boldrini , volontario nelle Camicie Nere, quindi Capomanipolo della Milizia, scampato all’invio sul fronte libico del suo battaglione�romagna� per una malattia che lo costrinse a letto in ospedale e poi famoso comandante partigiano “Bulow�.

BOMBACCI Nicola

Fondatore del PCI, nel 1921. Aderisce alla RSI. Verrà fucilato a Dongo e appeso a Piazzale Loreto...Il 29 gennaio 1945 , alla Fenice di Venezia, l'ex-capo comunista Nicola Bombacci, parla ai lavoratori veneziani sul trinomio "italia- Repubblica-Socializzazione", ponendo l'alternativa "O Stalin o Mussolini, o il comunismo o il fascismo".

BONOMI IVANOE

Il Bonomi , già ministro della guerra e Presidente del Consiglio prima dell'avvento del fascismo, deceduto negli Anni Cinquanta mentre era Presidente del Senato - così annota nel suo “Diario�, relativamente alla genesi della Repubblica Sociale: “'E indubbio che questa proclamazione (della RSI, ovviamente. N.d.R.) non lascerà indifferenti gli italiani. I fascisti applaudiranno, gli antifascisti fischieranno non la Repubblica, sibbene il nuovo apostolo, ma gli uni e gli altri constateranno che una Monarchia è caduta e una Repubblica è sorta, e che un problema nuovo s'impone alla loro meditazione e alle loro successive determinazioni. Quale sarà la situazione italiana tra poche settimane? Nella zona settentrionale e centrale d'Italia (cioè nei due terzi dell'antico Stato) sarà instaurata la Repubblica che funzionerà con un Capo, un suo Governo, e una sua Forza Armata. Nel Mezzogiorno e nella Sicilia invece gli angloamericani daranno man forte alla Monarchia ... Il Bonomi, nell'estate del '44 protesterà con forza per l'annuncio da parte alleata della sottrazione all'Italia di tutte le colonie e nel dopoguerra sarà favorevole alla pacificazione nazionale proprio mentre imperversavano discriminazioni e vendette[3]. �

BONTEMPELLI Massimo

Scrittore- Sovvenzionato dal Regime .Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� di Bottai, chiedeva 1000 lire per articolo.. esaltarono Mussolini i letterati Bontempelli, iscritto al PNF... a sfogliare l’indice di “Primato Fascista� ci si imbatte nel nome di Bontempelli. Partecipa ai Littoriali del 1935

BOSCO Giacinto

Democristiano- Ministro della Pubbl. Istruzione-Direttore della Rivista di studi politici Internazionali, esalta in detta Rivista , il Nazismo, la guerra, la RSI, in vari articoli

BRANCATI Vitaliano

Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai….Partecipa ai Littoriali del 1935 …

BREBBIA Giselda

Giornalista, socialista, presente il 23-3-19 alla fondazione dei Fasci ,Sansepolcrista

BUFALINI PAOLO

Dirigente del PCI, per molti anni senatore, aveva pubblicato su "Roma fascista" del 22.2.1936 un bell'articolo dedicato alla libertà di stampa, nel quale spiegava che il Fascismo è un impegno di vita e che solo il Fascismo poteva stabilire che cosa fosse la libertà di stampa e quindi quali ne fossero i limiti.

BULFARETTI Luigi

Partecipa, e vince ai Littoriali, ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti)

BUONASSISI Vincenzo

Partecipa nel 1938, e vince ai Littoriali, ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti)

BURRI Alberto

Pittore-Prigioniero degli americani, dopo l’8 settembre 1943 si rifiuta di “collaborare� e viene rinchiuso nel campo dei “fascist� di Hereford, tra cui Alberto Burri

BUTTAFUOCO Piertrangelo

E’ tra coloro che espressero il loro senso della patria rifiutando di combattere con gli americani: come accadde ai reclusi nel «fascist criminal camp» di Hereford, tra cui Pietrangelo Buttafuoco, il fascista anarchico che a un congresso missino beffò i camerati facendo approvare un documento uscito dal Pci�.

BUZZATI Dino

Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai, è fra i giornalisti e scrittori che aderirono alla RSI .

CAGLI Corrado

Pittore comunista- autore di un immenso quadro sulla Marcia su Roma

CALAMANDREI Franco

Comunista, capo dei GAP romani, implicato nell’attentato di Via Rasella -..Partecipa col GUF di Firenze e vince i Littoriali della Cultura del 1935 .

CALDARA Emilio

Sindaco socialista di Milano, aveva simpatie per Mussolini anche dopo la Marcia su Roma

CALINDRI Ernesto

E repubblichini erano Ernesto Calindri, ....Sotto le bandiere di Salò c'erano … Ernesto Calindri, … Aderirono alla RSI nomi prestigiosi come, Ernesto Calindri.

CANTIMORI Pietro

autore nel 1931 di “Fascismo, Nazionalismo e Reazione� e “Fascismo, rivoluzione e non reazione europea� storico gentiliano e fascistissimo .

CAPORILLI Pietro

Fra i giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo Pietro Caporilli.

CARBONI Oscar

Fra gli artisti ritroviamo al Nord, nella RSI, Oscar Carboni.

CARDARELLI Vincenzo

Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai .. collaboratore dell’’"Italiano", rivista fascista autore della poesia “Camicia nera�.

CARETTI Lanfranco

Partecipa, e vince ai Littoriali, ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti)

CARETTONI Tullia

Deputata comunista e V. Pres.Senato, - Dirigente GUF di Roma , collabora a Roma Fascista fino al ‘43.

CARLI Guido

Governatore Banca d’Italia, Presidente Confeder. Industriali- Collabora a Critica Fascista e Civiltà Fascista

CARLINI Paolo

Attore-Nel mondo dello spettacolo ci sono altri molti casi come quello di Fo. l’ chi era andato nei ranghi della Gnr, come Paolo Carlini.

CARNERA

sportivo pugile- membro della MVSN

CAROTENUTO Mario

Attore- volontario nelle SS Italiane

CARRA Bruno

Letterato, presente il 23-3-19 alla fondazione dei Fasci ,Sansepolcrista

CARRARO Tino

Fra gli artisti ritroviamo al Nord, nella RSI, Tino Carraro.

CARREL Alexis

Alexis Carrel: "Cesare, Napoleone, Mussolini: tutti i grandi conduttori di popoli crescono oltre la statura umana"

CASORATI

... a sfogliare l’indice di “Primato Fascista� ci si imbatte nel nome di Casorati...

CASTELLACCI Mario

regista televisivo- nato Reggio Calabria Luglio 1924-Leg.CC NN Tagliamento ,Scuola GNR AU-Orvieto, S.ten. GNR Batt. Modena, autore di Canzone Strafottente .

CAVIGLIA Enrico

Maresciallo d'Italia Costui - eminente condottiero nel corso del primo conflitto mondiale, ministro della guerra, senatore, Collare dell'Annunziata e, pertanto, cugino del re - non appena ha notizia dell'ingresso del collega Rodolfo Graziani nel governo della RSI come ministro delle FF.AA., gli scrive una lettera affettuosissima nella quale, tra l'altro, si legge: “Sono con te. Ti seguo. Sta attento. Cerca di comportarti con equilibrio. Hai assunto una parte tremenda, ma certamente sarà , speriamo che sia, utile per la patria. Tu nel tuo discorso hai detto: il vecchio Maresciallo Caviglia, ma guarda che ho 82 anni solamente.� Il Graziani sarà rimasto certamente sorpresissimo, giacché il Caviglia era in fama di antifascista fierissimo. Al suo processo dirà : “Caviglia mi scrisse una lettera di piena adesione al Governo repubblicano, pur senza prendervi parte attiva.� E ancora: “Il Maresciallo Caviglia aveva scritto anche un'altra lettera, che era indirizzata al generale Cavagnari e nella quale approvava calorosamente la creazione del nuovo Esercito repubblicano, ed auspicava che diventasse il nucleo del futuro Esercito italiano.� Enrico Landolfi -

CHAMBERLAIN

Ministro degli esteri inglese –scrive nel 1926 “Il signor Mussolini è un uomo meraviglioso….sta lavorando per la grandezza della Nazione…E’ fascista perché è italiano , non fa che tentare di correggere le manchevolezze impresse nel carattere degli italiani dalle vicissitudini della loro storia�

CHIARI Walter

Walter Annichiarico,(Verona, 2 marzo 1924 - Milano, 20 dicembre 1991)-Collaborava al giornale della X Mas...il settimanale con il titolo "L'Orizzonte",e con una tiratura di cinquantamila copie, quale autore di vignette umoristiche “ dopo la Liberazione fu prigioniero nel campo di Coltano, vicino a Pisa, al fianco di Ezra Pound ....

CHILANTI Felice

Comunista-Partecipa e vince i Littoriali del 1935

CHURCHILL Wiston

politico Statista-W. Churchill disse che se fosse stato italiano sarebbe stato fascista anche lui . [4]Nel 1933, Churchill inneggiava a Mussolini come al "più grande legislatore vivente" fece dichiarazioni di elogio al Duce ed al Fascismo .Ecco il pensiero di Churchill prima dello scoppio del conflitto mondiale: "il genio romano impersonato da Mussolini, il più grande legislatore vivente, ha mostrato a molte nazioni come si possa resistere all’incalzare del socialismo e ha indicato la strada che un paese può seguire quando sia coraggiosamente condotto. Col regime fascista, Mussolini ha stabilito un centro di orientamento dal quale le nazioni che sono impegnate nella lotta corpo a corpo contro il socialismo non devono esitare a essere guidate". Queste parole vennero pronunciate in occasione di una festa della lega antisocialista britannica .

CICOGNANI Bruno

fascista, sostiene l’uso del “voi� in Antieuropa, nov-dicemb. 1939 scrive nel ‘39, sul Corriere della Sera che� l’uso del “lei� non è solamente testimonianza di secoli di servitù e d’abiezione, ma urta contro la legge grammaticale e logica�

CIFARELLI Michele

Partecipa, e vince ai Littoriali, ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti)

CIVININI Guelfo

Aderiscono alla RSI uomini del mondo della cultura come Guelfo Civinini.

Codacci Pisanelli Giuseppe

Partecipa, e vince ai Littoriali, ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti)

COMENCINI Mario

Regista- Partecipò, quale rappresentante di Milano, ai Littoriali del1935 e del 1936 .

COMISSO Giovanni

Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai, chiedeva 1000 lire per articolo... ..Aderisce alla RSI

CONTI Primo

Letterato, presente il 23-3-19 alla fondazione dei Fasci ,Sansepolcrista

COPPI Giuseppe

Podestà del paese ,zio, fratello del padre,Domenico, di Fausto Coppi.

COPPOLA Goffredo

Aderiscono alla RSI uomini del mondo della cultura come Goffredo Coppola.

CORONA Achille

Deputato socialista - Partecipa ai Littoriali del 1935 e li vince

COSTA Orazio

Partecipa, nel 1939 , e vince i Littoriali, ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti)

CROCE Benedetto

scrittore filosofo- Deputati e senatori versarono la loro medaglietta contro le Sanzioni,lo fa anche Croce.. Benedetto Croce, nel 1944, dopo dieci mesi di "chiacchiere" rinuncia ad ogni forma di collaborazione: preferisce rimanersene nella sua villa di Sorrento, manifestando così il suo "grande rifiuto" a collaborare con il governo dei Sud e con gli alleati. fece dichiarazioni di elogio al Duce ed al Fascismo - Nel 1946 Benedetto Croce scrisse la prefazione a una raccolta di articoli di Cesare Merzagora intitolata ''I Pavidi''. In questa scritto Croce si chiedeva cosa aspettassero gli ebrei a sparire nelle rispettive maggioranze, rinunciando alla doppia cittadinanza e giunge al paragone tra il ''popolo eletto'' e la ''razza eletta'' dei nazisti! [5]

D’ALEMA Giuseppe

Padre di Massimo, segretario del PDS- morto a novembre 1994...ex segretario dei Giovani universitari Fascisti della Provincia di Ravenna che insieme ai concittadini Boldrini Arrigo e Zaccagnini Benigno cambiò la camicia per apparire vergine.. Arrigo Boldrini ("Bulow")nel 1939 sottocapo manipolo della MVSN, Presidente dell'ANPI, comunista, capo della 28a Brig. Garibaldi. Il 29-4-45, a Codevigo (RA) arrivò con la sua brigata su camion americani.Il giorno dopo sulle acque del Brenta affiorarono i primi cadaveri.Pochi giorni prima i militi della GNR si erano consegnati prigionieri.Depredati furono uccisi a bruciapelo.In 19 giorni furono uccise 120 persone. Al termine del “lavoro" la 28a brigata tentò di annientare la 14a Compagnia partigiana perchè non comunista.A fianco di Boldrini operarono Benigno Zaccagnini e Giuseppe D'Alema

DANIELLI Giotto

�Italia e Civiltà � era un giornale cattolico di ispirazione fascista uscito a Firenze nel gennaio ‘44, vi scriveva Giotto Da nielli. Aderiscono alla RSI uomini del mondo della cultura come Giotto Dainelli.

DAPPORTO Carlo

Fra gli artisti ritroviamo al Nord, nella RSI, Carlo Dapporto. E repubblichini erano Carlo D'Apporto. Sotto le bandiere di Salò c'erano ancora …Carlo D'Apporto.

DE FILIPPI

Dice Maria De Filippi : “Mio padre era fascista. Mamma fingeva di votare Msi e poi votava a sinistra. Oppure Dc, massimo della trasgressione consentita. Anche mio fratello votava a sinistra di nascosto». Tu per chi votavi? «Liberale, repubblicano, Craxi. In seguito ho votato più a sinistra, anche Rifondazione comunista.

DE FILIPPO Peppino ed Eduardo

Nel mondo dello spettacolo ci sono altri molti casi come quello di Fo …Se li ricordano tutti i fratelli Eduardo e Peppino De Filippo. Nella diaspora postbellica, Peppino confessò nel 1972 simpatie per Almirante, mentre Eduardo prese una simbolica bandiera rossa ed è diventato un mito.

De Franciscis Umberto

Partecipa, e vince ai Littoriali,del 1935 ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti)

DE GASPERI Alcide

Il 7-4-21 Alcide De Gasperi scriveva:"Noi non condividiamo il parere di quanti intendono condannare ogni azione fascista sotto la generica condanna della violenza, anche se assume l'apparenza di aggressione, è in realtà una violenza difensiva, cioè legittima" . Il 27 ottobre 1922 il secondo gabinetto FACTA si dimise; il 29 il Re diede l'incarico a Mussolini di formare il governo nel quale entrarono i Popolari Tangorra,Cavazzoni,Vassallo,Milani,Gronchi,Merlin.Il 2 novembre dello stesso anno Alcide De Gasperi, Presidente, del gruppo parlamentare del Partito Popolare, indirizzò loro una lettera in cui diceva :"A voi dunque e agli altri egregi colleghi che hanno accettato di collaborare al Governo, non solo per un senso di solidarietà , ma perchè condividiamo con voi il concetto di quello che in questi momenti è il nostro ed il vostro dovere verso il Paese,diamo assicurazione del più ampio e più sincero appoggio".

DE GRADA Raffaele

Partecipa, e vince ai Littoriali,,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti)

De Mauro Mauro

giornalista -Giorgio Albertazzi . E' stato "repubblichino", militante insieme …a Mauro De Mauro (il giornalista assassinato dalla mafia a Palermo 35 anni fa, fratello dell'emerito linguista prof. Tullio che è stato ministro della Pubblica Istruzione in due governi delle sinistre-Ulivo), (“Sì, ero nella Repubblica di Salò, con il premio Nobel Dario Fo.

DE MICHELI Mario

Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali,,

DE PISIS Filippo

Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai .

DE RENZI Mario

Parteciparono nel 1932 all’allestimento della Mostra della Rivoluzione Fascista a Roma: Mario De Renzi ..

DE Valera Eamon

Capo della rivolta irlandese- De Valera mandò , dopo il suicidio di Hitler, un telegramma di condoglianze al popolo tedesco .

DEL BO Dino

Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai i Littoriali del 1938.

DEL BOCA Angelo

Il futuro storico antifascista Angelo Del Boca aderisce alla R.S.I. convinto sia "la repubblica ideale", inquadrato come ufficiale nella Monterosa partecipa allo sfondamento in Garfagnana e viene proposto per la "croce di ferro" germanica. Negli ultimi mesi di guerra passa nelle file partigiane.[6]

DELLA VOLPE Galvano

... a sfogliare l’indice di “Primato Fascista� ci si imbatte nel nome di Galvano Della Volpe che affronta l’�Estetica del carro armato� .

DELLE PIANE Mario

Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

DESSY Mario Giuseppe

Letterato, presente il 23-3-19 alla fondazione dei Fasci ,Sansepolcrista (da Silvio Bertoldi- Camicia Nera-Rizzoli ed., Milano 1994,pag.105) Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai (Storia Illustrata, gennaio 1980, pag.60)

DI VITTORIO

62 dirigenti comunisti, fra cui Togliatti , Longo, Di Vittorio e Leo Valiani, firmano il manifesto del PCI, nel 1936 che dichiara “Noi comunisti facciamo nostro il programma fascista del 1919, che è un programma di pace, di libertà , di difesa degli interessi dei lavoratori�(Amendola -Storia del PCI-1921-1943, pag. 260-261 cit. in Carlo Mazzantini- I balilla andarono a Salò-ed.Marsilio, Venezia, 1995, pag.52)[7]

DIENA Leone

Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali,

DIGIACOMO

Salvatore

---firmò il manifesto Gentile di sostegno al PNF,a Bologna il 30/3/1925:

DONAT-CATIN Carlo

Era in servizio permanente al GUF di Torino, pubblicava articoli fascisti , cedi Nà speciale Giovinezza del 18-12-42 ( Il Borghese 16-4-1972- Nino Tripodi –Italia fascista- in piedi- ed.Borghese 1972)

DORDONI Pino

A Coltano ..affluirono ben 35mila prigionieri di guerra delle unità della Rsi, e un numero imprecisato di civili, rei di essere fascisti e collaborazionisti. Fra cui l’olimpionico di podismo Pino Dordoni,..( Memoria negata- Area novembre 2001)

DUCATI Pericle

---firmò il manifesto Gentile di sostegno al PNF,a Bologna il 30/3/1925: ... Aderisce alla RSI

DURANTI Doris

Doris Duranti dovette fuggire in Svizzera per avere amato Alessandro Pavolini, segretario del PFR

Duverger Maurice

Candidato comunista alle europee- Durante la guerra si schierò con i nazisti , scrive l’elogio di Petain e del fascismo.

EDEN Anthony

Ministro Esteri inglese disse :“…le leggi del uce sono una pietra miliare nell’evoluzione mondiale…�

EDISON Thomas Alva

fece dichiarazioni di elogio al Duce ed al Fascismo in L’Italia settimanale , n°23 – anno III- 15 –6-1994

Thomas Alva Edison: "il piu' grande genio dell'età moderna"(da Fabio Galante- Home Page –Internet)

EMMER Luciano

Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali, del 1939.

ERCOLE Francesco

Fra i giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo Franceso Ercole

FAIRBANKS Douglas

fece dichiarazioni di elogio al Duce ed al Fascismo in L’Italia settimanale , n°23 – anno III- 15 –6-1994

FALQUI Enrico

Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai - Autore con Malaparte dell’apologia di Balbo “Vita di Pizzodiferro, detto Italo Balbo.

FANFANI Amintore

Politico DC- Partecipò , quale esaminatore, ai Littoriali . Autore di testi di economia fascista. Fanfani scriveva che era necessaria una politica razziale che sancisse la "separazione dei semiti dal gruppo demografico nazionale" poiochè "per la potenza e il futuro della nazione gli italiani devono essere razzialmente puri". Partecipa ai Littoriali del 1935 e nel 1932 al Convegno studi Corporativi a Ferrara, …...Nel 1941 scrive un libro ,� Il significato del Corporativismo� edito a Como , in cui esalta “ i legami che vincolano virtù civica, valore militare, sanità di razza, sentimento religioso, amor di patria�

FARASSINO

padre di Gipo,era della Milizia,duro e fanatico fu ucciso dai partigiani(A. Alliot,19-7-94)

FERIDA Luisa

Attrice , fidanzata di Osvaldo Valenti ..Luisa Ferida , che era in cinta, ed Osvaldo Valenti vengono assassinati a Milano il 28 aprile dei '45, dalla banda partigiana di Giuseppe Marozin, su ordine personale di Sandro Pertini

FERRARI AGGRADI Mario

Partecipò , quale rappresentante di Genova, ai Littoriali del 1934 (Enrico Nistri-Anni Trenta-Ed Loggia dei Lanzi, Firenze,1995 pag 139 e ss) Vince ,quale rappresentante dei GUF i Littoriali del 1937.

FERRARI Paolo

attore- Nel mondo dello spettacolo ci sono altri molti casi come quello di Fo. . chi era andato nei ranghi della Gnr, come Paolo Ferrari ..( Maurizio Cabona in "il Giornale" del 10 ottobre 1997)

FERRARO Paolo

Industriale- Medaglia d’oro della Resistenza- Partecipa ai Littoriali del 1935 , divenendo Littore di Studi Corporativi , cfr. Foglio disposizione PNF 13-9-35 ( Il Borghese 16-4-1972- Nino Tripodi –Italia fascista- in piedi- ed.Borghese 1972)

FERRATA Giansiro

... a sfogliare l’indice di “Primato Fascista� ci si imbatte nel nome di Giansiro Ferrata... (Gianni Granzotto , Il Giornale, 1-6-1997, pag.1e 10)

FERRATI Sarah

Fra gli artisti ritroviamo al Nord, nella RSI,Sarah Ferrati .(Salvatore Francia-L’ALTRO VOLTO DELLA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA , ed.Barbarossa, Saluzzo CN 1988)

FERRERI Marco

“Chi andò a Salò, allora?… Il caso ha voluto che tra loro ci fossero futuri attori e registi.... Marco Ferreri. .. Aldo Cazzullo per La Stampa 15-10-20001 - Nel mondo dello spettacolo ci sono altri molti casi come quello di Fo. ….. Il regista Marco Ferreri, quello della Grande abbuffata, reduce della Guardia nazionale repubblicana (Gnr). ( Maurizio Cabona in "il Giornale" del 10 ottobre 1997) Sotto le bandiere di Salò c'erano ancora …Marco Ferreri, … (Giovinezza, giovinezza, prima col Duce poi col Pci-di Giuliano Spada - da "Libero" del 2/12/2003 )

FIORAVANTI Eduardo

Pittore-Prigioniero degli americani, dopo l’8 settembre 1943 si rifiuta di “collaborare� e viene rinchiuso nel campo dei “fascisti� (Storia Illustrata , luglio 1986, n°344, pag.116)

FIRPO Luigi

Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

FO Dario

attore-Militò nella R.S.I. fu volontario nella RSI nel battaglione «A. Mazzarini» della Gnr e partecipò, assieme ad E.M.Salerno, alla riconquista del caposaldo di Cannobbio, nell’Ossola, nell’ottobre 19444 - Lo storico Gremmo ha ripescato un documento fotografico: Dario Fo con l'uniforme fascista da repubblicano sociale, nonché un disegno dello stesso Fo in cui il Nobel ritraeva le "anime" dei partigiani uccisi. “fu volontario nella RSI nel battaglione «A. Mazzarini» della Gnr[8]

FORMIGONI

padre di Roberto

Fortini Franco (Lattes)

Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

FREUD Sigmund

scrittore-inviava a Roma una copia di un suo libro dedicandolo:" A Benito Mussolini, con il saluto devoto di un vecchio che, nel detentore del potere, riconosce l'eroe della civiltà "- (P.Melogrami- DIECI PERCHE' SULLA REPUBBLICA- Ed.Rizzoli-1994 e L’Italia settimanale , n°23 – anno III- 15 –6-1994 - (in Nuovo Fronte . Anno 35- giugno 2005, pag .14))

FRUMENTO Dino

Vince, nel 1934 ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

FUNI Achille

Artista, presente il 23-3-19 alla fondazione dei Fasci ,Sansepolcrista (da Silvio Bertoldi- Camicia Nera-Rizzoli ed., Milano 1994,pag.105)....Parteciparono nel 1932 all’allestimento della Mostra della Rivoluzione Fascista a Roma:,Achille Funi, (Catalogo della Mostra Rivoluzione Fascista, ed.PNF, Roma 1933 cit in Carlo Mazzantini- I balilla andarono a Salò-ed.Marsilio, Venezia, 1995, pag.61)

GADDA

Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai

GALVANO Eugenio

Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

GAMBETTI Fidia

scrittore- Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali. Volontario delle CC NN in Russia. C’eravamo tutti in piazza od incollati alla radio il 10 giugno del ’40,…. in quella folla urlante c’era Fidia Gambetti.

GAMBETTI Dario

Pittore-Prigioniero degli americani, dopo l’8 settembre 1943 si rifiuta di “collaborare� e viene rinchiuso nel campo dei “fascist�

GANDHI

Nel '31, dopo un viaggio a Roma, Gandhi dichiarò che le riforme fasciste lo "attiravano",che il Duce "era animato da un amore infiammato per il suo popolo" e che godeva dell' appoggio "della gran massa degli italiani....Il fascismo era deciso e talora violento , ma" siccome la violenza è alla base della società occidentale, le riforme di Mussolini sono degne di uno studio imparziale"." la violenza è preferibile alla viltà ".." I vili che preferiscono la fuga sono colpevoli di "violenza mentale..Molto meglio vedere l' India ricorrere alle armi per difendere il suo onore" .in PRO E CONTRO GANDHI , Mondadori ,1972, pag 116/7 e 129/30, e G. Sofri, GANDHI IN ITALIA, Il Mulino, 1988. (Mario Gozzoli- POPOLI AL BIVIO-Edizioni dell' Uomo Libero, Milano, 1989 , pag.515) Unico motivo del viaggio in Italia era quello di conoscere il Duce, del quale si professava fervente ammiratore proclamandolo “il salvatore e rinnovatore della sua Patria� (Storia Illustrata- giugno 1983-n°307) fece dichiarazioni di elogio al Duce ed al Fascismo in L’Italia settimanale , n°23 – anno III- 15 –6-1994 - M. K. Gandhi: " un superuomo".

GARRONE Galante

Nel 1940 Alessandro Galante Garrone, giovane giudice del Tribunale di Torino, elaborava un commento a una sentenza nella quale indicava i requisiti per essere ascritto alla razza ebraica.

GATTO Alfonso

Poeta socialcomunista- Vince nel 1935 ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.-Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai - Partecipa ai Littoriali del 1935 .

GAVAZZENI Gianandrea

Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

GELLI Licio

Factotum del GUF di Pistoia pur non avendo fatto la scuola media… Volontario in Spagna con le CCNN… Factotum del federale di Pistoia….nel 1943 collabora con i tedeschi con il grado di sergente maggiore delle SS, ma fa il doppio gioco con i partigiani che gli daranno certificati di credito …Giura fedeltà alla RSI .

GENNARINI Pier Emilio

Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

GIANNINI Guglielmo

Fondatore dell’Uomo Qualunque- Si iscrisse al PNF nel 1941-Indagato dopo la liberazione di Roma si definì “Antiantifascista�

GIGLIO Carlo

Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

GIORDANI Domenico

collaboratore dell’’"Italiano", rivista fascista..

GIORGIERI Licio

Ten Col. Aereonautica , cl. 1925, ucciso dalle BR- Era alla Scuola Allievi Ufficiali della GNR a Modena, poi sottotenente al Battaglione Granatieri della Guardia.. .Non rinnegò mai il suo passato.

GIOVANNINI Alberto

Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.- Fra i giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo Alberto Giovannini.

GORKI Massimo

fece dichiarazioni di elogio al Duce ed al Fascismo .Massimo Gorky: "un uomo di intelligenza superiore"

GORRESIO Vittorio

Vittorio Gorresio si estasiava dinnanzi alla Hitlerjugend, sottolineando che "così pregano gli ariani piccoli, ora che, dissipato il fumo del rogo ove furon arsi i venticinquemila volumi infetti di semitismo, l'atmosfera tedesca è più limpida e chiara". –Nel 1936 scriveva sulla Stampa “Ringrazio Dio perché ci ha fatto nascere italiani ed è con gli occhi lucidi che si sente nell’animo la gratitudine del Duce�

GOTTA Salvatore

Poeta, piemontese,autore delle parole di Giovinezza , durante la RSI collabora a La Settimana, suppl. del Resto del Carlino diretto da Giorgio Pini .

GOVI Gilberto

“ Durante la RSI....Gilberto Govi, ritornato sulle scene dopo molti anni, nella sua Genova, ha devoluto l'intero incasso della prima serata a beneficio della sottoscrizione per un Mas alla Marina Repubblicana.

Nel mondo dello spettacolo ci sono altri molti casi come quello di Fo … Gilberto Govi che nella diaspora postbellica, passò per un liberale molto, molto conservatore

GOVONI Corrado

scrittore poeta... esaltò Mussolini e aderì alla RSI

GRAMSCI Mario

Fratello di Antonio, Ufficiale MVSN, federale del PNF di Varese, combattente volontario in Africa Settentrionale dopo lunga prigionia morì nel 1952, restò sempre fascista e si prese cura del fratello Antonio , ricoverato dal Fascismo in clinica privata di Formia nel 1931.

GRANZOTTO Gianni

giornalista- Vince, nel 1939, ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.- Scrive su "CREDERE" rivista dell'istitutodi cultura fascista - Bologna 1934 -.....è fra i giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I.

GRASS Günther

Scrittore - premio Nobel tedesco - Günther Grass intervistato dal Frankfurter Allgemeine Zeitung ( agosto 2006) ha ammesso di essersi arruolato volontario, a 15 anni, nelle SS naziste… anticipando i contenuti del suo prossimo libro, 'Sbucciando cipolle', che uscirà il prossimo settembre: «Il mio silenzio durato anni - ha continuato Grass - è una delle ragioni per cui ho scritto questo libro, ma prima o poi sarebbe dovuto saltare fuori». Quell'esperienza durò qualche mese e si concluse con una ferita nel 1945, dopo la quale fu fatto prigioniero ed internato in un campo americano, dove fece amicizia con un altro ragazzo che sarebbe diventato famoso, il giovane Joseph Ratzinger: «Ero nel lager di Bad Aibling, dove a cielo aperto erano internati 100mila prigionieri di guerra. Uno si chiamava Joseph, era molto cattolico e pronunciava spesso citazioni in latino. Diventò mio amico e giocavamo insieme a dadi, poiché ero riuscito a procurarmi nel lager un barattolo per gettare i dadi. Cercavamo di ammazzare il tempo, parlavamo e facevamo speculazioni sul futuro, come fanno volentieri i ragazzi. Io volevo diventare un artista, mentre lui voleva entrare nella Chiesa e fare carriera».

GRAVELLI Asvero

fascista, sostiene l’uso del “voi� in Antieuropa, nov-dicemb. 1939 (Enrico Nistri-Anni Trenta-Ed Loggia dei Lanzi, Firenze,1995, pag.131)

GRONCHI Giovanni

Il 27 ottobre 1922 il secondo gabinetto FACTA si dimise; il 29 il Re diede l'incarico a Mussolini di formare il governo nel quale entrarono i Popolari Tangorra ,Cavazzoni, Vassallo, Milani, Gronchi, Merlin , con il sostegno di Alcide De Gasperi, Presidente, del gruppo parlamentare del Partito Popolare, :"A voi dunque e agli altri egregi colleghi che hanno accettato di collaborare al Governo, …..,diamo assicurazione del più ampio e più sincero appoggio".

GUERRIERO Augusto

Alias Ricciardetto- scrive articoli fascisti dal 1942 al 43 su Il Corriere della Sera, scrive il libro fascista Guerra e Dopoguerra- Bonpiani -1943.

GUI Luigi

Rappresentante del GUF di Padova, partecipa a vari convegni , vincendo e vince anche,,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

GUTTUSO Renato

Artista pittore- Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.- Il 5-2-40 scriveva a Bottai : � Eccellenza vi ringrazio dell’onore fattomi con l’invito a collaborare alla nuova rivista...Vi ripeto la mia gratitudine ed il mio entusiasmo a collaborare in “PRIMATO FASCISTA�� ... a sfogliare l’indice di “Primato Fascista� ci si imbatte nel nome di Renato Guttuso che plaudiva alla “Mostra degli Squadristi�... (Gianni Granzotto , Il Giornale, 1-6-1997, pag.1e 10)---Partecipò, quale rappresentante di Palermo, ai Littoriali del 1937 (Enrico Nistri-Anni Trenta-Ed Loggia dei Lanzi, Firenze,1995, pag 139 e ss, e Silvio Bertoldi -LA CHIAMAVAMO PATRIA -Rizzoli 1989,pag.116) ...aderisce alla battaglia contro l’uso del “lei� ( Gianni Granzotto , Il Giornale, 1-6-1997, pag.1e 10) –Si classifica al 2° posto ai Littoriali di Napoli, lavora con Bottai - Fonda nel 1938 una rivista fascista CORRENTE DI VITA GIOVANILE con Lattuada– (vedi foto in divisa GUF su Il Borghese 16-4-1972- ) (Nino Tripodi –Italia fascista- in piedi- ed.Borghese 1972) Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai (Storia Illustrata, gennaio 1980, pag.60)

Hoare Samuel John Gurney

Samuel John Gurney Hoare : "Mussolini e' il massimo statista dell'Europa moderna"" (da Fabio Galante- Home Page –Internet)

INDIO Ugo

Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

INGRAO Pietro

politico Comunista, segretario PCI-Littore di poesia.. Il secondo premio di poesia ai littoriali della cultura dell'anno XIII° và ad un ventenne del GUF di Roma, Pietro Ingrao,per la poesia STAGIONE, il testo viene pubblicato dal giornale di Telesio Interlandi "Quadrivio" il 28 aprile 1935-- Partecipa ai Littoriali del 1935 con il GUF di Littoria, in qualità di fiduciario del GUF di Formia . Il 16-9- 1934 vince, ai bagni di Lucca, il premio di G. Ciano “I poeti del tempo di Mussolini� Risulta 10°, dopo Liugi Longo , al Convegno di Organizzazione Politica del PNF , del 1935 .

INTERLANDI Teresio

Fra i giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo Teresio Interlandi

IOTTI Leonilde

politico comunista- Presid. Camera-iscritta al PNF dall'ottobre 1941 e negli anni della guerra civile, insegnò presso l' Ist. Tecnico Agrario di Reggio Emilia, partecipò in divisa fascista alle riunioni del regime(-foto e documenti a pag.63 di-Mario Tedeschi-COMPAGNO DOVE SEI?-suppl. al BORGHESE del 2-7-92-n°27)

La compagna Leonilde Iotti, detta Nilde, prima di essere l'amica del "migliore", al secolo Palmiro Togliatti già segretario del P.C.I. e in seguito Presidente della Camera, era nel 1942 una Giovane Italiana della G.I.L. (Gioventù Italiana del Littorio) che, come tante altre, passò in quell'anno al P.N.F. (Partito Nazionale Fascista) presso il Gruppo Rionale Fascista "A. Maramotti" di Reggio Emilia con la tessera n.1105040 come risulta dal certificato rilasciato il 20 marzo del 1943 il XXI dell'Era Fascista.

(dal n. 206 Dicembre 2000 del periodico indipendente "Nuovo Fronte" ) Leonilde Jotti, più nota come moglie del "Migliore", ovvero il capo comunista italiano Palmiro Togliatti, fu iscritta al Partito Nazionale Fascista fin dall'Ottobre del 1941, come lei stessa dovette ammettere per iscritto in una fece dichiarazioni del 26 Luglio del 1945. In questo documento, recentemente ritrovato dallo storico Roberto Gremmo, la Jotti dichiarava sotto giuramento la propria adesione al P.N.F., in quanto si trattava di essere assunti in qualità di insegnanti presso l'Istituto tecnico "A.Secchi" di Reggio Emilia; all'epoca della sua adesione la futura comunista aveva ventuno anni, quindi un'età perfettamente matura per esprimere consapevoli scelte politiche, scelte che presto però cambiarono forse per ulteriori riflessioni ideologiche. Esiste oltre al documento ritrovato anche una fotografia che ritrae la stessa Jotti in camicia nera in mezzo a molti gerarchi dell'epoca.

JACOBELLI Jader

Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

JACOVITTI

«Mio padre era fascista …� Benito Franco Jacovitti. Roma 2 -febbraio - 1995

JEMOLO Carlo

...fascista ,aderisce alla battaglia contro l’uso del “lei�

KIPLING Rudyard

fece dichiarazioni di elogio al Duce ed al Fascismo .Rudyard Kipling: "seppiatelo sempre amare questo meraviglioso vostro fratello , che protegge i vostri interessi ed il vostro avvenire Vogliategli bene sempre, con un affetto ideale costante; pensate che per l'Italia Egli e' tutto"

KRAMER Gorni

Fra gli artisti ritroviamo al Nord, nella RSI, Gorni Kramer ...La Decima Mas ha il suo settimanale con il titolo "L'Orizzonte", e con una tiratura di cinquan- tamila copie, uesto giornale ospita molte delle migliori firme dei momento, fra queste vi è Gorni Kramer.

LA MALFA Ugo

Scrive suulla Rivista Nuovi studi di Economia , sostenendo le tesi fasciste .

LABRIOLA Arturo

Durante la guerra d'Etiopia, scrive al Duce" Mi permetta di assicurare Vostra Eccellenza dei miei sentimenti di piena solidarietà ".

LAJOLO Davide

scrittore comunista-autore del libro sulla guerra di Spagna a cui partecipò come volontario "Bocche di donne, bocche di fucile"...Il 25 luglio 1943 era Vice federale di Ancona, dopo 3 mesi comandante partigiano comunista in Piemonte....durante la RSI verrà invitato,ad aprile 44, da Ezio M. Gray quale condirettore de La Stampa. Risponderà di no con telegramma .C’eravamo tutti in piazza od incollati alla radio il 10 giugno del ’40,…. in quella folla urlante c’era Davide Lajolo, volontario nelle Camicie Nere della guerra d’Abissinia ed in quella di Spagna, , apologeta del Duce “Principe di giovinezza� ed anche lui , solo qualche mese dopo il capitombolo del duce , Commissario politico delle Brigate Garibaldi .

LANDI Stefano

fascista, sostiene l’uso del “voi� in Antieuropa, nov-dicemb. 1939

LANDOLFI Tommaso

fascista, sostiene l’uso del “voi� in Antieuropa, nov-dicemb. 1939

LATTUADA Alberto

Regista- Partecipò ai Littoriali del 1935 e del 1938 Fonda nel 1938 una rivista fascista CORRENTE DI VITA GIOVANILE con Guttuso –Scrive su CIVILTA’ FASCISTA ,pag.289-annata 1937-

LE COURBUSIER

Architetto – “Beati voi Italiani che avete Mussolini�

LENIN

“E Mussolini, perché l’avete perduto? Male ,molto male . E’ un peccato, era un uomo deciso che avrebbe portato i socialisti alla vittoria�

LIBERA Adalberto

Parteciparono nel 1932 all’allestimento della Mostra della Rivoluzione Fascista a Roma: Adalberto Libera,

LIZZANI CARLO

Regista e sceneggitore, si devono al suo "genio" i più noti film di contenuto propagandistico anti-fascista degli anni '50, '60 e '70: da "Achtung, banditi!" a "Cronache di poveri amanti", da "Il processo di Verona" a "Mussolini ultimo atto". Durante la guerra aveva collaborato con "Roma fascista", scrivendo tra l'altro del suo "modo di vita tutto informato a concetti unitari e ad intransigenza fascista". In particolare si era distinto recensendo così il kolossal nazista di propaganda razzista intitolato "L'ebreo Suss": "Possiamo definire... L'ebreo Suss come un film ottimamente riuscito".

Lloyd George

Lloyd George: "Un Uomo che desta ammirazione anche tra i suoi nemici,e che ogni giorno detta leggi circa il modo di governare i popoli in momenti difficilissimi"

LOMBARDO RADICE Lucio

Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

LONGANESI Leo

scrittore-Autore della frase :"Il Duce ha sempre ragione" -Sovvenzionato dal Regime- Partecipa nel 1932 all’allestimento della Mostra della Rivoluzione Fascista a Roma.

LONGHI Roberto

politico comunista-Consigliere di Bottai ( Ministro dell'educazione nazionale) -

LONGO Luigi

Negli anni ’30 dirigeva a Pisa il giornale del GUF, Risulta 9°, prima di Ingrao , al Convegno di Organizzazione Politica del PNF , del 1935 Partecipa ai Littoriali ..62 dirigenti comunisti, fra cui Togliatti , Longo, Di Vittorio e Leo Valiani, firmano il manifesto del PCI, nel 1936 che dichiara “Noi comunisti facciamo nostro il programma fascista del 1919, che è un programma di pace, di libertà , di difesa degli interessi dei lavoratori�

LUXURIA Vladimiro

(nonno)

Vladimir Luxuria, pseudonimo di Wladimiro Guadagno- Esponente di Rifondazione comunista, Vladimir si chiama così per via del nonno: «Un nonno fascista con nome sovietico. Aveva la foto del Duce e il Fascio littorio». Vladimir cresce in una casa dove il papà , Antonio del fu Vladimiro, si radica nella convinzione di sostenere Giorgio Almirante, votare Msi e far votare per la Fiamma anche la moglie: «Contro la famiglia intera che votava per la Dc». Il padre missino è un autotrasportatore di Foggia, già elettore di Giuseppe Tatarella, Da lui ho avuto un solo schiaffo, non mi ha mai picchiato. Lui si limitava a dire: "Devi fare la tua vita".

LUZI Mario

Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai- fascista, sostiene l’uso del “voi� in Antieuropa, nov-dicemb. 1939

MACARIO Erminio

attore- iscritto al PNF

MACCARI Mino

collaboratore dell’’"Italiano", rivista fascista. Parteciparono nel 1932 all’allestimento della Mostra della Rivoluzione Fascista a Roma: Mino Maccari,.. Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai .

MAGNI Fiorenzo

Milite della Guardia nazionale repubblicana a dopo l'8 settembre, nel 1945, fu rinviato a giudizio con l’accusa di partecipazione a banda armata per l’eccidio compiuto a Valibona in Toscana. L’Unione Velocipedistica Italiana, senza aspettare l’esito del processo, lo sospese. Fu poi completamente scagionato mentre tutti gli altri accusati, una trentina, furono condannati. – Magni , nella seconda metà del 1943, dopo l'8 settembre, data dell'armistizio fra il generale Badoglio e gli alleati, aderì alla Repubblica fascista di Salò. I fatti che si legarono a quella sua indubbia scelta di campo lo portarono poi, nel corso del luglio 1944 a trasferirsi dalla natia Vaiano a Monza, dove conoscerà Liliana, la sua futura moglie. (Associazione Amici del Museo del Ciclismo "Gino Bartali" e Tecnica)

MALAPARTE Curzio

Scrittore- comunista- Autore con Falqui dell’apologia di Balbo “Vita di Pizzodiferro, detto Italo Balbo. - Al processo Matteotti di Chieti, nel 1926, Curzio Malaparte,fascista della prima ora e all’epoca Ispettore del PNF,testimoniò a favore di Dumini sostenendo le tesi del delitto preterintenzionale. CORRIERE DELLA SERA, 5 LUGLIO 1941 - CURZIO MALAPARTE: "Basta spingersi nei quartieri poveri (di Jassy) per rendersi conto del pericolo sociale che rappresenta la enorme massa del proletariato giudaico. E' infatti dai miseri tuguri di quei quartieri che sono partite le prime fucilate contro i soldati"

MANACORDA Guido

Aderiscono alla RSI uomini del mondo della cultura come Guido Manacorda.

MANCINI Raimondo

Vince nel 1936,,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

MANN Thomas

Thomas Mann: "Mussolini è un semidio"

MANUNTA Ugo

Frai giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo lo scrittore Ugo Manunta.....La Decima Mas ha il suo settimanale con il titolo "L'Orizzonte", e con una tiratura di cinquantamila copie, questo giornale ospita molte delle migliori firme dei momento, fra queste vi è Ugo Manunta.......Il 14 febbraio' 45, Mussolini autorizza la costituzione del l Raggruppamento Nazionale Repubblicano Socialista, che in breve si ritrova con due-tremila iscritti, Aderiscono, fra gli altri Ugo Manunta, l'antifascista socialista Gabriele Vigorelli, l'anarchico Puivio Zocchi, il comunista libertario Germinal Concordia

MARCHESI Concetto

Accademico d’Italia, confermato dal ministro Biggini, durante la RSI, rettore dell’Università di Padova

MARCONI Guglielmo

Inventore- Esultò dopo la Marcia su Roma, Iscritto al PNF, Presidente dell ‘Accademia d’Italia e membro del Gran Consiglio del Fascismo. Guglielmo Marconi: "Rivendico l'onore di essere stato in radiotelegrafia il primo fascista, il primo a riconoscere l'utilita' di riunire in fascio i raggi elettrici, come Mussolini ha riconosciuto per primo in campo politico la necessita' di riunire in fascio le energie sane del Paese per la maggiore grandezza d'Italia"

MARINETTI Filippo Tommaso

scrittore poeta fondatore del Futurismo - Candidato nella Lista fascista di Milano, per le elezioni del 1919…esaltarono Mussolini i letterati Marinetti,. Aderiscono alla RSI uomini del mondo della cultura come Filippo Tommaso Marinetti,…sostenne l’uso del “voi�

MARINI Marino

Parteciparono nel 1932 all’allestimento della Mostra della Rivoluzione Fascista a Roma: Marino Marini,.

MASCAGNI Pietro

artista musicista- membro della MVSN ha montato la guardia in divisa a Palazzo venezia. Disse :"Puccini, se fosse vissuto,sarebbe stato molto più fascista di me. Ma Lui non l'avrebbe nominato accademico d'Italia come il sottoscritto. Il nipote Piero combattè in Istria nei Battaglioni M. Quando morì a Livorno il 2 agosto 1945 gli furno negati i funerali di Stato da Parri, presidente del consiglio, perché era restato fascista anche dopo l’8 settembre.

MASTROIANNI Marcello

“Chi andò a Salò, allora?… Il caso ha voluto che tra loro ci fossero futuri attori e registi.... Marcello Mastroianni. ...Aldo Cazzullo per La Stampa 15-10-20001 - Nel mondo dello spettacolo ci sono altri molti casi come quello di Fo. ... chi era andato di leva, nei ranghi dell'Istituto geografico militare e poi della Todt, come Marcello Mastroianni, militare della Rsi in servizio a Dobbiaco . Sotto le bandiere di Salò c'erano ancora Marcello Mastroianni, .

MATTEI Vincenzo

Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

MAURIAC Francoise

fece dichiarazioni di elogio al Duce ed al Fascismo in L’Italia settimanale , n°23 – anno III- 15 –6-1994

MECCOLI Domenico

Vince ,nel 1935, quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

MENEGHELLO Luigi

Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

MESSINA Francesco

scultore-Nel 1943.per il 50° compleanno del Maresciallo Goering, il Duce , gli regala una spada d'oro cesellata, opera di Francesco Messina, scultore gradito al regime.. Partecipa ai Littoriali del 1935.

MILA Massimo

scrive una lettera al duce nella quale si impegna a mai più “fare o esprimere qualche cosa che possa essere, direttamente od indirettamente ostile o contrario o dannoso al Regime�

MILANI MILENA

Scrittrice femminista di sinistra, è divenuta famosa con il romanzo "La ragazza di nome Giulio", in favore del quale è insorta tutta l'intellighenzia progressista (Ungaretti in testa) allorchè il libro le ha creato qualche problema giudiziario per talune descrizioni ritenute contrarie al senso del pudore.

Ma prima del '43 non si dedicava alla letteratura erotica: preferiva partecipare, vincendo, ai Convegni di composizione poetica indetti dal Fascismo. Ecco un esempio delle sue creazioni:

Combatterò - per superare tutte le prove - per conquistare tutti i primati - con il vigore sui campi agonali

conil sapere negli arenghi scientifici. – Combatterò - per vincere nel nome di Roma - così combatterò

come il Duce comanda. - Lo giuro!

MODIGLIANI Franco

Vince nel 1937, ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

MOMIGLIANO Eucardio

scrittore, ebreo, , presente il 23-3-19 alla fondazione dei Fasci ,Sansepolcrista, scriverà nel 1946 �Storia tragica e grottesca del razzismo fascista� (Silvio Bertoldi-Camicia Nera-Rizzoli.,Milano 1994,pag.22 e 105)

MONDADORI Alberto

Editore –figlio di Arnoldo , si sposa in divisa con gerarchi al seguito ( vedi foto in Il Borghese del 22-10-1972- Partecipa ai Littoriali col GUF di Milano . Dirige e scrive sul Tempo cronache esaltanti della guerra dal 1940 al 1943 , scrive il 2-1-41: “Hitler ha capito cose che nessun tedesco aveva sinora capito, nemmeno Federico il Grande.�( Il Borghese 16-4-1972) Partecipa ai Littoriali del 1935 ( Il Borghese 16-4-1972- Nino Tripodi –Italia fascista- in piedi- ed.Borghese 1972)

MONELLI Paolo

Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai (Storia Illustrata, gennaio 1980, pag.60)
"(Gli ebrei) appaiono tutti uguale, come i cinesi, come i negri, come i cavalli, adeguati agli incroci consanguinei, dall'eguale vita, dagli uguali squallidi orizzonti. Non si capisce la ragione di questo darsi d'attorno per tutta la giornata, di questo affaccendarsi senza tregua. Sono miserabili, tengono stretti i loro quattrinelli nella pezzuola o nel pugno. Sono un inesausto serbatoio, questi ghetti polacchi. Ogni anno di ebrei ne emigrano a decine di migliaia, invadono il mondo, eppure son sempre più numerosi. Sono oggi quattro milioni, prolifici e straordinariamente resistenti nonostante le miserabili condizioni di vita.La Polonia paga oggi il filo di una politica troppo accogliente per secoli." Corriere della Sera, 11 Giugno 1939 - Paolo Monelli.

MONTALE Eugenio

Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai (Storia Illustrata, gennaio 1980, pag.60)

MONTANELLI Indro

Giornalista, scrittore-�Nel 1922 ero un Balilla....Sono stato fascista, come tutte le persone della mia generazione. Non perdo occasione per ricordarlo, ma neanche di ripetere che non ne chiedo scusa a nessuno� (La stanza di Montanelli- Corriere della sera,14-3-96, pag.39) fece dichiarazioni di elogio al Duce ed al Fascismo in L’Italia settimanale , n°23 – anno III- 15 –6-1994- Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai (Storia Illustrata, gennaio 1980, pag.60) “Cesare Pavese era fascista. Vasco Pratolini era fascista. Montanelli, Bocca e Biagi hanno tutti portato la camicia nera, e non ne parlano mai. Io li chiamo gli extraterrestri. “( Bettino Craxi , ultima intervista a Marco Dolcetti , rip. La Stampa 28-7-2002)……… C’eravamo tutti in piazza od incollati alla radio il 10 giugno del ’40,…. in quella folla urlante c’era Indro Montanelli, .. (Carlo Mazzantini- L’ultimo repubblichino- Marsilio ed. aprile 2005)

MONTANO Lorenzo

collaboratore dell’’"Italiano", rivista fascista (Giampiero Mughini-A via della Mercede c'era un razzista-Rizzoli, Milano, gennaio 1991, pag.36)

MONTI Augusto

Einaudiano, nel 1926 scriveva su l ‘ �Impero� un articolo dal titolo “il Fascismo partito di Stato� (da Silvio Bertoldi- Camicia Nera-Rizzoli ed., Milano 1994,pag.22)

MORANDI Giorgio

Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai,...Giorgio Morandi, fascistissimo fece la copertina, della raccolta dell'"Italiano", rivista fascista.(Giampiero Mughini- A via della Mercede c'era un razzista-Rizzoli, Milano, gennaio 1991, pag.36)

MORANINO Franco

C’eravamo tutti in piazza od incollati alla radio il 10 giugno del ’40,…. in quella folla urlante c’era Franco Moranino, tenente della GIL che insegnava ai suoi balilla e avanguardisti che “Mussolini ha sempre ragione� e poi massacratore di “fascisti�…(Carlo Mazzantini- L’ultimo repubblichino- Marsilio ed. aprile 2005)

MORANTE Elsa

fascista, sostiene l’uso del “voi� in Antieuropa, nov-dicemb. 1939 (lettera pubblicata in Enrico Nistri-Anni Trenta-Ed Loggia dei Lanzi, Firenze,1995, pag.129) (vedi anche Gianni Granzotto , Il Giornale, 1-6-1997, pag.1e 10)

MORAVIA Alberto

..Moravia , cugino di Carlo Rosselli ma anche nipote di Augusto De Marsanich , sembra sia stato l’autore degli slogans “Non rinnegare, non restaurare� e di “Nè mercenari ,nè disertori� ,secondo la ricostruzione di Enzo Palmesano su CENTRO DESTRA, mensile di Tattarella....... Moravia nel 1935 si rivolse a Galeazzo Ciano per difendere i temi della sua opera “...tutt’altro che pessimisti e distruttivi, tutt’altro che antitetici ed estranei alla Rivoluzione Fascista�(lettera apparsa su Panorama nel ‘93)(Corriere della Sera,1-2-96, pag. 21) Nel 1941 Alberto Moravia scrisse a Mussolini …. ( da Difesa di Giorgio Albertazzi di Francesco Pallia)

MORBELLI Riccardo

Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

MORO Aldo

politico democristiano-Partecipò , quale rappresentante di Bari, ai Littoriali de1937 e 1938 (Enrico Nistri-Anni Trenta-Ed Loggia dei Lanzi, Firenze,1995-Nino Tripodi –Italia fascista- in piedi- ed.Borghese 1972) Aldo Moro andava affermando che "la razza è l'elemento biologico che, creando particolari affinità , condiziona l'individuazione del settore particolare dell'esperienza sociale, che è il primo elemento discriminativo della particolarità dello Stato".- Partecipa ai Littoriali del 1935, iscrivendosi a l corso “Per una rigenerazione fisiologica del nostro popolo� ed a Palermo nel 1938 al Convegno Nazionale del PNF-–Scrive su CIVILTA’ FASCISTA ,pag.289-annata 1937- ( Il Borghese 16-4-1972- Nino Tripodi –Italia fascista- in piedi- ed.Borghese 1972) fece dichiarazioni di elogio al Duce ed al Fascismo in L’Italia settimanale , n°23 – anno III- 15 –6-1994 - Aldo MORO 1943 (Articolo citato "Storia Illustrata, gennaio 1998, pag.45): " La razza è l'elemento biologico che, creando particolari affinità , condiziona l'individuazione del settore particolare dell'esperienza sociale, che è il primo elemento discriminativo della particolarità dello stato"

MOSCA Giovanni

Illustra il giornale Roma Fascista di vignette in cui deride gli antifascisti ( Il Borghese 16-4-1972- Nino Tripodi –Italia fascista- in piedi- ed.Borghese 1972)

MOSCATELLI Vincenzo

Capo partigiano comunista- Nel 1937 dal carcere di Vercelli scrive al Prefetto dichiarando che “ se nel passato ho mancato …oggi ripudio il marxismo che la realtà fascista ha vuotato del suo contenuto pseudo storico-scentifico “ ( Fotoc lettera nel Borghese del 22-10-1972)

MUGGIANI Giorgio

pittore,disegnatore della testata del Popolo d’Italia.(da Silvio Bertoldi-Camicia Nera-Rizzoli 1994,pag.15)

MURSIA Ugo

Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

MUSCETTA Carlo

Vince nel 1939,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

NANNI Marcello

autore dell’Inno degli Arditi (Storia Illustrata, n°8/9, agosto-sett.1996)

NAVARRINI Nuto

L’attore Navarrini fu insignito del grado di capitano delle Brigate Nere.... (Marcello Randaccio, Le finestre buie del’43, Daniela Piazza Editore, Torino, novem 93,pag.277)Fra gli artisti ritroviamo al Nord, nella RSI, Nuto Navarrini .(Salvatore Francia- L’altro volto della Repubblica Sociale Italiana , ed.Barbarossa, Saluzzo CN 1988)

NAZZARI Amedeo

Fra gli artisti ritroviamo al Nord, nella RSI, Amedeo Nazzari .(Salvatore Francia-L’altro voltodella Repubblica Sociale Italiana , ed.Barbarossa, Saluzzo CN 1988)

NEGARVILLE Celeste

62 dirigenti comunisti, fra cui Togliatti , Longo, Di Vittorio eNegarville , firmano il manifesto del PCI, nel 1936 che dichiara “Noi comunisti facciamo nostro il programma fascista del 1919, che è un programma di pace, di libertà , di difesa degli interessi dei lavoratori�(Salvatore Francia- L’altro volto della Repubblica Sociale Italiana , ed.Barbarossa, Saluzzo CN 1988)

NEGRI Ada

fascista, sostiene l’uso del “voi� in Antieuropa, nov-dicemb. 1939 (lettera pubblicata in Enrico Nistri-Anni Trenta-Ed Loggia dei Lanzi, Firenze,1995, pag.127)

NENNI Pietro

Pietro Nenni scriveva sul Popolo d’Italia e fu il fondatore del fascio di Bologna, insieme a Leandro Arpinati, nel 1919 ( Silvio Bertoldi- Camicia Nera-Rizzoli ed., Milano 1994, pag.22 e 172)

OCCHINI Barna

genero di Papini, redattore capo del “Frontespizio�...�Italia e Civiltà � era un giornale cattolico di ispirazione fascista uscito a Firenze nel gennaio ‘44, vi scriveva Barna Occhini ..(M. Randaccio, Le finestre buie del ’43 , Daniela Piazza Ed. Torino, 1993, p. 296)....in "Italia e Civiltà ", la rivista, diretta dal genero di Giovanni Papini, Barna Occhini, sono molto accentuati i motivi antiebraici.[9] (Salvatore Francia- L’altro volto della Repubblica Sociale Italiana , ed.Barbarossa, Saluzzo CN 1988)

OJETTI UGO

scrittore-firmò il manifesto Gentile di sostegno al PNF,a Bologna il 30/3/1925....Aderiscono alla RSI uomini del mondo della cultura come Ugo Ojetti...( Silvio Bertoldi- Camicia Nera-Rizzoli ed., Milano 1994,p..247)

OLIVELLI Teresio

Vince nel 1939 ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

OLIVETTI

Partecipa ai Littoriali del 1935 per la Dottrina del Fascismo ( Il Borghese 16-4-1972- Nino Tripodi –Italia fascista- in piedi- ed.Borghese 1972)

OPERTI Piero

Generale e primo presidente del CLN di Torino.....Ricorderà l'antifascista Piero Operti in Lettera aperta a Benedetto Croce: "... Gli uomini della Resistenza, tra i quali gli antichi antifascisti non erano se non il sale, non avevano alcun diritto morale di massacrare gli avversari in virtù d'una vittoria riportata da terzi"... "Mi brucia ancora il disgusto che colsi sul volto di inglesi e americani dínanzí alle grandi fotografie di Piazzale Loreto esposte ovunque: 'This ís the peo- ple that wanted to cívílize Etiopia!'. (Salvatore Francia- L’altro volto della Repubblica Sociale Italiana , ed.Barbarossa, Saluzzo 1988)

OPPO Cipriano Efisio

Aderiscono alla RSI uomini del mondo della cultura come Cipriano Efisio Oppo....( Silvio Bertoldi- Camicia Nera-Rizzoli ed., Milano 1994, pag.247)

ORANO

Partecipa ai Littoriali del 1935 per la Dottrina del Fascismo ( Il Borghese 16-4-1972- Nino Tripodi –Italia fascista- in piedi- ed.Borghese 1972)

ORLANDO Ruggero

alla fine deglio Anni Trenta, auspicava "l'assoluta solidarietà fra il regime fascista e il Reich nazionalsocialista", affermando che l'Italia "assolutamente non può non sposare, pere ragioni di giustizia sociale e di difesa civile, le rivendicazioni della Germania di Hitler".

ORLANDO Vittorio

Emanuele

politico-Durante la guerra d'Etiopia, scrive al Duce:"Se potessi essere utile" ( E. Biagi-ANNI DI GUERRA, Sette , 2/2/95, p.28-29)

OSELLA Giuseppe

Industriale della lana,partigiano fucilato per rappresaglia il 22-12-43, a Borgosesia(NO),dalle CCNN della GNR, dette il nome alla Brigata Partigiana. Era stato squadrista, marcia su Roma,era Podestà di Varallo Sesia fino al 25 luglio 1943.(C. Mazzantini-I balilla andarono a Salò-ed.Marsilio,Venezia1995, pag.15)

OSIRIS Wanda

Fra gli artisti ritroviamo al Nord, nella RSI, Wanda Osiris .(Salvatore Francia-L’altro volto della Repubblica Sociale Italiana , ed.Barbarossa, Saluzzo CN 1988)

PACI Enzo

Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

PALATUCCI Giovanni

Ultimo Questore di Fiume durante la RSI, salvò migliaia di ebrei, inviandoli con documenti falsi da Fiume a Bari con documenti falsi, fu arrestato dai tedeschi inviato a Dachau il 22- 9-44dove morì di stenti il 10-2-45 (L’ultima Crociata- febbraio 2002, pag. 3)

PANZINI ALFREDO

scrittore-firmò il manifesto Gentile di sostegno al PNF,a Bologna il 30/3/1925:

PAPINI Giovanni

scrittore-.. esaltarono Mussolini i letterati Papini,..... (Silvio Bertoldi -La Chiamavamo Patria -Rizzoli 1989, pag.35) ...�Italia e Civiltà � era un giornale cattolico di ispirazione fascista uscito a Firenze nel gennaio ‘44, vi scriveva Papini.. (M. Randaccio,Le finestre buie del’43,D. Piazza Ed.Torino,nov 93,pag.296) Accademico d’Italia.. (S. Bertoldi- Camicia Nera-Rizzoli ed., Milano 1994,pag.100)

PARIBENI Roberto

�Italia e Civiltà � era un giornale cattolico di ispirazione fascista uscito a Firenze nel gennaio ‘44, vi scriveva Roberto Paribeni... (M. Randaccio, Le finestre buie del’43, Daniela Piazza Ed., nov. 93, pag. 296)

PASINETTI Francesco

Vince ,nel 1934, quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

PASOLINI Pier Paolo

Scriveva su ARCHITRAVE , periodico dei GUF -( Il Borghese 16-4-1972- Nino Tripodi –Italia fascista- in piedi- ed.Borghese 1972) “Folle, Gerarchi e Mussolini erano infinitamente migliori delle cose di oggi� (in Nuovo Fronte . Anno 35- giugno 2005, pag .14)

PATERNOSTRO Sandro

giornalista- Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.- Appartenente al GUF di Palermo, frequentò l'Accademia Navale di Livorno nel 1940 (Bartolo Gallitto in L'un contro l'altro armati,Mursia 1995, pag.45)

PATTI Ercole

Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai (Storia Illustrata, gennaio 1980, pag.60)

PAVESE Cesare

Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai (Storia Illustrata, gennaio 1980, pag.60)- Pavese è autore di un paio di lettere di sottomisione al Duce e simpatizzò per la RSI(Gianni Granzotto , Il Giornale, 1-6-1997, pag.1e 10) “Cesare Pavese era fascista. Vasco Pratolini era fascista. Montanelli, Bocca e Biagi hanno tutti portato la camicia nera, e non ne parlano mai. Io li chiamo gli extraterrestri. “( Bettino Craxi , ultima intervista a Marco Dolcetti , rip. La Stampa 28-7-2002) Aderirono alla RSI nomi prestigiosi fra cui probabilmente addirittura anche Cesare Pavese. ( da Difesa di Giorgio Albertazzi di Francesco Pallia)

PELLEGRINO cardinal Michele

Arcivescovo di Torino - fece dichiarazioni di elogio al Duce ed al Fascismo inIl Borghese 13-2-1972

PENNA

Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� Fascista del ministro Bottai

PERLASCA Giorgio

IL commerciante Giorgio Perlasca, ex volontario Fascista nella guerra di Spagna, si trovava nel ‘43 a Budapest per lavoro. Forte di un lasciapassare spagnolo, dopo l’abbandono dell’ambasciatore di Spagna, si era spacciato per il console di quel paese di fronte al governo filonazista di Budapest. E in questo ruolo sfornava documenti falsi, organizzava case rifugio per gli ebrei, strappava ragazzini ai treni della morte di Eichmann. Riuscì perfino ad evitare il progettato incendio del ghetto della città . Salvò, in questo modo, 5 mila ebrei. Solo nell’89, grazie alla ricerca di un gruppo di donne sopravvissute all’olocausto, ospite d’onore dello stato di Israele, a Perlasca fu riconosciuto il titolo di “Giusto tra le nazioni�. A girare il film, tratto dal libro di Enrico Deaglio, scritto per la tv da Rulli e Petraglia col titolo di “Il coraggio di un uomo giusto�, il regista Alberto Negrin che ha voluto ad interpretare il protagonista Luca Zingaretti, ex commissario Montalbano, per la sua faccia di uomo normale. Prodotto da Carlo Degli Esposti per la Rai, con la collaborazione di ungheresi e francesi, ha tra gli altri attori, Amanda Sandrelli, Klaus Maria Brandauer, Erland Josephson, Jean Francois Garreaud, Jerome Anger, Franco Castellano, Matilda May, Giuliana Lojodice. Come mai oggi un film su un uomo che si oppose allo sterminio degli ebrei mettendo in pericolo la sua vita? “Perché abbiamo bisogno di nobili esempi, risponde Negrin, oggi più che ieri. Il revisionismo storico non c’entra. C’entrano i comportamenti universali. Perlasca era un FASCISTA ma non sopportava che gli ebrei fossero perseguitati. E si oppose, diventando un eroe. Fare un film su di lui è come dare l’Oscar a Russel Crowe perché ha fatto “Il gladiatore� o a Julia Roberts perché ha portato sullo schermo Erin Brockovich. Si addita al pubblico un uomo dalle nobili azioni per aiutarlo, e aiutarci, ad essere migliori�. [si.ro. SPETTACOLI Giovedì 12 Aprile 2001]

PETROLINI Ettore

fece dichiarazioni di elogio al Duce ed al Fascismo in L’Italia settimanale , n°23 – anno III- 15 –6-1994

PEZZATO Enzo

Vince ,nel 1940, quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

PICCOLI Fantasio

Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

PICKFORD Mary

fece dichiarazioni di elogio al Duce ed al Fascismo in L’Italia settimanale , n°23 – anno III- 15 –6-1994

PINTOR Giaime

scrittore- Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.- Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai (Storia Illustrata, gennaio 1980, pag.60)Numerosi giovani che emergono ai Littoriali sarebbero poi passati al comunismo militante... Pintor (Silvio Bertoldi -LA CHIAMAVAMO PATRIA -Rizzoli 1989,pag.116) ...Pintor partecipa al Convegno Scrittori Europei a Weimar, nell’ottobre 1942. (Carlo Mazzantini- I balilla andarono a Salò-ed.Marsilio, 1995, pag.11) ... a sfogliare l’indice di “Primato Fascista� ci si imbatte nel nome di Giaime Pintor , che recensiva positivamente Ernst Junger.. (Gianni Granzotto , Il Giornale, 1-6-1997, pag.1e 10)

PIO XI

Mussolini , “L’ uomo che la Provvidenza ci ha fatto incontrare� L’Italia settimanale , n°23 – 15 –6-1994

Pio XI: "Costui è l'uomo della Provvidenza" (giudizio condiviso da Angelo Roncalli, il futuro Giovanni XXIII, il "papa buono") –(da Fabio Galante- Home Page –Internet)

Pio XII

Pio XII: "il piu' grande uomo da me conosciuto,e senz'altro tra i piu' profondamente buoni"–(da Fabio Galante- Home Page –Internet)

PIOVENE Guido

Il 8-1-40 scriveva a Bottai, Ministro: “Sono veramente orgoglioso che la mia collaborazione possa essere utile alla rivista “PRIMATO FASCISTA�� Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai (Storia Illustrata, gennaio 1980, pag.60) CORRIERE DELLA SERA, 1 NOVEMBRE 1938 - GUIDO PIOVENE:
"Recensione del libro di Telesio Interlandi (Fondatore e direttore "Difesa della Razza") "Contra Judeos":
"Si deve sentire d'istinto, e quasi per l'odore, quello che v'è di giudaico nella cultura.Gli ebrei possono essere solo nemici e sopraffattori della nazione che li ospita. Di sangue diverso e coscienti dei loro vincoli, non possono che collegarsi contro la razza ariana. L'enorme numero di posizioni eminenti occupate in Italia dagli ebrei è il risultato di una tenace battaglia".

PIRANDELLO LUIGI

scrittore- fà domanda di iscrizione al PNF , subito dopo il delitto Matteotti ( Silvio Bertoldi-Camicia Nera-Rizzoli ed., Milano 1994,pag.104) firmò il manifesto Gentile di sostegno al PNF,a Bologna il 30/3/1925. fece dichiarazioni di elogio al Duce ed al Fascismo in L’Italia settimanale , n°23 – anno III- 15 –6-1994 - Luigi Pirandello: "Mussolini recita, da protagonista, nel teatro dei secoli" (da Fabio Galante- Home Page internet)- Nel 1929 è nominato membro dell'Accademia d'Italia.

“Tutto cominciò con un telegramma. Mittente Luigi Pirandello. Destinatario Benito Mussolini. Eccellenza, così diceva il testo, sento che questo è il momento più propizio di dichiarare una fede nutrita e servita in silenzio. Se l' Eccellenza Vostra mi stima degno di entrare nel Partito Nazionale Fascista, pregierò come massimo onore tenervi il posto del più umile e obbediente gregario…… come nota Gian Franco Vené in un suo esauriente saggio, Pirandello fascista, l' adesione cadde in tempi non sospetti di piaggeria, cioè nel settembre 1924, tre mesi dopo il delitto Matteotti, quando il regime appariva malfermo e di incerto avvenire.….Pirandello fu fascista dei più ferventi. E tale rimase fino alla morte che cadde nel 1936, nel momento di massimo consenso del regime….. Qualche mese , nell’ autunno del 1924, lo scrittore, intervistato dal giornale L' Impero, non esita infatti a impartire al governo fascista una serie di consigli ispirati a una vera impazienza totalitaria. Eccoli: sbarazzare il terreno dalle chiacchiere, sopprimere la Camera dei deputati, sostituirla con un' assemblea mista di tecnici e di rappresentanti delle istituzioni basilari dello Stato. Procedere, inoltre, alla soppressione della stampa avversaria. Così Pirandello anticipa, nelle proprie preferenze, l' Italia totalitaria che Mussolini inaugurerà con il discorso del 3 gennaio 1925. Alberto Moravia, incontrando Pirandello, gli rivolse la domanda: Scusi, ma lei perché si è iscritto al Fascio?. La risposta fu: Se sapesse, Moravia, che schifo faceva il parlamento!. .� ( Nello Ajello - Pirandello cosi' era (Se vi pare) -Se l' Eccellenza Vostra mi stima degno...Da la Repubblica - 2 dicembre 1986 - pagina 30)-[10]

PITTIGRILLI

… Pitigrilli era anche lui una spia dell'Ovra . Panorama (28/04/2000)

POGATSCHNIG Giuseppe Pagano

Architetto- impaginatore del Popolo d’Italia, resistente e morto a Mauthausen a 49 anni. (da Silvio Bertoldi- Camicia Nera-Rizzoli ed., Milano 1994,pag.15)

POUND Ezdra

fascista, sostiene l’uso del “voi� in Antieuropa, nov-dicemb. 1939 (Enrico Nistri-Anni Trenta-Ed Loggia dei Lanzi, Firenze,1995, pag.131)......Il 21-5-45 viene internato in Campo di concentramente a Pisa, sfugge alla pena di morte, ma viene internato in manicomio,al St. Elisabeth’s Hospital per 13 anni.(Di Jaco,I 5 anni che cambiarono l’Italia-N.Comp) Ezra Pound: "Jefferson fu un genio, e Mussolini un altro genio" (da Fabio Galante- Home Page –Internet)

POZZO Vittorio

Fra i giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo Vittorio Pozzo...(Salvatore Francia-L’altro volto della Repubblica Sociale Italiana , ed.Barbarossa, Saluzzo CN 1988)

PRAMPOLINI Enrico

Enrico Prampolini partecipa, nel 1932 ,all’allestimento della Mostra della Rivoluzione Fascista a Roma (Catalogo della Mostra Rivoluzione Fascista, ed.PNF, Roma 1933 cit in Carlo Mazzantini- I balilla andarono a Salò-ed.Marsilio, Venezia, 1995, pag.61)

PRATOLINI Vasco

scrittore- Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.- Sovvenzionato dal Regime ( B. Mussolini, Opera Omnia, XXXII, pag.265-266 in S. Bertoldi-SALO'- Rizzoli, dic. 1976.)... fascista, sostiene l’uso del “voi� in Antieuropa, nov-dicemb. 1939 (Enrico Nistri-Anni Trenta-Ed Loggia dei Lanzi, Firenze,1995, pag.131 vedi anche Gianni Granzotto , Il Giornale, 1-6-1997, pag.1e 10) ... a sfogliare l’indice di “Primato Fascista� ci si imbatte nel nome di Vasco Pratolini... (Gianni Granzotto , Il Giornale, 1-6-1997, pag.1e 10) Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai (Storia Illustrata, gennaio 1980, pag.60) “Cesare Pavese era fascista. Vasco Pratolini era fascista. Montanelli, Bocca e Biagi hanno tutti portato la camicia nera, e non ne parlano mai. Io li chiamo gli extraterrestri. “( Bettino Craxi , ultima intervista a Marco Dolcetti , rip. La Stampa 28-7-2002)

PRATT Ugo

E repubblichini era Ugo Pratt, ...(Cronologia –Internet- http://www.cronologia.it/storia/a12dic97.htm) Nel mondo dello spettacolo ci sono altri molti casi,…. fra i più motivati volontari …….. Hugo Pratt, l'ideatore di Corto Maltese, reduce della X Mas, ma anche della polizia tedesca del Litorale adriatico, dipendente dall'Sd.( Maurizio Cabona in "il Giornale" del 10 ottobre 1997) ..era del batt. Sagittario (Storia del 900-2005) Sotto le bandiere di Salò c'erano ancora …Ugo Pratt, … (Giovinezza, giovinezza, prima col Duce poi col Pci-di Giuliano Spada - da "Libero" del 2/12/2003 )

PRAZ Mario

Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai (Storia Illustrata, gennaio 1980, pag.60)- fascista, sostiene l’uso del “voi� in Antieuropa, nov-dicemb. 1939 (Enrico Nistri-Anni Trenta-Ed Loggia dei Lanzi, Firenze,1995, pag.131)

PRETI Luigi

Partecipa ai Littoriali del 1935 (Il Borghese 16-4-72- N. Tripodi –Italia fascista- in piedi- ed.Borghese 1972)

PROSPERI Giorgio

Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

QUASIMODO Salvatore

Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai (Storia Illustrata, gennaio 1980, pag.60)- fascista, sostiene l’uso del “voi� in Antieuropa, nov-dicemb. 1939 (Enrico Nistri-Anni Trenta-Ed Loggia dei Lanzi, Firenze,1995, pag.131 vedi anche Gianni Granzotto , Il Giornale, 1-6-1997, pag.1e 10))

QUILICI Folco

C’eravamo tutti in piazza od incollati alla radio il 10 giugno del ’40,…. in quella folla urlante c’era Folco Quilici.. (Carlo Mazzantini- L’ultimo repubblichino- Marsilio ed. aprile 2005)

RADIUS Emilio

Fra i giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo Emilio Radius...(Salvatore Francia- L’ALTRO VOLTO DELLA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA, ed.Barbarossa, Saluzzo CN 1988)

RAIMONDI Giuseppe

collaboratore dell’’"Italiano", rivista fascista(Giampiero Mughini-A via della Mercede c'era un razzista- Rizzoli, Milano, gennaio 1991, pag.36)

RAMPERTI Marco

Fra i giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo Marco Ramperti...(Salvatore Francia- L’altro volto della Repubblica Sociale Italiana , ed.Barbarossa, Saluzzo CN 1988)

RANDONE Salvo

Fra gli artisti ritroviamo al Nord, nella RSI, Salvo Randone .(Salvatore Francia-L’ALTRO VOLTO DELLA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA , ed.Barbarossa, Saluzzo CN 1988)

RATZINGER Joseph

Günther Grass intervistato dal Frankfurter Allgemeine Zeitung ( agosto 2006) ha ammesso di essersi arruolato volontario, a 15 anni, nelle SS naziste.� Quell'esperienza durò qualche mese e si concluse con una ferita nel 1945, dopo la quale fu fatto prigioniero ed internato in un campo americano, dove fece amicizia con un altro ragazzo (che non era nelle SS, ma comunque Flakhelfer) che sarebbe diventato famoso, il giovane Joseph Ratzinger. Ero nel lager di Bad Aibling, dove a cielo aperto erano internati 100mila prigionieri di guerra. Uno si chiamava Joseph, era molto cattolico e pronunciava spesso citazioni in latino. Diventò mio amico e giocavamo insieme a dadi, poiché ero riuscito a procurarmi nel lager un barattolo per gettare i dadi. Cercavamo di ammazzare il tempo, parlavamo e facevamo speculazioni sul futuro, come fanno volentieri i ragazzi. Io volevo diventare un artista, mentre lui voleva entrare nella Chiesa e fare carriera».

RENZI Renzo

Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

RISI Dino

regista-DINO RISI dichiara:"Siamo diventati tutti antifascisti quando abbiamo cominciato a perdere la guerra,. Mio padre è stato un grandre amico di Mussolini, era il medico di Mussolini...." ( L.Tornabuoni su LA STAMPA, 31/10/94, pag.14)

ROBERTI Giovanni

Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

ROCCA Massimo

ex anarchico, interventista, collabora all’Avanti, fascista, si staccò dal fascismo durante il Regime, aderì però poi alla RSI, ridivenne antifascista dopo il ‘45.(Silvio Bertoldi- Camicia Nera-Rizzoli,Milano 1994,pag.129)

ROLL Vera

Fra gli artisti ritroviamo al Nord, nella RSI, Vera Roll .(Salvatore Francia-L’altro volto della Repubblica Sociale Italiana , ed.Barbarossa, Saluzzo CN 1988) Vera Roll, compagna di Nuto Navarrini e stella della rivista, …si vide rapare a zero..( Maurizio Cabona in "il Giornale" del 10 ottobre 1997)

ROOSEVELT F.Delano

politico-Presidente USA-Nel 1933 dichiarava di" essere profondamente impressionato" da ciò che Mussolini aveva realizzato. Pietro Melogrami-Dieci Perche' Sulla Repubblica- Ed.Rizzoli-1994) “ Mussolini deve passare alla Storia non soltanto come il restauratore delle fortune della sua Patria, ma anche come costruttore di una migliore forma di convivenza tra i popoli� (in Nuovo Fronte . Anno 35- giugno 2005, pag .14)

ROOSEVELT Franklin Delano

“Sono davvero ammirato di come Mussolini concepisce e risolve i maggiori problemi del giorno� in L’Italia settimanale , n°23 – anno III- 15 –6-1994

ROSA Giovanni Titta

fascista, sostiene l’uso del “voi� in Antieuropa, nov-dicemb. 1939 (Enrico Nistri-Anni Trenta-Ed Loggia dei Lanzi, Firenze,1995, pag.131)

ROSAI Ottone

pittore, fu squadrista passato poi alla Resistenza(S. Bertoldi- Camicia Nera-Rizzoli ed., Milano 1994,p.101) fascista, sostiene l’uso del “voi� in Antieuropa, nov-dicemb. 1939 (Enrico Nistri-Anni Trenta-Ed Loggia dei Lanzi, Firenze,1995, pag.131) fece dichiarazioni di elogio al Duce ed al Fascismo in L’Italia settimanale , n°23 – anno III- 15 –6-1994-

ROSSELLINI Roberto

regista-segnalato dalle Commissioni di epurazione , fra i "registi che hanno contribuito maggiormente a diffondere e convalidare le ideologie nazifasciste"(C.Quarantotto-Gli anni 40-,n°56,pag.1330,CiarrapicoEd.)

ROSSI KOBAU Lionello

padre di Paolo Rossi, comico di sinistra, bersagliere volontario della RSI, autore di un libro (Prigioniero di Tito , 1945-46, ed Mursia, 2000) dove descrive le torture, gli omicidi e le sevizie dei titini.

ROSSO di San Secondo

Fra i giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo Rosso di S.Secondo...(Salvatore Francia- L’altro volto della Repubblica Sociale Italiana , ed.Barbarossa, Saluzzo CN 1988)

RUINAS Stanis

Fra i giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo Stanis Ruinas...(Salvatore Francia-L’altro Volto Della Repubblica Sociale Italiana , ed.Barbarossa, Saluzzo CN 1988)[11]

RUSCONI Edilio

Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

RUSSO Antonino

Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

SABA Umberto

Saba scriveva sul Popolo d’Italia (da Silvio Bertoldi- Camicia Nera-Rizzoli ed., Milano 1994,pag.22)

SALCE Luciano

regista di sinistra -Luciano Salce ha spiegato la necessità di "razzialmente, epurare i popoli da elementi allogeni e disintegratori del valore di razza, per formare gruppi etnici e compatti", in una monohgrafia presentata al Convegno dei GUF del 1941 (tre anni dopo le leggi razziali). A Coltano ..affluirono ben 35mila prigionieri di guerra delle unità della Rsi, e di un numero imprecisato di civili, rei di essere fascisti e collaborazionisti. Fra cui il regista Luciano Salce,....( Memoria negata- Area novembre 2001)

SALERNO Enrico Maria

attore- Allievo Ufficiale della Scuola GNR di Varese- partecipò, assieme a Dario Fo, alla riconquista del caposaldo di Cannobbio, nell’Ossola, nell’ottobre 19444(Teresio Valsesia, La Stampa, 18-3-97,pag.41)..

“ Fu una scelta fatta volontariamente e liberamente, scelta che con altre mi ha costruito, fummo in tanti giovani che in assoluta buona fede decidemmo di indossare la divisa della Guardia Nazionale Repubblicana. Mio padre, magistrato, fino alla morte ha continuato a credere al Fascismo ed a Mussolini� (intervista a Candido, numero 17 del 31-ottobre 1986) E repubblichini erano Enrico Maria Salerno ( Cronologia –Internet- http://www.cronologia.it/storia/a12dic97.htm).

“Chi andò a Salò, allora?… Il caso ha voluto che tra loro ci fossero futuri attori e registi. Enrico Maria Salerno, che fu ufficiale della Guardia nazionale.... Aldo Cazzullo per La Stampa 15-10-20001 - A Coltano ...... affluirono ben 35mila prigionieri di guerra delle unità della Rsi, e di un numero imprecisato di civili, rei di essere fascisti e collaborazionisti. Fra cui Enrico Maria Salerno, ....... Memoria negata- Area novembre 2001) Nel mondo dello spettacolo ci sono altri molti casi come quello di Fo…. chi era andato nei ranghi della Gnr, come Enrico Maria Salerno( Maurizio Cabona in "il Giornale" del 10 ottobre 1997) Sotto le bandiere di Salò c'erano …Enrico Maria Salerno (Giovinezza, giovinezza, prima col Duce poi col Pci-di Giuliano Spada - da "Libero" del 2/12/2003 )

SALVATORELLI Luigi

Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai (Storia Illustrata, gennaio 1980, pag.60)

SALVO Aldo

giornalista RAI-ex-ufficiale dellAviazione RSI, autore di “Mal di Roma�,romanzo autobiografico. (Carlo Mazzantini- I balilla andarono a Salò-ed.Marsilio, Venezia, 1995, pag.39)

SARFATTI Margherita

Scrittrice socialista, presente il 23-3-19 alla fondazione dei Fasci ,Sansepolcrista (Silvio Bertoldi- Camicia Nera-Rizzoli , Milano 1994,pag.112) firmò il manifesto Gentile di sostegno al PNF,a Bologna il 30/3/1925.

SAVINIO Alberto

fascista, sostiene l’uso del “voi� in Antieuropa, nov-dicemb. 1939 (lettera pubblicata in Enrico Nistri-Anni Trenta-Ed Loggia dei Lanzi, Firenze,1995, pag.128)

SCALFARI Eugenio

Scalfari su Roma Fascista, nel 1942 (quattro anni dopo le leggi razziali) sparava a zero su tutti coloro che non condividevano "il nostro nazionalismo" e la "guerra-rivoluzione". - fece dichiarazioni di elogio al Duce ed al Fascismo in L’Italia settimanale , n°23 – anno III- 15 –6-1994 ROMA FASCISTA (settimanale), 24 SETTEMBRE 1942 - EUGENIO SCALFARI: “Gli imperi moderni quali noi li concepiamo sono basati sul cardine “razza�, escludendo pertanto l’estensione della cittadinanza da parte dello stato nucleo alle altre genti�… “la razza può considerarsi come un termine intermedio tra l’individuo e la specie, cioè fra due termini opposti, intendendo la specie, nel suo significato biologico, come la somma di tutti gli individui capaci di dare fra loro incroci fecondi�. - Solo nel 1942, precisamente il 24 settembre, il settimanale “Roma fascista� pubblicava un articolo sulla “razza� di un giornalista che poi, nell’Italia liberata, si sarebbe imposto per brillantezza e passione democratica come Eugenio Scalfari. ( da Difesa di Giorgio Albertazzi di Francesco Pallia)

SCHUSTER Cardinale Idelfonso

Il card. Schuster aveva dettato l'epigrafe apparsa sul Duomo di Milano ." Gesù , Re dei popoli , dona anni lunghi e vittoriosi a Benito Mussolini, splendore dell'epoca sua"(Duilio Susmel-I GIORNI DELL'ODIO-Ciarrapico Ed.,Roma 1975, pag.101)

SENGHOR Sedar Leopold

Presidente del Senegal dal 1960 . Visitò la tomba del Duce e fece dichiarazioni su di lui , confessando una ammirazione che durava da quando incontrò i Balilla a Dakar, tanti anni prima. Durante il processo di Norimberga Leopold Senghor , combattente a fianco degli alleati, domandò incredulo ed addolarato ai suoi fratyelli negri se anche loro avevano bombardato cattedrali europee, orgoglio di civiltà per ogni popolo. Senghor è morto nel 2002 a 95 anni . (L’ultima Crociata- febbraio 2002, pag. 1)

SERENI Vittorio

scrittore poeta- Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� di Bottai.... Numerosi giovani che emergono ai Littoriali sarebbero poi passati al comunismo militante: poeta Vittorio Sereni,che era stato adirittura alla scuola di Mistica Fascista- (Silvio Bertoldi -LA CHIAMAVAMO PATRIA -Rizzoli 1989,pag.116)

SERPIERI Arrigo

�Italia e Civiltà � era un giornale cattolico di ispirazione fascista uscito a Firenze nel gennaio ‘44, vi scriveva Arrigo Serpieri....( M. Randaccio, Le finestre buie del’43, Daniela Piazza Ed.Torino, nov. 93, p. 296)

SHAW George Bernard

scrittore-nel’33 esaltava il modello fascista (Pietro Melogrami-Dieci perchè sulla Repubblica- Rizzoli-1994) fece dichiarazioni di elogio al Duce ed al Fascismo in L’Italia settimanale , n°23 – anno III- 15 –6-1994

George Bernard Shaw: "Mussolini non e' soltanto un uomo, ma una situazione storica" (da Fabio Galante- Home Page –Internet)

SIBILLA Aleramo

Giorgio Galli ricorda che: “Quando Croce , nel 1925, promuove il Manifesto degli Antifascisti, fra i primi firmatari vi è Sibilla Aleramo,che frequenta gli ambienti esoterici di Righini e Evola,con il quale ha una storia d’amore.�(C. Medail,Il Corriere della sera, 11-1-96, p.37)..Collaboratrice della rivista “PRIMATO FASCISTA� di Bottai

SILONE Ignazio

Ignazio Silone, scrittore …….informatore della polizia fascista quando era un alto dirigente comunista, (Dario Biocca e Mauro Canali, L'informatore: Silone, i comunisti e la polizia (Luni).-Panorama (28/04/2000) Trenta note informative tra il 1919 ed il 1930 testimoniano la non episodica collaborazione di Silone con la polizia fascista, nei documenti figurano i nomi di Gramsci, , Terracini e Tasca( “Silone spia dell’Ovra: ecco le prove�-articolo di Marco Ventura su IL GIORNALE 17-6-2000-con foto delle note informative e documentazione) ...con lo pseudonimo di Silvestri , inviava le relazioni all’OVRA dall’interno del PCI, dal 1919 al 1930 ...( Silone, una spia al di sopra di ogni sospetto, Corriere della sera 1-5-98, pag.27)

SILVESTRI Carlo

...Il 14 febbraio'45,Mussolini autorizza la costituzione del l Raggruppamento Nazionale Repubblicano Socialista, che in breve si ritrova con due-tremila iscritti, Aderiscono, fra gli altri l'antifascista socialista Gabriele Vigorelli, l'anarchico Puivio Zocchi, il comunista libertario Germinal Concordia, Pia Bellora, Carlo Silvestri, e Corrado Bonfantini .(Salvatore Francia- L’altro volto della Repubblica Sociale Italiana , ed.Barbarossa, Saluzzo CN 1988)

SINISGALLI Leonardo

Vince ,nel 1934,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

SIRONI Mario

Sironi Mario, pittore, partecipa nel 1932, alla Mostra del Decennale della Rivoluzione.(Giampiero Mughini-A via della Mercede c'era un razzista- Rizzoli, Milano, gennaio 1991, pag.119 e Catalogo della Mostra Rivoluzione Fascista, ed.PNF, Roma 1933 ) - …Mario Sironi dice di Mussolini “..Un uomo con una bonta' innata, un animo nobile e generoso dotato di grande sensibilità ". Le ragioni della fedeltà di Sironi a Mussolini credo possano essere comprese anche riportando il ricordo del loro primo incontro, avvenuto a Milano, poco dopo la fine della prima guerra mondiale. Ecco il suo ricordo: "Chiesi senza avere risposta il permesso di entrare,poi mi decisi e lentamente avanzai. Un uomo curvo sulla scrivania con cappello e cappotto dal bavero rialzato (sembrava non mi avesse notato) scriveva assorto,ma evidentemente aveva avvertito la mia presenza. La stanza era gelida; la finestra del balcone aperta lasciava penetrare nebbia e freddo. Un improvviso frusciare d'ali mi fece alzare la testa; due o tre passeri con rapido volo entrando nella stanza dal balcone si posarono su di un grande armadio situato proprio alle spalle di Mussolini. Egli allora mi disse: "Non si meravigli del freddo, lascio la finestra aperta per dare la possibilita' agli uccellini di venire a nutrirsi; d'inverno non hanno molte risorse in questa città '..." (da Fabio Galante- Home Page –Internet) E repubblichini erano Mario Sironi,( Cronologia –Internet- http://www.cronologia.it/storia/a12dic97.htm) Sotto le bandiere di Salò c'erano ancora … Mario Sironi, .. (Giovinezza, giovinezza, prima col Duce poi col Pci-di Giuliano Spada - da "Libero" del 2/12/2003 )

SOFFICI Ardengo

scrittore-firmò il manifesto Gentile di sostegno al PNF,a Bologna il 30/3/1925... esaltarono Mussolini i letterati Soffici.... (Silvio Bertoldi -La chiamavamo Patria -Rizzoli 1989, pag.35) ....�Italia e Civiltà � era un giornale cattolico di ispirazione fascista uscito a Firenze nel gennaio ‘44, vi scrivevano Ardengo Soffici,... ( M. Randaccio, Le finestre buie del’43,D. Piazza Edit., Torino, nov 93, pag. 296)

Aderiscono alla RSI uomini del mondo della cultura come Ardengo Soffici...( Silvio Bertoldi- Camicia Nera-Rizzoli ed., Milano 1994, pag.247) Autore della poesia L’Adunata (2-10-35) ( pubblicata in Enrico Nistri-Anni Trenta-Ed Loggia dei Lanzi, Firenze,1995, pag 113)

SOGNO Edgardo

Volontario Guerra di Spagna. (C. Mazzantini- I balilla andarono a Salò-ed.Marsilio, Venezia,1995, pag.54)…. C’eravamo tutti in piazza od incollati alla radio il 10 giugno del ’40,…. in quella folla urlante c’era Edgardo Sogno del Vallino, nobile piemontese, ufficiale di cavalleria e volontario nella Crociata contro il bolscevismo materialista ed ateo nella guerra di Spagna, aspirante volontario nella campagna di Russia dell’ARMIR e poi comandante partigiano liberale e medaglia d’oro della Resistenza.…(Carlo Mazzantini- L’ultimo repubblichino- Marsilio ed. aprile 2005)

SPADOLINI Giovanni

Segretario PSDI-Spadolini scrive nel,1944:"Tra Fascismo e antifascismo, sempre il Fascismo,tra il nemico e l'alleato tedesco, sempre l'alleato tedesco"(La Stampa 23/4/94)..... Giovanni Spadolini su Italia e Civiltà del 15 febbraio 1944 (cioè sei anni dopo le leggi razziali), si lamentava che il fascismo avesse perso "a poco a poco la sua agilità e il suo dinamismo rivoluzionario, proprio mentre riaffioravano i rimasugli della massoneria, i rottami del liberalismo, i detriti del giudaismo".

Leo Valiani ,senatore a vita , commemorando Spadolini , al funerale ha detto:" Nel 1942 suo padre cadde per la Patria, come ufficiale di Sanità , mentre soccorreva i feriti della Firenze bombardata......il diciasettenne Spadolini sentiva anche lui il patriottismo come un dovere morale prioritario"(La Stampa 6/8/94) .....Guido Spadolini, padre di Giovanni , era Segretario del Sindacato Nazionale Fascista delle Belle Arti della Toscana, ed il 1/1/46 è stato insignito di Medaglia d'oro alla memoria dal CLN.....è forse l'unico caso di un ufficiale della RSI ( capitano volontario della Croce Rossa) decorato dal CLN. (da Sentinella d’Italia, anno XL, n° 9, novembre 1986- Monfalcone) ..�Italia e Civiltà � era un giornale cattolico di ispirazione fascista uscito a Firenze nel gennaio ‘44, vi scriveva Giovanni Spadolini..[12]... ( M. Randaccio, Le finestre buie del’43, D. Piazza Edit. Torino, nov93, pag. 296)

SPINELLA Mario

Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

SPINI Giorgio

Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai (Storia Illustrata, gennaio 1980, pag.60)

SPIRITO Ugo

firmò il manifesto Gentile di sostegno al PNF,a Bologna il 30/3/1925- Partecipa ai Littoriali del 1935 ( Il Borghese 16-4-1972- Nino Tripodi –Italia fascista- in piedi- ed.Borghese 1972) Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai (Storia Illustrata, gennaio 1980, pag.60)

STALIN

Josif Vissarionovic Dzugasvili (Stalin): "con la morte di Mussolini scompare uno dei più grandi uomini politici cui si deve rimproverare solamente di non aver messo al muro i suoi avvesari"(in Nuovo Fronte . Anno 35- giugno 2005, pag .14 e da Fabio Galante- Home Page –Internet)

STEFANILE Mario

Vince nel 1937, ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

STRAUSS Richard

fece dichiarazioni di elogio al Duce ed al Fascismo in L’Italia settimanale , n°23 – anno III- 15 –6-1994

STRAVINSKIJ Igor

fece dichiarazioni di elogio al Duce ed al Fascismo in L’Italia settimanale , n°23 – anno III- 15 –6-1994

Igòr Stravinskij: "Mussolini e' un uomo formidabile. Non credo che qualcuno abbia per Mussolini una venerazione maggiore della mia. Per me Egli e' l'unico Uomo che conti nel mondo intero"(da Fabio Galante- Home Page –Internet)

STUPARICH Giani

Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai (Storia Illustrata, gennaio 1980, pag.60)

STURZO don Luigi

"Oggi vi è un Governo.Il capo mostra volontà ferma; si sente uno che comanda;dopo circa due anni che non si sentiva la parola voglio c'è un uomo che vuole.L'Italia ha bisogno di chi comandi e di chi voglia e dimentichi i torti" E' Don Sturzo che parla.(POPOLO NUOVO-5 novembre 1922).

SYLOS LABINI Paolo

Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

TALARICO Vincenzo

Sovvenzionato dal Regime (B. Mussolini, Opera Omnia, XXXII, pag.265-266)-Bertoldi-Salò'-Rizzoli,dic76.

TAVIANI Paolo Emilio

politico- Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.-Scrive nel giugno 36 su Vita e Pensiero:"L'Italia ha un suo Impero perchè attua i princìpi mussoliniani del vivere pericolosamente,del credere,dell'obbedire,del combattere" "Taviani nell'aprile 45 non andava certo per il sottile sulle misure da prendere coi fascisti"(G. Pajetta,su l'Unità , 28-5-66) Partecipa ai Littoriali ( Il Borghese 16-4-1972- Nino Tripodi –Italia fascista- in piedi- ed.Borghese 1972) fece dichiarazioni di elogio al Duce ed al Fascismo in L’Italia settimanale , n°23 – anno III- 15 –6-1994

TERRON Carlo

Vince , nel 1934,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

TERUZZI

socialista, presente il 23-3-19 alla fondazione dei Fasci ,Sansepolcrista

TOGLIATTI Palmiro

62 dirigenti comunisti, fra cui Togliatti , Longo, Di Vittorio e Leo Valiani, firmano il manifesto del PCI, nel 1936 che dichiara “Noi comunisti facciamo nostro il programma fascista del 1919, che è un programma di pace, di libertà , di difesa degli interessi dei lavoratori�

TOGNAZZI Ugo

attore-Ugo Tognazzi, ex-combattente della RSI nella Brigata Nera di Mantova,…..Ugo Tognazzi, cui Il Secolo d’Italia dedicò un necrologio commosso.

TOSCANINI Arturo

Direttore d’orchestra-Candidato nella Lista fascista di Milano, per le elezioni del 1919..(Giodano Bruno Guerri-Fascisti-Le Scie Mondadori, Milano 1995, pag.72)

TRILUSSA

scrittore poeta-"Trilussa di cui lo spirito, la fede, e l'ammirazione affettuosa e devota pel Duce a nessuno sono ignote,ci ha consegnato le poesie che pubblichiamo sotto il titolo Favole Fasciste"-Asvero Gravelli pag.4 di Trilussa-Le Favole Fasciste-Istit. Editoriale Giovanile- Roma, 1927 - fece dichiarazioni di elogio al Duce ed al Fascismo

TROISI Dante

Scrittore-Prigioniero degli americani, dopo l’8 settembre 1943 si rifiuta di “collaborare� e viene rinchiuso nel campo dei “fascist�.

TROMBADORI Antonello

Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.- Su raccomandazione del padre, il pittore siciliano Francesco, Antonello Trombadori nel 1937 entrò nella redazione del "Tevere" di Interlandi .(Giampiero Mughini-A via della Mercede c'era un razzista-Rizzoli, Milano, genn. 1991, p.34)..Numerosi giovani che emergono ai Littoriali sarebbero poi passati al comunismo militante, c’era Trombadori..

TROTSKI

Ai socialisti italiani “…avete perduto l’unica carta seria: l’unico uomo che avrebbe potuto fare la rivoluzione sul serio� .

TUMIATI Gaetano

Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali. …prigioniero, rifiuta di combattere con gli americani e viene recluso nel “fascist criminal camp� di Hereford, è l’autore di “Prigionieri nel Texas�

UNGARETTI Giuseppe

scrittore poeta- firma il il manifesto Gentile (Manifesto degli intellettuali fascisti )di sostegno al PNF,a Bologna il 30/3/1925....esalta Mussolini i poeti Ungaretti….Iscritto al PNF...collaboratore del Popolo d’Italia , fascista convinto. …fece dichiarazioni di elogio al Duce ed al Fascismo -- Dal 1918 al ‘21Vive ancora a Parigi, lavorando presso l’ambasciata italiana e scrivendo corrispondenze per il "Popolo d’Italia" (il giornale di Mussolini). Nel 1942 è nominato Accademico d'Italia (la sua adesione al fascismo fu tempestiva e non subì mai grossi ripensamenti); da Cronologia.it-internet- Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai .

VALENTI Osvaldo

Attore, era ufficiale della X Mas ....Luisa Ferida ed Osvaldo Valenti vengono assassinati a Milano il 28 aprile dei '45, dalla banda partigiana di Giuseppe Marozin, su ordine personale di Sandro Pertini .

VALIANI Leo

62 dirigenti comunisti, fra cui Togliatti , Longo, Di Vittorio e Leo Valiani, firmano il manifesto del PCI, nel 1936 che dichiara “Noi comunisti facciamo nostro il programma fascista del 1919, che è un programma di pace, di libertà , di difesa degli interessi dei lavoratori�

VALLI Alida

Alida Valli, dovette andare a lavorare negli Stati Uniti, dove un'attrice in fama di ex amante di Mussolini incuriosiva soltanto.

VALLONE

Padre di Raf Vallone,attore comunista-..A Torino Raf allone, liceale al Cavour, universitario con il padre gerarca fascista......

VASSALLI Giuliano

Partecipa ai Littoriali del 1935 ( Il Borghese 16-4-1972- Nino Tripodi –Italia fascista- in piedi- ed.Borghese 1972) l'ex Ministro della Giustizia Giuliano Vassalli, nel marzo 1939 (dopo le leggi razziali) partecipava a Vienna al Convegno di collaborazione giuridica italo-tedesca, il cui documento conteneva il solenne impegno "di difendere i valori della razza con l'assoluta e definitiva separazione degli elementi ebraici dalla comunità nazionale".

VEDOVATO Giuseppe

Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

VELTRONE Saverio

coscienza critica del Pci torinese. aderì alla RSI

VELTRONI

Sapete cosa faceva negli anni '30 il padre di Veltroni? Il giornalista-speaker alla radio dell'EIAR, sua la radiocronaca trionfalistica della visita a Roma di Hitler.

VERGANI Orio

Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai

VIANELLO Raimondo

attore- Militò nella R.S.I quale bersagliere Prigioniero a Coltano ..- il fratello di Raimondo era tenente di vascello della X Mas ( vedi foto sul Giornale del 20-11-95) [13]

VIGORELLI Giancarlo

Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

VILLAROER Giuseppe

Poeta –Esalta Mussolini durante il Regime e aderisce alla RSI .

VITTORINI Elio

Squadrista, Marcia su Roma, partecipa al Convegno Scrittori (nazisti) Europei a Weimar, nell’ottobre 1942.... sostiene l’uso del “voi� in Antieuropa, nov-dicemb. 1939 .Vittorini negli anni Venti e Trenta scrive articoli inneggianti al Duce ed a Berto Ricci .C’eravamo tutti in piazza od incollati alla radio il 10 giugno del ’40,…. in quella folla urlante c’era Elio Vittorini , ex squadrista e marcia su Roma a quindici anni,, rappresentante della cultura fascista al convegno degli scrittori dell’Europa nazista a Weimar nel 1942, che poco più tardi chiamerà “figli di stronza� coloro che sotto per seguire l’insegnamento dato loro , anche lui docente; si arruolarono nella RSI

VIVARELLI Roberto

…Lo storico Roberto Vivarelli ha ammesso in un'intervista l'adesione alla X Mas di ]unio Valerio Borghese,( Giovinezza, giovinezza, prima col Duce poi col Pci-di Giuliano Spada - da "Libero" del 2/12/2003 )

VOLONTE’ Mario

padre di Gian Maria, ….1l 16 setembre 1943, nella Casa della GIL, in piazza Bernini 2 , viene costituito ufficialmente il Partito Fascista Repubblicano di Torino, tra il gruppo di fondatori, il conte Gaschi, Pernice e Mario Volontè….. poi tenente della Brigata Nera Capelli ,di Torino, e Comandante il Presidio di Chivasso. Il 30 n0vembre del 1944 , Mario Volontè, , dopo esser stato fermato dai fascisti stessi, viene denunciato dalla Federazione al Consiglio Militare per malvessazioni e soprusi contro la popolazione. Arrestato e condotto alle Carceri Nuove, verrà trasferito nella Fortezza di Pinerolo, dove resterà recluso sino alla fine della guerra…

VOLPE Gioacchino

scrittore-firmò il manifesto Gentile di sostegno al PNF,a Bologna il 30/3/1925- fascista, sostiene l’uso del “voi� in Antieuropa, nov-dicemb. 1939

VOLTOLINA Luigi

Padre di Carla Voltolina, moglie di Sandro Pertini-Fascista della prima ora...A Torino il nuovo direttorio del PNF si instaurano a fine agosto 1922 sono : Luigi Voltolina, Annibale Monferrino e Carlo Scarampi Del Carlo.

WELLS Herbert George

Herbert George Wells: "Mussolini ha lasciato il suo segno nella storia"

ZACCAGNINI Benigno

Zaccagnini, nel 1939 (un anno dopo le leggi razziali) pubblicava su Santa Milizia, periodico della federazione fascista ravennate, ben tre articoli in cui si denunciava il grave rischio "di un'eccessiva dilatazione dei confini razziali", poichè l'Italia la si salvaguardava "non confondendosi o mescolandosi con le altre genti"....ex- giovane fascista che insieme ai concittadini D’Alema Giuseppe e Boldrini Arrigo cambiò la camicia per apparire vergine.. Arrigo Boldrini ("Bulow"), capo della 28a Brig. Garibaldi, il 29-4-45 arrivò a Codevigo (RA) con la sua brigata su camion americani. Il giorno dopo sulle acque del Brenta affiorarono i primi cadaveri. Pochi giorni prima alcuni militi della GNR si erano consegnati prigionieri. Depredati furono uccisi a bruciapelo.In 19 giorni furono uccise 120 persone. Terminato il “lavoro" la 28a brigata tentò di annientare la 14a Compagnia partigiana perchè non comunista. A fianco di Boldrini operarono Benigno Zaccagnini e Giuseppe D'Alema, morto a novembre 1994 padre di Massimo, -SANTA MILIZIA (settimanale), 11 febbraio 1939 - BENIGNO ZACCAGNINI Articolo: "Problemi razziali: il meticciato" - "La razza può considerarsi come un termine intermedio tra individuo e specie, cioè fra due termini opposti, intendendo la specie, nel suo significato biologico, come la somma di tutti gli individui capaci di dare fra loro incroci fecondi".

ZACCONI Ermete

Il suo nome compare nell’elenco dei finanziati dal Regime

ZAGARI Mario

Ministro Socialista – Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.- Scrive su CIVILTA’ FASCISTA ,pag.289-annata 1937

ZANGRANDI Ruggero

scrittore- Fra i numerosi giovani che emergono ai Littoriali e che sarebbero poi passati al comunismo militante, vi è Zangrandi...Il suo nome compare nell’ elenco dei finanziati dal Regime .

ZANOLETTI Mario

Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

ZARDI Federico

Vince, nel 1938,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

ZAVATTINI Cesare

Collaboratore della rivista “PRIMATO FASCISTA� del ministro Bottai .

ZEVI Bruno

Vince ,quale rappresentante dei GUF (Gruppi universitari fascisti) i Littoriali.

ZINCONE Vittorio

Partecipa ai Littoriali del 1935 e diventa Littore di monografia corporativa .


[1]BOBBIO Norberto- “Torino, 8 luglio 1935- anno XIII E.F.- Vostra eccellenza, vorrà perdonarmi se mi rivolgo direttamente a Lei, ma la cosa che mi riguarda e di tale e così grande importanza, che non credo vi sia un altro mezzo più adatto e più sicuro per venire ad una soluzione.......dichiaro in perfetta buona fede che l’accusa su riferita....mi addolora profondamente e offende intimamente la mia coscienza di fascista� (Autobiografia di N.Bobbio,a cura di Alberto Papuzzi-Laterza 1997)

[2] BOCCA Giorgio -“Fu sempre "lui", il Bocca, il "ragazzo" quando ancora non capiva, che il 5 gennaio 1943 a denunciare alla polizia fascista l'industriale Paolo Berardi che, in un treno che percorreva la tratta Cuneo Torino, ebbe l'infelice idea di dire ad alcuni reduci dal fronte russo e dalla Francia che la guerra era ormai perduta. Per l'infelice industriale il destino volle che su quel treno, in quello scompartimento, vi trovasse pure "un ragazzo (ventitreenne) con il ciuccio in bocca", con "il ciuccio" ma già segretario del Guf di Cuneo e provincia, il quale con le sue piccole manine appioppò uno schiaffone al povero Berardi. Ma non solo, appena sceso a Torino, lo denunciò come detto, alla polizia quale "disfattista". Di questo atto l'imminente resistente si vantò con un non davvero ultimo atto da "integerrimo fascista", ostentando il suo gesto riportando lo con un raccontino intitolato appunto "La sberla... e la bestia", pubblicato su "la Provincia Granda" dell'8 gennaio 1943.

[3]Bonomi rispondendo alle sollecitazioni di Carlo Silvestri - che lo invitava a gettare tutto il peso della sua autorevolezza nel dibattito culturale e politico relativo al rapporto della Italia democratica con il recente passato littorio e con coloro che lo hanno incarnato, onde farvi prevalere le tesi distensive e conciliazioniste - così epistolarmente si esprime: “Caro Silvestri, ho ricevuto i giornali che documentano la tua tenace assidua intelligente opera per la pacificazione del Paese. Mi rallegro con te per l'attività spesa ad un fine così nobile ed alto. Io pure - nella mia faticosa campagna elettorale - ho perorato la medesima causa. E tempo che l'Italia esca dalle fazioni per entrare nel regime vero della democrazia, che vuol dire libertà e tolleranza. Io oggi posso fare assai poco. Sono ormai un solitario nell'epoca dei partiti di massa. Oggi il protagonista è la folla e non più l'uomo. E le folle si tengono con le tessere di partito. Se il socialismo tornasse sulle orme di Turati e di Bissolati il mio riformismo rifiorirebbe. C'è qui dietro di me il ritratto della Signora Anna (Anna Kuliscioff, compagna di Filippo Turati. N.d.R.) che mi ricorda tempi lontani e inobliabili. Purtroppo è il difetto dei vecchi di guardare indietro e di sentire la nostalgia del passato. Cordiali saluti dall'aff.mo Ivanoe Bonomi.� Ecco un Bonomi in edizione più che mai tricolore - nel primo dopoguerra si contrappose all'amico carissimo Bissolati nel rivendicare per l'Italia tutta la Dalmazia - e anche un po' antipartitocratico. �

[4] CHURCHILL Wiston "Nazioni diverse hanno modi diversi di fare la stessa cosa. (...). Nessuna questione politica può essere giudicata indipendentemente dalla propria atmosfera e dal proprio ambiente. Se fossi stato italiano, sono sicuro che sarei stato con voi dal principio alla fine contro i bestiali appetiti e le passioni del leninismo. Ma in Inghilterra non abbiamo avuto ancora da affrontare questo pericolo sotto la stessa forma micidiale. Noi abbiamo il nostro modo particolare di fare le cose. Ma su una cosa non ho il minimo dubbio, e cioè che noi [fascisti e democratici uniti -n.] riusciremo, nella lotta contro il comunismo, a strozzarlo.…….Dirò (...) qualche parola su un aspetto internazionale del fascismo. Esternamente, il vostro movimento ha reso un servizio al mondo intero. Il gran timore che ha sempre tormentato ogni capo democratico o socialista è quello di essere silurato o superato da qualche altro capo più estremista di lui. Si disse che una continua corsa verso la sinistra, una specie di fatale franamento verso l'abisso, fosse la caratteristica di tutte le rivoluzioni: l'Italia ha dimostrato che v'è un modo di combattere le forze sovversive, modo che può richiamare la massa del popolo ad una reale cooperazione con l'onore e gli interessi dello Stato." (W. Churchill, discorso all’Ambasciata inglese a Roma il 20.1.'27)

[5] CROCE Benedetto -Dante Lattes rispose prontamente sul settimanale Israel. Era il 1947. Da: ''Benedetto Croce e l'inutile martirio di Israele- dal settimanale Israel 30 Gennaio 1947 :�........Quello che più stupisce è il consiglio dato agli Ebrei di decidersi a scomparire ed a metter fine- dopo tanti secoli di resistenza e di martirio- alla loro esistenza, alla loro idea, alla loro fede, alla loro storia. Proprio così. E' un consiglio che Benedetto Croce non darebbe a nessun'altra religione, a nessun altro nucleo etnico o nazionale, ne ai Protestanti od ai Mussulmani che vivono in paesi cattolici o cristiani, nè ai Cristiani che vivono in paesi mussulmani, nè agli Italiani o agli Irlandesi di America, e che non darebbe neppure ai liberali, ai repubblicani, ai socialisti, ai comunisti che volessero persistere nella loro fede politica, dando con ciò occasione o pretesto a governi reazionari e tirannici di perseguitarli. In sostanza Benedetto Croce dice agli Ebrei:-''Vedete, son tanti secoli che voi vi intestardite a voler rimanere Ebrei, dando così occasione o pretesto agli altri di perseguitarvi. Se voi cessaste di essere Ebrei e cancellaste quella divisione nella quale avete persistito nei secoli e procuraste con ogni studio di fondervi sempre meglio con gli altri, Italiani, Francesi, Tedeschi, Russi, Romeni, Arabi, Cinesi ecc., evitereste agli altri l'occasione e il pretesto di perseguitarvi.''- Noi ci saremmo aspettati un altro ragionamento e un altro consiglio. Ci saremmo aspettati che Benedetto Croce si rivolgesse, con l'autorità del suo nome, ai persecutori anzichè ai perseguitati, onde ammonirli a non cogliere pretesto dalla diversità di fede degli Ebrei per tormentarli. [---------] Così si giunge ad un assurdo morale iniquo, cioè a giustificare i persecutori e condannare i perseguitati, ai quali si farebbero per di più temere stragi e ingiustizie anche in avvenire. [---------].....del resto gli Ebrei hanno tentato più volte di assimilarsi e fondersi coi popoli tra cui vivevano, fino a cancellare qualsiasi diversità tra loro e gli altri. Ma non sono riusciti nemmeno così a evitare l'antisemitismo e le persecuzioni. Gli altri li hanno maltrattati e rigettati anche dopo l'assimilazione più radicale, come è accaduto in Francia coll'affare Dreyfus, in America e in Germania coll'antisemitismo scientifico e politico, in Italia colle leggi sulla razza. [----------] B.Croce fa distinzione tra martiri necessari e martiri non necessari. Gli Ebrei sarebbero martiri non necessari. Ma qual'è il criterio per distinguere a priori gli uni dagli altri? Probabilmente il martirio cristiano dovette sembrare folle e inutile allo spirito dei pagani, come dovettero sembrare non necessarie e folli ai pagani le vittime che Israele lasciava sull'altare della sua fede, prima che nascesse il martirio cristiano. Anche nell'antichità pagana qualche tiranno o scrittore deve aver invitato gli Ebrei, colle buone o con le cattive, a fondersi sempre meglio o coi Babilonesi o coi Persiani o coi Greci e a non dar pretesto alle stragi colla loro cocciuta fedeltà al Dio invisibile. Ma poi si è visto che la persistenza ebraica e il martirio ebraico han pur dato qualche frutto e qualche contributo non vano alla storia e al progresso morale degli uomini. Dante Lattes- dal settimanale Israel- 30 Gennaio 1947

[6]DEL BOCA Angelo- Il suo passato di volontario dell'esercito repubblicano non gli impedisce di scrivere sugli ultimi combattimenti a Torino (Angelo Del Boca, Ricordi di un partigíano semplice): "I fascisti aprirono il portone e vennero fuori con due carri armati, credendo di farci pau- ra. Ma i nostri addetti ai bazzuca li lasciarono avvicinare poi una grande fiammata e tutto. fu distrutto. Visto che eravamo ben armati, alcuni fascisti cercarono scampo vestendosi in borghese, altri si arresero, i più scalmanati resistettero gridando 'Viva il Duce' e gridando morirono"... "Da per tutto si vedevano i partígiani, i fascisti sembravano tutti morti. Nelle vie si incontravano spesso i loro corpi crívellati di colpi",.. La sparatoria continuò fínchè arrivarono dei rinforzi che salirono nell'alloggío e riuscirono a farli prigionieri. Erano due giovani delle Brigate Nere in divisa. Sul ber- retto avevano disegnato un teschio e con aria spaval- da gridavano 'Viva il Duce'. Li portammo al comando e li fucilammo li fascista alzò le mani gettando l'arma. Tranquillamente ci seguì e senza una parola si diresse verso un monumento. Si aggiustò la divisa e il berretto e aspettò la morte. Era da ammirare. Moriva per il suo ideale".

[7]MANIFESTO del PCI dell’ agosto 1936-......nell'agosto dei 1936 Togliatti, membro dei Segretariato dell'internazionale comunista, lanciava il manifesto "Per la salvezza dell'Italia e la riconciliazione del popolo italiano", nel quale si so- steneva: "... Noi abbiamo ragione di inorgoglirci della nostra patria. Questa Italia bella, queste ricchezze so- no il frutto dei lavoro dei nostri operai, dei nostri brac- cianti, dei nostri contadini, dei nostri ingegneri, dei no- strí tecnici, dei genio della nostra gente. Noi comunisti facciamo nostro il programma fascista dei 1 9 1 9, che è un programma di pace, di libertà , di dife- sa degli interessi dei lavoratori; camicie nere ed ex combattenti e volontari d Africa, vi chiediamo di lotta- re uniti per la realizzazione di questo programma. ( ..) Noi proclamiamo che siamo disposti a combattere as- síeme a voi, fascistí della vecchia guardia e giovani fa- scísti, per la realizzazione del programma fascista del 1919, e per ogni rivendicazione che esprima un inte- resse immediato, particolare o generale dei lavorato- ri e dei popolo italiano. Diamoci la mano, fascisti e co- munisti, cattolici e socialisti, uomini di tutte le opínío- ni. Diamoci la mano e marciamo fianco a fianco per strappare il diritto di essere dei cittadini di un Paese civile qualè il nostro. Soffriamo le stesse pene, abbiamo la stessa ambizione: quella di fare l'Italia forte, li- bera e felice".

Il Manifesto, rivolto ai "popolo italiano, ai soldati, alle camicie nere, agli ex combattenti e volontari d'A- frica", era firmato da sessantaquattro esponenti comunisti, .

[8] FO Dario -“Si era arruolato nel battaglione “ A. Mazzarini� della Guardia Nazionale della “Repubblica di Salò “. Sulla rivista Gente, il 4 marzo 1978, vi era una bella fotografia con Dario Fo con la divisa da parà repubblichino. Il sergente maggiore istruttore dei paracadutisti fascisti, Carlo Maria Milani, durante un processo asserì che Dario Fo militò con la RSI e “ l’allievo paracadutista Fo era con me durante il rastrellamento della Val Cannobina per la riconquista dell’Ossola, e il suo compito era portare delle bombe�La sottoscritta aggiunge che conosceva molto bene Dario Fò negli anni 44/45, dato che sfollata a Cittiglio, paesino vicino a Varese, dove andava a scuola, era solita frequentare un bar con amici studenti e conobbe Fo personalmente. Tronfio come un gallo, un giorno, lo vedemmo apparire in divisa, e ci tacciò di pavidi per non essere arruolati come lui. Eravamo tutti ragazzi sotto i 15 anni, ma con un amore forte per il Fascismo e per il nostro Duce e solo la giovane età non ci permise di seguirlo. “.(testimonianza di Ercolina Milanesi , 04 Novembre 2005)

Nella sentenza del Tribunale di Varese del 15 febbraio 1979. si legge tra l'altro: “E’ certo che Fo ha vestito la divisa del paracadutista repubblichino nelle file del Battaglione Azzurro di Tradate. Lo ha riconosciuto lui stesso - e non poteva non farlo, trattandosi di circostanza confortata da numerosi riscontri probatori documentali e testimoniali - anche se ha cercato di edulcorare il suo arruolamento volontario sostenendo di avere svolto la parte dell'infiltrato pronto al doppio gioco. Ma le sue riserve mentali lasciano il tempo che trovano�. E ancora: “Deve ritenersi accertato che delle formazioni fasciste impegnate nell'operazione in Val Cannobina facessero sicuramente parte anche i paracadutisti del Battaglione Azzurro di Tradate. ( ... ) Non è altrettanto certo, o meglio è discutibile, che vi sia stato impiegato Dario Fo. Ma (...) la milizia repubblichina di Fo in un battaglione che di sicuro ha effettuato qualche rastrellamento, lo rende in certo qual modo moralmente corresponsabile di tutte le attività e di ogni scelta operata da quella scuola nella quale egli, per libera elezione, aveva deciso di entrare.E’ legittima dunque per Dario Fo non solo la definizione di repubblichino, ma anche quella di rastrellatore�. “Giorgio Albertazzi E' stato "repubblichino", militante addirittura nella famigerata Decima Mas, insieme all’attore-regista-scrittore Dario Fo, premio Nobel per la letteratura, ed a Mauro De Mauro (il giornalista assassinato dalla mafia a Palermo 35 anni fa, fratello dell'emerito linguista prof. Tullio che è stato ministro della Pubblica Istruzione in due governi delle sinistre-Ulivo), (“Sì, ero nella Repubblica di Salò, con il premio Nobel Dario Fo, “Pubblicato il 05/03/06 di Gaetano Saglimbeni.)

[9]OCCHINI Barna- su "Italia e civiltà ", scrive Occhini nel maggio dei '44: "Sono convinto che l'essere gli ebrei, nel- l'attuale guerra, i nemici dell Asse e gli amici delle Nazioni Unite, è un segno di forza per /Asse e un segno di debolezza per le Nazioni Unite (..). Germania e Italia, lacerando i veli e scoprendo nell'ebreo una piaga sul proprio corpo, è uno dei sintomi che l'Europa si ritrova. E questo è l'essenziale, che quando l'Europa torni alla propria più gloriosa vocazione intellettuale e morale. al proprio senso e concetto della vita, ai propri miti eroici e al proprio stile di civiltà , l'ebreo le cadrà di dosso, ípso facto, come una pelle secca" (Salvatore Francia-L’ALTRO VOLTO DELLA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA , ed.Barbarossa, Saluzzo CN 1988)

[10] da la Repubblica - Martedì, 2 dicembre 1986 - pagina 30 , di NELLO AJELLO

PIRANDELLO COSI' ERA (SE VI PARE) Chiese con un telegramma a Mussolini l' iscrizione al partito fascista

SE L' ECCELLENZA VOSTRA MI STIMA DEGNO... TUTTO cominciò con un telegramma. Mittente Luigi Pirandello. Destinatario Benito Mussolini. Eccellenza, così diceva il testo, sento che questo è il momento più propizio di dichiarare una fede nutrita e servita in silenzio. Se l' Eccellenza Vostra mi stima degno di entrare nel Partito Nazionale Fascista, pregierò come massimo onore tenervi il posto del più umile e obbediente gregario. E' questo telegramma il documento-base di quello scandalo (o almeno di quell' enigma) che continua a rappresentare, agli occhi di tanti ammiratori letterari, l' adesione al fascismo dell' autore dei Sei personaggi. Narratore e commediografo già anziano si avviava ai sessant' anni oltre che celebre e applaudito, quale bisogno aveva Pirandello di bruciare incensi al regime? Ansia opportunistica di riceverne favori? Non sembra il suo caso, anche perché come nota Gian Franco Vené in un suo esauriente saggio, Pirandello fascista l' adesione cadde in tempi non sospetti di piaggeria, cioè nel settembre 1924, tre mesi dopo il delitto Matteotti, quando il regime appariva malfermo e di incerto avvenire. Ambizioni politiche? Rientrano in una sfera che a Pirandello non apparteneva. Simpatia ideologica? Certo, se si dà per scontata la sincerità dell' adesione. Ma anche qui, a prima vista, l' enigma risulta di difficile soluzione. Uomo e scrittore percorso da dubbi laceranti, che anzi aveva posto un alveare di dubbi al centro della propria poetica, Pirandello sembrerebbe irriducibile alle granitiche certezze dell' ideologia littoria. Eppure, Pirandello fu fascista dei più ferventi. E tale rimase fino alla morte che cadde nel 1936, nel momento di massimo consenso del regime. Nei primi anni Venti molti intellettuali suoi coetanei, Benedetto Croce in testa, avevano mostrato simpatia per il fascismo con l' aria di chi sta a guardare e intanto reagisce, applaudendo Mussolini, ai sussulti di una rivoluzione proletaria sempre minacciata ma irrealizzabile. Passato il caos, essi pensavano, la politica dei nuovi governanti sarebbe rientrata nell' alveo del liberalismo eterno. Pirandello non fu vittima di questo abbaglio. La sua non fu un' adesione attendista. Al contrario, essa era venata di oltranzismo. Il suo sì non era provvisorio. Qualche mese dopo il telegramma, nello stesso autunno del 1924, lo scrittore, intervistato dal giornale L' Impero, non esita infatti a impartire al governo fascista una serie di consigli ispirati a una vera impazienza totalitaria. Eccoli: sbarazzare il terreno dalle chiacchiere, sopprimere la Camera dei deputati, sostituirla con un' assemblea mista di tecnici e di rappresentanti delle istituzioni basilari dello Stato. Procedere, inoltre, alla soppressione della stampa avversaria. Così Pirandello anticipa, nelle proprie preferenze, l' Italia totalitaria che Mussolini inaugurerà con il discorso del 3 gennaio 1925. Il perché di tanto zelo ultrà viene in genere spiegato e in questo il saggio di Vené è assai completo con l' accentuata avversione dello scrittore agrigentino per la democrazia giolittiana, un' epoca e un modo di governare che si voleva fossero felici e ai quali Croce nella Storia d' Italia avrebbe sciolto un inno. Profondamente pervaso di individualismo piccolo-borghese, Pirandello aveva in odio il socialismo (che era l' altra parte contraente della politica di Giolitti), diffidava delle ideologie, che considerava semplici parole, disprezzava la politica e non credeva alla rivoluzione democratica. Credeva, invece, nella rivolta del singolo e nell' azione individuale, sia pure disorganica. Si riconosceva nel tiranno, nel potere d' uno solo come figura tragica e benefica, capace di modellarsi sui desideri dei suoi sudditi, di impersonare in se stesso uno, nessuno e centomila. In Mussolini, despota ex ribelle, abile camaleonte, ideologo anti-ideologico, finì per trovare l' interprete del proprio modello. Chi, scrittore a sua volta, ha conosciuto Pirandello anche negli ultimi anni di vita, ha potuto cogliervi queste inclinazioni ideali. Mario Soldati, che lo frequentò abbastanza a fondo, avendo collaborato con lui nella preparazione di un film, lo considera il fondatore della corrente dei riduttori, cioè di coloro che hanno una visione appunto riduttiva e quasi denigratoria dell' Italia, che non stimano adatta alla democrazia. Alberto Moravia racconta che una volta, incontrando Pirandello, gli rivolse la domanda fondamentale: Scusi, ma lei perché si è iscritto al Fascio?. La risposta fu: Se sapesse, Moravia, che schifo faceva il parlamento!. Del fascismo non amò tuttavia, a quanto risulta, i variopinti rituali, la politica-spettacolo, il clamore. Forse lo voleva più serio, più composto, meglio intonato ai suoi ideali di borghese del primo Novecento. Più simile, insomma, a quella tirannia a misura d' uomo che aveva intravisto nei suoi sogni d' artista.

[11] Stanis Ruinas “Uno scrittore immeritatamente dimenticato, che ebbe parte attiva in senso giornalistico-letterario nella RSI, il sardo Stanis Ruinas - vecchio fascista con forte vocazione di sinistra, dalle complesse vicende esistenziali e politiche postbelliche -, in un libro dedicato ai fatti tremendi dell'Italia '43-'45, edito nella seconda metà degli Anni Quaranta con il titolo “Pioggia sulla Repubblica�, narra di una famiglia veneziana nell'ambito della quale due figli giovani, uno fascista e uno legato alla Resistenza, contendono, non certo ad armi cortesi. I ragazzi, nel tardo pomeriggio di ogni giorno, lasciavano la casa paterna per vivere pienamente il proprio impegno militante in modo violento e periglioso. Fu così che una sera, a conclusione di scontri fra Neri e Rossi, uno dei due divenne - senza saperlo e senza volerlo - l'assassino dell'altro. E così quella madre pianse. Quei genitori piansero. “Enrico Landolfi inTABULA RASA N. 6-7, OTTOBRE 1992

[12]SPADOLINI Giovanni- E' il caso di riportare alcuni rari articoli di Giovanni Spadolini,... Su "Italia e Civiltà " deil 15 febbraio 1944, analizzando il ventennio, scrive:"... dal '25 al '36 all'íncirca il fascismo era stato una cosa sola con l'Italia, si era fuso e immedesimato in essa; come dei resto era naturale"... "in tutto questo periodo il fascismo, pensiero e azione, si era incardinato in special modo su un uo- mo: Mussolini; i suoi collaboratori già da allora erano spesso uomini di secondo piano, di limitata compe- tenza, anche se più onesti e ardenti e diritti di quelli che vennero dopo. Dal '36 in là , però, vi scivolarono dentro e vi presero piede in sempre maggior numero i profittatori, gli ambiziosi, i retori, gli intriganti, gli opportunisti,, sicché esso perse a poco a poco la sua agilità e il suo dinamismo rivoluzionario, si cristallizzò in un partito borioso e pletorico, proprio mentre riaffíoravano i rimasugli della massoneria, i rottami del liberalismo, i detriti del íudaísmo; e nel tempo ístesso in cui persino la monarchia nascostamente si svincolava dal regime e, appoggiata da una cappella di generali massonicí e di politici dissidenti od ostili, ne sabotava lo sforzo, non solo in pace, ma (e questo è più tragíco) anche in guerra". Continua l'8 aprile 1944: "I nostri obiettori ci lanciano sul viso l'accusa ultima, decísíva: sono stati sba- glíati i tempi, dicono essi, o almeno sono state brucia- te le tappe. Accusa facile, facilmente convalidata dal- l'infelice decorso della guerra, e ancora dalla impre- parazíone, morale e militare, con cui 17talia è entrata nel conflitto. Ma non si dimentichi quanto proprio Mus- solíni attese, spesso con nostro malumore, prima di impegnarsi in questa guerra, che, per quanto non vo- luta, non preparata dallvtalía 'lui e noi sentivamo de- terminante per le sorti dvtalia, necessaria per affrancarci, per liberarci da quelle oppressioni e limitazioni, che ci avevano mozzato il respiro, conteso il pane e imbrigliato la volontà per tanti anni. Ricordiamoci che non Mussolini, non l'Italia ha favorito la nuova confla- grazione nella forma e nel momento, almeno, in cui è scoppiata; nonostante che Mussolini abbia tante volte nei suoi discorsi (ed è uiosa "E' noto infatti a tutti che, dopo il riarmo tedescn altro argomento forte dei nostri nemici) infiammato, esortato alla guerra, incita- to al combattimento, alla vita dura, tesa, rischo, il riarmo russo, il riarmo inglese e il riarmo americano (tutti fatti avvenuti fra il '35 e il '40, ma manifestatisi in forma evidente solo fra ii'38 e ii'40, e quello russo nep- pure allora), l'Italia, che, nel periodo fra Locarno e l'E- tiopia aveva raggiunto una posizione preminente in Eu- ropa, sia come regolatrice ed equilibratrice delle ver- tenze continentali sia come nazione espansionista e colonialista (primato anche ideologico, riconfermato con la guerra di Spagna), negli anni successivi aveva dovuto necessariamente adattarsi alla mutata situazione continentale, alla nuova gerarchia dei valori, e stabilire una salda alleanza con la potenza, politicamente e idealmente, a lei più affine in quell'ora, per potersi preparare insieme a sostenere i nuovi eventi. "E non si dica che, una volta scoppiata la guerra, contro la volontà italiana che, dai patti di Pasqua all'in- contro di Monaco e alle proposte dei settembre '39, si era palesata sempre favorevole a un'intesa europea, i'italia potesse restare indefinitamente neutrale, per speculare, per ingrassarsi alle spalle dei Paesi combat- tenti e sanguinanti. Poiché è chiaro che una grande potenza, posta all'incrocio di essenziali vie marittime, con fondamentali interessi marittimi da difendere e sai- vaguardare e altrettanto fondamentali obiettivi econo- mici e militari e territoriali da realizzare, con in più un potente rinnovante principio ideale da diffondere, non poteva appartarsi da un conflitto in cui si' poneva in giuoco il destino dell'intero mondo. "Dunque, ripetiamo, vi possono essere stati, vi so- no stati errori, colpe, debolezze, insufficienze, tradimenti, leggerezze e viltà , nell'ambiente militare come in quello politico, che hanno gravemente pregiudicato l'esito della guerra, compromesso la sorte dell'Italia; ma è tutt'altra questione dal motivo ispiratore, dall'impulso originario, dalla finalità primordiale di quella politica, che viene accusata di orgoglio, e che orgogliosa invece poteva, doveva essere dopo la prova di saldezza dei popolo italiano nel '15-'1 8, e che all'Italia appunto, nelle relazioni internazionali, in soli venti anni con- ferì per la prima volta forma e fisionomia di Nazione- guida. "Dei resto, per tornare, e per l'ultima volta, alle nostre anime buone, bisogna affermare a voce alta che tutti coloro che vogliono sempre abdicare ai loro so- gni, non s'accorgono che in fondo un popolo non acquista, non acquisterà mai pace e riposo e rispetto e sicurezza, coi tagliarsi gli attributi della propria virilità nazionale. "Ché, anzi, la storia d'Italia dimostra che più il po- polo italiano ha rinunciato ai suoi diritti e più è stato fustigato, umiliato, deriso, spogliato, ed offeso. "Ciò che, certamente, capiterà un'altra volta agli italiani tutti, se essi non sapranno riguadagnare la stima e la considerazione dei mondo". .(Salvatore Francia-L’altro volto ella repubblica sociale italiana , ed.barbarossa,Saluzzo cn 1988)

[13] VANELLO Raimondo- E non è un caso se nel 1945, nel Cantachiaro n.2, prima rivista satirica del dopoguerra ideata da Garinei e Giovannini, debutta proprio nel ruolo di un ufficiale, nonostante la sua esperienza da militare non fosse stata delle più felici. Vianello ,bersagliere, aveva aderito all’esercito della RSI «per ribellione verso il colonnello comandante che il 12 settembre, con un piede già sulla macchina carica di roba, mi chiamò per dirmi a bassa voce come fosse una confidenza: “Vianello, si salvi chi può!�».Così Vianello ritenne di «non volersi perdere la sconfitta», per usare le parole di un altro repubblichino, Mauro De Mauro, il giornalista siciliano ammazzato dalla mafia nel 1970. Scelta che costò a Vianello la detenzione nel campo di concentramento americano di Coltano, insieme ad altri futuri colleghi come Walter Chiari o Enrico Maria Salerno.Decisione dolorosa, per i genitori, anche quella di fare l’attore. La madre, la marchesa Virgilia Accorteti e il padre Giulio, ammiraglio, avrebbero voluto che il figlio seguisse la carriera militare, diplomatica o, al limite quella forense, continuando a studiare giurisprudenza e, semmai, a sferrare qualche dritto nella celebre palestra Colombo di Roma. Ma l’incontro con il teatro di rivista rappresentò per il giovane Vianello «un colpo di fulmine».«Per mio padre fu come se gli avessero affondato la flotta» e, per lenirne il dispiacere, Raimondo acconsentì di modificare il cognome in Viani. -Il Secolo d’Italia, 10 maggio 2006





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20 giugno 2011

I tre porcellini e il lupo cattivo ebreo

 

I tre porcellini e il lupo cattivo ebreoTutti conosciamo la storia dei tre porcellini, una favola tradizionale europea pubblicata la prima volta nell’Ottocento. Ciascuno di loro, bocconcini ambiti per il lupo cattivo, deve costruirsi una casa: il primo utilizza la paglia e il lupo la butta giù con un soffio; il secondo il legno e ugualmente il lupo la distrugge; il terzo, più saggio, ne tira su una di mattoni contro la quale la bestia nulla potrà se non finire in un pentolone di acqua bollente mentre tenta di entrare passando per il camino. A seconda delle versioni, i primi due vengono divorati oppure no.

La storia fu ripresa da Disney nel famosissimo cartone animato I tre porcellini (Three little pigs) del 1933 che conobbe un grande successo che si rinnova ancora oggi ogni volta che viene riproposto al cinema o in TV.

E infatti, il film è stato trasmesso la scorsa settimana dalla televisione pubblica austriaca. La cosa, tuttavia, non è passata inosservata perché i telespettatori austriaci hanno visto delle scene originarie, successivamente tagliate e sostituite per una nuova versione, in cui il lupo cattivo veniva rappresentato come un venditore di spazzole ebreo, con naso sproporzionato e lunga barba, che parlava con il tipico accento yiddish.

In seguito alle numerose proteste, il direttore della programmazione si è scusato per aver permesso che andassero in onda quelle scene.
http://it.paperblog.com/i-tre-porcellini-e-il-lupo-cattivo-ebreo-437153/




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20 giugno 2011

Turchia sospesa tra democrazia e fondamentalismo

 

La Turchia è spaccata in due. La sua politica, come la sua posizione geografica, è in bilico tra due mondi, quello islamico-conservatore e quello occidentale. E i risultati delle ultime elezioni presidenziali lo dimostrano.

A vincerle è stato Recep Tayyip Erdogan, leader del Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (AKP) di stampo islamico-conservatore, che è al governo dal 2002, e che ha ottenuto il 49,9% dei voti per un totale di 325 seggi.

Fino ad oggi il suo partito ha contribuito a rafforzare il ruolo del paese nella regione, a favorirne la crescita e ad alimentare i rapporti diplomatici con gli altri paesi, facendo della Turchia una potenza economica di rilevanza mondiale. Tutti dati che avvicinano il paese al continente europeo. Ma ci sono anche molti elementi che creano una distanza apparentemente incolmabile tra Ankara e Bruxelles.


È necessario però fare un passo indietro. Dal 2005 sono in corso le negoziazioni ufficiali per l’entrata della Turchia nell’Unione Europea, all’epoca fortemente voluta ma tutt’altro che scontata. Sia perché solo il 10% del territorio del paese si trova sul continente europeo, sia per le profonde differenze socio-culturali che dividono i due mondi.

Oggi invece , nonostante queste trattative non siano mai state interrotte, l’interesse ad entrare a far parte dell’UE potrebbe essere scemato. La Repubblica parlamentare turca, membro del G20 e in pieno boom economico, ha infatti ritrovato un ruolo egemonico nella regione in seguito alla crisi del mondo arabo e potrebbe decidere di diventarne la guida, senza dover rinunciare alla propria identità islamica.

Ed è proprio la re-islamizzazione della Turchia, uno degli elementi che caratterizzano la politica di Erdogan, che si dimostra quindi in controtendenza rispetto a quella parte del paese più laica ed occidentalizzata.

Lo scopo del capo di stato sarebbe quello di «ridare il suo posto all’Islam in Turchia e restituire al naturale erede dell’Impero Ottomano il suo ruolo nel mondo», spiega un diplomatico europeo che conosce il presidente da lunga data.

Per il nuovo mandato, è prevista la riforma della Costituzione (scritta circa trent’anni fa quando al governo c’era una giunta militare) e molti temono un approccio antidemocratico del neoeletto presidente, che non si è mai distinto per apertura e tolleranza. Anzi, esattamente il contrario.

Tuttavia, per portare avanti le riforme sarà necessario il supporto anche degli altri partiti, visto che l’AKP avrebbe dovuto totalizzare 330 seggi per procedere autonomamente.


A seguire il partito di maggioranza per numero di voti, ci sono il Partito Popolare Repubblicano che ha totalizzato il 25,9% e il Partito di Azione Nazionale che ha ottenuto il 13%, ma a stupire sono soprattutto i risultati del partito filo-curdo che ha quasi raddoppiato i suoi elettori ottenendo 36 seggi.

La minoranza, che ha trovato il suo posto in parlamento costituendo una fetta relativamente ampia della popolazione, è sempre stata discriminata e repressa, anche dallo stesso Erdogan.

Questa volta però, l’uomo si è dichiarato a favore di un’apertura al «consenso e al dialogo con gli altri partiti e più in generale con la società». Ha inoltre promesso «umiltà» e collaborazione con i rivali.

Ieri notte però, durante i festeggiamenti per i risultati elettorali, un ordigno è esploso nel sud-est della Turchia ferendo 11 persone che festeggiavano la vittoria dei candidati curdi.

Il paese rimane quindi in bilico, su un filo sospeso tra dialogo democratico e fondamentalismo islamico.

Davide Ghiglione Il secolo IXX




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