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25 settembre 2013

All'Onu l'ambasciatore israeliano racconta questa barzelletta

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Un giorno d'estate si soffocava per il caldo e Mosè decise di fare un bagno. Si guardò intorno, si accertò che non ci fosse nessuno, si tolse dunque i vestiti e si immerse nell'acqua. Quando tornò, i suoi vestiti erano spariti. Glieli aveva rubati un arabo!
Sentita la barzelletta un ambasciatore arabo protestò:
"é intollerabile trattare il mio popolo come composto di ladri! E ai tempi di Mosè non c'erano arabi, in Palestina!"
"Grazie, è proprio quello che volevo dimostrare, cominciando il mio discorso".
       




permalink | inviato da LiberaliPerIsraele il 25/9/2013 alle 13:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


8 agosto 2010

Firmate contro la nuova legge UE sulla vivisezione

Ricevo e pubblico con infinito piacere, conto anche che vogliate darne la più ampia diffusione a questa mail, GRAZIE di cuore sin d’ora per quanto potrete fare.

 
Hurricane 53
 
Era un beagle, prima di aver fatto la cavia
 
Chiediamo a tutti voi la massima diffusione e massiccia partecipazione. Vogliono approvare una legge a MISURA DI VIVISETTORE.
 
Leggete tutto fino in fondo e poi firmate, magari non servirà a nulla ma non possiamo tacere e non provarci nemmeno.

Associazione Le Sfigatte

PER FIRMARE LA PROTESTA ON LINE
www.leal.it/campagna-bruxelles/petizione-online/


Ai primi di settembre, il Parlamento Europeo voterà la nuova Direttiva sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici.
 
È una legge a misura di vivisettore, che NON OBBLIGA a utilizzare i metodi sostitutivi ai test con gli animali neppure laddove esistono.
 
In compenso essa permette di:

- Sperimentare su gatti e cani randagi;
- Riutilizzare lo stesso animale più volte anche se ha già provato intenso dolore e angoscia;
- Sperimentare senza anestesia
- Costringere un animale al nuoto forzato fino all'esaurimento;
- Tenere in isolamento totale e prolungato cani e scimmie;
- Creare animali geneticamente modificati mediante procedure chirurgiche.

Per saperne di più
www.leal.it 

PER FIRMARE LA PROTESTA ON LINE
www.leal.it/campagna-bruxelles/petizione-online/
 

FATE GIRARE, ABBIAMO POCO TEMPO PER RACCOGLIERE LE FIRME E IL MESE DI AGOSTO NON CI AIUTA!
 
Le Sfigatte




permalink | inviato da LiberaliPerIsraele il 8/8/2010 alle 8:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


26 settembre 2009

Giovane genio hi tech iraniano si vota a causa anti-Ahmadinejad

 

 Ali Jahanshahi, giovane genietto dell'hi tech- britannico-iraniano, ha smesso di vendere computer per arrivare a New York dedicandosi ad un ambizioso progetto: contribuire a far cadere il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad.

Più che a protestare per la presenza nei giorni scorsi di Ahmadinejad all'assemblea generale dell'Onu, Jahanshahi ha detto di essere arrivato per scambiarsi conoscenze con altri giovani iraniani che stanno usando Internet per un"hack-attivismo" per mandare messaggi, video e informazioni ai simpatizzanti dell'opposizione in Iran.

 

"Il governo dell'Iran tenta di creare ostacoli ai contestatori per impedire loro di organizzarsi online, ma noi stiamo usando strumenti per superarli", ha detto Jahanshahi, 20 anni, nel corso di una manifestazione di protesta all'esterno della sede Onu.

 

"Noi pubblichiamo video, messaggi tweet e realizziamo siti per aiutare gli iraniani a organizzarsi".

 

Da quando le proteste antigovernative sono scoppiate dopo le contestate elezioni iraniane del 12 giugno, il governo ha rallentato la velocità delle connessioni Internet, chiudendo siti web ed arrestando membri dell'opposizione che tentano di organizzarsi online.




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25 agosto 2008

obsession la guerra dell'islam radicale contro l'occidente




Terrorismo in Iraq. Terrorismo in Afghanistan. Terrorismo in Europa. Terrorismo negli USA. E' un'ossessione mondiale per il terrorismo. Il 4 novembre, gli Americani decideranno come meglio affrontare la questione.
Guarda il Trailer su You Tube

Il


3 dicembre 2007

In kefiya e a braccetto con gli hezbollah...dove ci porterà D'Alema?

 Dalema a Beirut
Non dimentichiamo queste immagini













Si capiscono tante cose di un governo quando un suo ministro - ad esempio, quello italiano degli Affari Esteri, Massimo D'Alema - afferma che un'iniziativa «è già un successo in sé», anche se non produrrà risultati. L'evento in oggetto è la Conferenza Internazionale sul Medioriente svoltasi ad Annapolis, Usa, il 27 novembre e qualche risultato invece l'ha ottenuto: una firma, degli impegni, l'avvio di un negoziato, nuove minacce, la collera di chi vuole annientare Israele e adesso affila le armi. Ma non è questo il punto.

Dalla politica estera del proprio governo un popolo esige strategie forti e tattiche coerenti con un programma volto a tutelare e promuovere al meglio gli interessi, la sicurezza e l'immagine del paese. Considerare un successo una conferenza, anche se sarà inutile, è davvero troppo poco, tanto più quando si tratta di una questione, come quella mediorientale, di rilevanza cruciale per il futuro del pianeta e nella quale, per la nostra posizione geografica, siamo così direttamente coinvolti. A maggior ragione questo vale se si tiene conto del ruolo internazionale dell'Italia.

Il nostro Paese attualmente è uno dei 10 membri non permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e lo sarà anche nel 2008. Con tutti i limiti che ben conosciamo, tuttavia questo organismo ha compiti e responsabilità importanti e per due anni l'Italia li condivide e ne è gravata. Il meglio della diplomazia italiana al Palazzo di Vetro finora è stata la battaglia per la moratoria della pena di morte che, in sostanza, e malgrado l'esultanza per il successo dell'iniziativa presso l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, lascia le cose esattamente come erano. Decine di paesi firmano continuamente protocolli, documenti, dichiarazioni e piani d'azione - contro le mutilazioni genitali femminili, i bambini soldato, la tortura, le mine antiuomo - e poi neanche pensano ad applicarne il contenuto, avvantaggiandosi però dei diritti e dello status riconosciuti alle nazioni classificate come democratiche.

Inoltre l'Italia sta per diventare il primo stato dell'Unione Europea ad avere un rappresentante diplomatico permanente presso la Lega Araba, l'organizzazione con sede al Cairo, Egitto, nata nel 1945 con funzioni di coordinamento in ambito economico, politico e sociale dei suoi 22 componenti. L'accordo è stato raggiunto alla fine di ottobre. L'incarico di «formal liason officer» è stato affidato all'ambasciatore italiano al Cairo, Claudio Pacifico, che avrà il compito di rappresentare gli interessi italiani nel mondo arabo, ma anche di curare gli affari degli altri paesi comunitari. Il memorandum firmato il 31 ottobre dal Direttore generale per il Mediterraneo e il Medio Oriente del Ministero degli affari esteri, Cesare Maria Ragaglini, e dal capo gabinetto del Segretario Generale della Lega Araba, Hisham Yusef, prevede attività di stretta cooperazione a livello politico, economico, scientifico e mediatico e una fitta agenda di incontri e di summit. Verrà ufficializzato entro la fine dell'anno in occasione della visita a Roma del Segretario Generale della Lega, Amr Moussa. Nel presentarlo alla stampa, Ragaglini si è detto «particolarmente orgoglioso del memorandum che testimonia gli stretti rapporti con la Lega Araba e il mondo arabo» e ha spiegato che il nuovo accordo rappresenta un «momento fondamentale della strategia di approfondimento lanciata dal governo italiano sia nell'ambito della partnership con l'Egitto sia nei confronti del mondo arabo nella sua interezza». Da parte sua, Yussef ha apprezzato la strategia di approfondimento lanciata dal governo italiano nei confronti del mondo arabo: l'Italia negli anni «ha sempre dimostrato amicizia nei confronti degli arabi - ha ricordato - questo atto è la formalizzazione di un ruolo che Roma già aveva e che adesso vogliamo rendere ancora più importante».

Rafforzare i già stretti legami con il mondo arabo, intensificare la partnership con esso ed esserne considerato amico di lunga data: forse non è questo che il popolo italiano vuole dalla Farnesina, non mentre è in corso un conflitto mondiale che sono stati proprio i paesi arabo islamici, in prima fila proprio quelli della Lega, a scatenare, dichiarando guerra all'Occidente nel 2001. Il primo atto di questa guerra è stato il documento presentato il 31 agosto di quell'anno alla Conferenza mondiale delle Nazioni Unite contro il razzismo svoltasi a Durban (Sud Africa) che chiedeva ai governi convenuti di dichiarare Europa, Stati Uniti e Israele rei di razzismo e crimini contro l'umanità: gli Stati Uniti e Israele hanno lasciato la conferenza e gli altri stati occidentali hanno rifiutato di firmare. Subito dopo ci sono stati gli attentati dell'11 settembre. In tale contesto storico, una rappresentanza diplomatica italiana presso la Lega Araba sarebbe cosa utile se il nostro Paese fosse saldamente ancorato all'Occidente e si assumesse il compito di farsi portavoce degli interessi e dei valori della civiltà alla quale appartiene. Data la composizione dell'attuale governo, il condizionale è d'obbligo: nessun italiano di buon senso avrebbe mai voluto vedere un ministro della Repubblica a braccetto con un Hezbollah. Massimo D'Alema lo ha fatto, a Beirut, nell'estate del 2006 .

Grazie ad Anna Bono




1 giugno 2005

Cari amici

Una cara amica mi ha inviato queste riflessioni sue, e di sua figlia, la ringrazio di cuore e le dico che ammiro questo bellissimo rapporto di complicità che ha con la  meravigliosa figlia.



Cari amici,

mi permetto di inviarvi alcune riflessioni sui documentari visionati ieri sera (ndr :Binario 21, di Pittau, ed  una scelta delle testimonianze sulla Shoah curate da Spielberg).

Non voglio certamente esprimere giudizi in rapporto alla qualità artistica dei lavori presentati.  Non possiedo nè le capacità nè la competenza per fare ciò.

O forse non voglio, semplicemente, farlo.

Perchè l’impatto emotivo che provocano questi films è grande, e tale deve essere, specialmente in questa epoca di revisionismo, nell’interno della quale noi c.d. “grandi” – gli adulti!- rischiamo altrettanto “alla grande”: non se ne può più di ricordare, di ricorrenze, di buonismo o di cinismo estremo.

Ma si sa : c’è chi, come la sottoscritta, si ostina a vivere nel mondo delle fiabe...

Mi sono chiesta spesso: da ragazzina, cresciuta a suon di “Se questo è un uomo”ed Einaudi 1963, “Tu passerai per il camino”, “Ricorda cosa ti ha fatto Amalek”, “Kapò” e via andare...( cito solo alcuni titoli) , leggevo voracemente storie simili, e più truci erano, più le apprezzavo, ora, appena si accenna a lager ed affini tende a scendere la lacrimuccia. Con sommo scoramento, e disappunto, e malcelata disapprovazione delle maestre con le quali collaboro, non sono mai riuscita a vedere per intero “La vita è bella” e tendo a sconsigliare la lettura del “Diario di Anna Frank” alle allieve a favore delle risposte a lieto fine , come “Quando Hitler rubò il coniglio rosa” od i racconti di Lia Levi. Sarà che sono mamma, sarà rincoglionimento precoce...

Ma qui mi soccorre Miriam, che parla dalla parte dei c.d. “piccoli”.

Vorrei dare la parola a Miriam, che sta per compiere 13 anni, la stessa età della piccola deportata del discusso ”Binario 21”.

“Ho sempre visto film e letto racconti che trattano della Shoah, ma solo stasera ( ndr. ieri sera) ho capito.

Prima si trattava di film: si sa, nei film il morto non è mai un morto vero , no?! mamma?! tu ripeti sempre a me ed a Isa che sullo schermo è tutta una finzione! quando Perlasca si dispiace per tutti quei morti.... si sa, è cinema! anche se si sa che è tratto da una storia vera non sono cadaveri veri!  ma se ascolti dalla viva voce di persone reali... allora tutto cambia: sai che è successo veramente. Sono loro, quelle persone, che te lo stanno raccontando.

“Perlasca”, “Schindler List”, “L’isola in via degli uccelli”, “Una valle piena di stelle” non sono più finzione, racconto: diventano testimonianza.

Se i miei compagni di classe, che sono notoriamente un po’ scemi, vedessero i documentari di stasera, non so se riderebbero come al solito, se non gli resterebbe proprio niente. Forse farebbero un po’ i bulli: “Guarda che faccia buffa ha quello lì!” ma sarebbero colpiti “dentro” da quelle storie.

Non può essere altrimenti.

Io ho tredici anni: la bimba di “Binario 21” aveva tredici anni come me.

Non ho mai capito prima di stasera come tutte quelle storie potessero essere reali.

Quei documentari sono forse un po’ lunghi, a tratti noiosi.  Di “Binario 21” si capiva poco, forse più per problemi tecnici che per altro.

Ma a me, a parte il sonno, sono piaciuti.

Sarebbe bello che venissero proiettati nelle scuole”

 

Miriam sta piano piano sostituendo la realtà alla fantasia. Sta crescendo, ed io sono felice per “come” cresce, per le cose che mi ha detto ieri sera.

Dopo ieri sera, Miriam non è più la stessa.

Non credo che proprio “tutti” i suoi compagni proverebbero sentimenti analoghi dopo la visione di quei documentari; ma forse qualcuno sì.

Varrebbe la pena provare.

 

 

shabbath shalom

 

anna elisabetta levo    miriam levo sofia

 

consulenza grafica di isabella “elisabeth” levo sofia

 




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22 maggio 2005



Welcome to israelVisit!

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