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31 marzo 2006

India l'aborto selettivo delle bimbe

 
 
GLI ABORTI Ogni anno 500 mila feti di sesso femminile vengono abortiti. In India l’interruzione di gravidanza è legale dal 1971 ma è vietato quella selettiva

LE DONNE
Sono sempre meno le donne presenti nel Paese. Nel 1901 ce n’erano 972 ogni mille uomini. Oggi solo 927.
 
GLI STATI
Punjab, Haryana, Tamil Nadu e Rajasthan  sono gli Stati in cui viene maggiormente praticato l’aborto selettivo e l’infanticidio. In Haryana ci sono solo 861 donne ogni mille uomini. In alcuni villaggi del Rajasthan non ci si sposa da anni per mancanza di donne
 
Il ginecologo «incastrato» da tre donne incinte dotate di telecamere.
 Ogni anno 500 mila aborti selettivi
Strage delle bimbe, prima condanna Due anni a un medico indiano per aver rivelato il sesso del nascituro
«Signora, lei aspetta una bambina, ma non si preoccupi penseremo noi ad eliminare il problema». Il dottor Anil Sabhani, intraprendente ginecologo nello Stato di Haryana in India, non poteva immaginare che questa frase, pronunciata con una leggerezza che solo l’abitudine può dare, gli sarebbe costata due anni di carcere. E un’improvvisa notorietà. Perché ieri in India, per la prima volta, un medico e il suo assistente sono stati condannati per aver fatto ricorso alle tecniche per determinare il sesso del nascituro, vietate dal governo indiano già nel 1994 nel disperato tentativo di fermare la strage delle bambine. Ogni anno sono 500 mila i feti di sesso femminile eliminati con l’aborto legale, dieci milioni negli ultimi venti anni. E si calcola che siano molti di più quelli praticati clandestinamente. Perché in India una figlia è una disgrazia, soprattutto economica. E per una dote, anche questa una pratica illegale, i genitori arrivano a spendere fino a 29 mila euro. Un tempo c’era solo l’infanticidio. Le piccole non vivevano più di due o tre giorni. Senza mangiare, senza bere. Poi un’erba velenosa poneva fine alla loro pena. Ma negli anni ’80 il progresso ha peggiorato la situazione. L’ecografia ha raggiunto anche le più sperdute zone rurali rendendo facile capire il sesso del feto. «Paga 500 rupie oggi per risparmiarne 50 mila in futuro» è lo slogan ancora oggi in voga nello Stato di Tamil Nadu dove il 60% delle bambine vengono sistematicamente eliminate. Cinquecento rupie, nove euro, è il costo di un’ecografia oggi in India. Cinquantamila rupie, quasi mille euro, è la cifra minima che una famiglia deve sborsare come dote per la sua bambina nel giorno del matrimonio. Tanta gente ha seguito il consiglio. E l’India è diventata il Paese delle bambine mai nate. Nel 1901 le donne erano 972 ogni mille uomini. Nel 2001 il divario era aumentato: 933 ogni mille, oggi sono 927 su mille (in Europa la proporzione è di 1050 a mille). In alcuni Stati, come quello di Haryana dove lavora il ginecologo condannato o del Punjab, ci sono solo 861 femmine ogni mille maschi. E in alcuni villaggi del Rajasthan, terra affollata dai turisti per le fantastiche dimore dei maharaja, non si celebrano matrimoni da anni per mancanza di spose.
Il dottor Anil Sahbani e il suo assistente Kartar Singh sono stati «incastrati» da tre signore incinte che, dotate di telecamere e microfoni, hanno accettato di fare da «esche» per la polizia. «Una condanna storica» è il commento di Vinay Agarwal, presidente dell’Associazione dei medici indiani. Un bel passo avanti in un Paese dove, ogni anno, 25 mila donne adulte vengono uccise per non aver portato la «dote» al marito. Un primo risultato per il governo di Nuova Delhi che da anni combatte, almeno a parole, la strage. Non solo con i divieti. Nello Stato di Tamil Nadu il governo locale apre un conto in banca per ogni piccola nata stanziando dalle 15 mila alle 22 mila rupie (277-400 euro). «Perché l’unico modo per cancellare il male - dice il direttore di una Ong locale - è crescere una nuova generazione di bambine».
Monica Ricci Sargentini




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