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10 agosto 2007
Liberazione degli infermieri: il figlio di Gheddafi parla di "ricatto" – Le Figaro
"E’ un gioco immorale, ma hanno stabilito le regole del gioco, e gli europei pagano ora il prezzo ...", ha dichiarato Seif al- Islam Gheddafi.

Il figlio del presidente libico, Seif al-Islam Gheddafi, continua a commentare, apparentemente in modo contradditorio, la liberazione degli infermieri e del medico bulgari.
Dopo aver definito, l’altro ieri, che la conclusione di "una questione umanitaria non può essere oggetto di uno scambio", Seif el-Islam questa volta sul settimanale americano Newsweek parla di un "ricatto" dalla doppia faccia.
"Un ricatto? Può darsi. È un ricatto, ma anche gli europei hanno fatto un ricatto", spiega". "E' un gioco immorale, ma hanno stabilito loro le regole del gioco, e gli europei ora pagano il prezzo ...", dichiara Seif al-Islam Gheddafi. "Tutti hanno giocato la propria carta per favorire gli interessi del proprio paese".
Alla domanda di Newsweek "se i francesi avessero offerto più degli altri", il responsabile libico risponde: "Parliamo di centinaia di milioni di euro per sostenere il comparto sanitario in Libia". Secondo il figlio della guida libica, non costerà “meno di 300 milioni di euro per l'ospedale di Bengasi", che la Francia si era impegnata di rinnovare da più di un anno. Parigi non ha mai fornito gli importi circa il costo dei lavori.
Seif al-Islam Gheddafi non si ferma a ciò ed esprime il suo parere sul progetto francese per la costruzione di una centrale nucleare destinata alla desalinizzazione dell’acqua di mare. (Il reattore) "è molto grande e molto costoso" assicura. Per parte sua, il gruppo europeo EADS ha firmato un contratto per la fornitura di missili anticarro Milan per 168 milioni di euro. Ribattendo alle critiche dell'opposizione in Francia, il presidente Sarkozy aveva escluso ogni idea di "contropartita".
Le Figaro – Traduzione Alberto/Hurricane
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