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11 novembre 2012
Re Leone nella foresta di Gaza: i personaggi di Disney rivisti e trasmessi dalla tv jihadista
L'immagine del maestoso Re Leone di Walt Disney che, da solo, mette in fuga un esercito di ratti armati di mitra e gonfi di dollari sintetizza lo stato delle cose in Terra Santa: forze in campo, alleanze, strategie. L'ultimo cartone animato mandato in onda da al Aqsa tv, l'emittente del movimento islamico Hamas, racconta la questione palestinese dopo la guerra civile di Gaza così come la vedono i nuovi signori della Striscia.
Re Leone, criniera esuberante e ruggito melodioso come il richiamo del muezzin, rappresenta Hamas, il partito dell'ex premier Ismail Haniyeh uscito vittorioso dallo scontro con Abu Mazen. I topi sono gli avversari di al Fatah, battuti sul campo nonostante il numero soverchiante e i kalashnikov pagati dagli americani: guidati da un comandante con gli occhiali da sole neri e la voce dell'ex governatore Mohammed Dahlan, incendiano le case, devastano le moschee, profanano il libro sacro del Profeta Maometto. Una favola di cinque minuti intitolata «Messaggio ai gruppi criminali della Cisgiordania occupata», che non sono più solamente le brigate dell'esercito israeliano, ma anche quelle palestinesi fedeli al presidente Abu Mazen. Già due mesi fa al Aqsa aveva utilizzato Mickey Mouse per diffondere tra i bambini sura del Corano e sintassi della jihad.
Gaza non ha pace. Nei giorni scorsi le fazioni rivali hanno ripreso a sparare per le strade e mille e cinquecento persone sono scese in piazza contro il regime islamico imposto dagli uomini di Haniyeh. La Muqata di Ramallah, quartier generale di al Fatah, controlla militarmente le città della Cisgiordania con l'aiuto degli israeliani: teme il contagio della guerra civile. Quando tacciono le armi, i palestinesi combattono tra loro a colpi di trasmissioni televisive. Le gesta di Re Leone, che il direttore esecutivo di al Aqsa tv Hazem Sharawi si è affrettato a sconfessare come «controinformazione nemica», sono l'ultimo atto di un conflitto a bassa intensità esploso all'indomani della vittoria elettorale di Hamas.
«Il cartoon è volgare, Hamas non ha più legge né morale» dice Fahmi al Zhair, portavoce di al Fatah. Da mesi, l'ufficio di Abu Mazen denuncia la campagna mediatica degli estremisti di Gaza, al Aqsa tv, l'antenna di Hamas, ma anche «il microfono fondamentalista» di al Jazeera. Perché, spiega, una fonte interna alla Muqata, la rete spesso definita «Cnn araba», «si è schierata da subito con i fanatici di Hamas e boicotta ogni tentativo di pace». «Siamo quotidianamente intimiditi dalle milizie di Fatah. Ci seguono, ci minacciano, disturbano le trasmissioni», rivela Fatima, inviata palestinese di al Jazeera che chiede di restare anonima.
Re Leone contro i topi è metafora della trincea che spacca i territori palestinesi, parla una lingua semplice e raggiunge la gente. Ma può essere letta in vari modi. Topi vigliacchi che fuggono al primo potente ruggito, secondo Hamas. Topi che perdono la battaglia ma vincono la guerra, secondo Fatah. Conclude sarcastico Fahmi al Zhair: «Il Re Leone voleva la foresta? L'ha avuta, gliela abbiamo lasciata, ora c'è chiuso dentro».
Francesca Paci
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