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28 giugno 2011

il mandato di cattura internazionale non cambia la situazione della Libia

 di Simone Cantarini
Per lo storico, Gheddafi preferisce farsi uccidere piuttosto che mollare il potere. Poche le speranze di una soluzione diplomatica del conflitto prima di settembre.

Roma (AsiaNews) – “Il mandato di cattura del Tribunale dell’Aja contro Gheddafi non ha alcun tipo di ripercussioni sull’attuale situazione libica. La Nato non fermerà i bombardamenti e il rais non se ne andrà. In caso di fuga si farà ospitare in un Paese dove non è prevista l’estradizione”. È quanto afferma ad AsiaNews Angelo Del Boca, giornalista e docente universitario che da oltre 30 anni studia la Libia e il suo leader.

“Gheddafi ha tessuto il suo mito per oltre 42 anni – afferma Del Boca – preferisce farsi uccidere piuttosto che mollare il potere e uscirne del tutto sconfitto”. Lo storico sottolinea la stessa linea sul fronte opposto con Francia, Gran Bretagna e Italia, che continuano a bombardare, nonostante il passo indietro degli Stati uniti, le critiche interne e gli alti costi economici della guerra.

Secondo lo storico, non vi sono speranze per una soluzione pacifica per il conflitto prima della fine ufficiale delle operazioni Nato prevista per settembre. Del Boca fa notare che tutti i tentativi di accordi fatti finora sono andati a vuoto. Ieri il leader libico ha abbandonato anche il tavolo organizzato dai membri dell’Unione africana (Ua), unico organo internazionale che a tutt’oggi ha avuto contatti diretti con il rais. “Gheddafi – spiega Del Boca - non si considera un capo di Stato, ma un leader rivoluzionario senza alcun incarico specifico e utilizza questo atteggiamento per intralciare gli accordi e non mostrare debolezze”.

Tuttavia lo storico sottolinea la particolarità del "personaggio" Gheddafi e non esclude colpi di scena. “Finché è in vita – afferma - tutte le ipotesi sono in mano a lui”.




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