.
Annunci online

  LiberaliPerIsraele “la libertà dell’Occidente si difende sotto le mura di Gerusalemme”
 
Diario
 








  







Liberali per Israele 






     
  A Shuny 
                     

    
  




 Contatori visite gratuiti


31 maggio 2011

Noi, israeliani felici

Molti mi chiedono perché sono venuta a vivere in Israele. “Hai lasciato l’Italia? Un paese così bello, arte, musica…”. Si , è vero, l’Italia è bellissima ma sono venuta qui perchè volevo sentirmi uguale e non diversa come mi sono sempre sentita nella mia vita. Non volevo più sentirmi dire: “Sei ebrea? Non ti vergogni per quello che fate ai palestinesi?” volevo essere con quelli che avrebbero dovuto vergognarsi di voler vivere e ai quali non era permesso proprio a causa dei poveri palestinesi . Sono ebrea, spiegavo, sono sionista e volevo sentirmi a casa senza dover sempre giustificare la mia appartenenza. Amo Israele, amo gli israeliani, soffro nel vedere come sono descritti fuori da qui, all’estero, anche in Italia. Gli israeliani! E’ difficile incontrare persone più gioiose, sincere, amiche e pazienti. Vivono da 63 anni con la minaccia di essere eliminati come Nazione, hanno sopportato 6 guerre per la distruzione del loro/mio Paese, hanno sopportato anni di terrorismo, eppure sanno amare la vita, sanno essere felici tanto che Israele risulta essere il settimo Paese più felice al mondo.

La mia scelta di venire a vivere in Israele  in realtà chiude un cerchio iniziato dal padre di mia nonna e per questo vi racconterò la sua storia  che è la storia di tantissimi ebrei della sua epoca, parlo di due secoli fa, ormai, tanto tanto tempo fa.

Il padre di mia nonna era scappato dalla Russia per evitare il servizio militare di 35 anni obbligatorio per gli ebrei e per tentare di arrivare nella Terra, in Erez, allora Palestina ottomana.

Aveva attraversato l’Europa a piedi , insieme ai suoi fratelli, per arrivare in un porto del mare Adriatico e da là imbarcarsi per la Terra dove arrivavano sempre più numerosi gli ebrei dell’Est in fuga dai pogrom e da persecuzioni di ogni genere.
In Ungheria una zingara gli aveva letto la mano: “Arriverai in una città sul mare. Là ti fermerai, avrai cinque figli, morirai giovane”.
Il padre di mia nonna arrivò a Trieste dove si innamorò di un’ebrea greca fuggita  a sua volta con la famiglia da Corfù a causa di un pogrom che sconvolse la ricca comunità ebraica dell’isola (la storia degli ebrei è storia di fughe e incontri e ancora fughe). Non si imbarcò mai per la Palestina, accompagnò al porto i suoi fratelli, li salutò e non li rivide mai più.
Rimase in Europa per amore di una giovanissima ebrea dagli occhi verdi che non capiva il suo yiddish e gli parlava in ladino, lingua degli ebrei di origine spagnola. Fu la lingua Sacra delle preghiere, l’ebraico, che li aiutò  a comprendersi e vissero insieme tutto il tempo che il destino concesse loro.
Ebbero cinque figli e lui, Chaimzill detto Ignazio, morì a 50 anni a Vienna, la mattina del matrimonio del suo primogenito.
Consola, la moglie dagli occhi verdi, per il resto del tempo che gli sopravvisse portò sulla sua tomba un uovo sodo, un sassolino e una tazza di the che rovesciava sul marmo.
I loro cinque figli entrarono nel silenzio dell’assimilazione, furono dei bravi ‘ebrei di corte’ laureati, intellettuali, ricchi, con occhi colmi delle antiche memorie che volevano dimenticare forse per essere meglio accettati in un mondo ostile.
Non parlavano mai, con i loro amici goyim, di quel piccolo ebreo russo che aveva lasciato la sua città, il suo quartiere ebraico, il suo mondo per sfuggire all’odio e per ritornare alla Terra, quel Erez Israel che si sussurrava essere la salvezza, la dignità, la Pace, la Casa.
Quattro maschi e una femmina avevano avuto i genitori di mia nonna e solo lei salvò il ricordo delle radici e del popolo antico cui apparteneva la famiglia. Lei sola ebbe la capacità e di tramandare le tradizioni e l’orgoglio di sentirsi ebrea e sionista.
Mia nonna raccontava e raccontava, senza stancarsi, storie affascinanti e misteriose di gente sconosciuta e lontana. Raccontava della madre di suo padre che portava la parrucca perchè religiosa ortodossa. Raccontava che un giorno, dalla Russia lontana, erano venuti i genitori a trovare il figlio a Trieste ma non avevano resistito a lungo: lei, la Madre, mandava la servitù a lavare piatti e pentole in mare perchè niente era ‘kosher’ in quella città straniera , nemmeno l’acqua.
Raccontava, mia nonna, raccontava a me forse perchè sapeva che io, femmina tra due maschi, avrei raccolto il messaggio, avrei saputo ritrovare le radici nascoste per due generazioni sotto l’illusione dell’assimilazione necessaria per poter condurre una vita ‘normale’.
Forse inconsapevolmente sperava che proprio io avrei chiuso quel cerchio aperto da suo padre: dalla Russia a Israele.
E io ho allevato mio figlio con l’orgoglio e la dignitàè apprese da mia nonna e da mia mamma, gli ho parlato di Israele, delle nostre origini, delle nostre sofferenze, l’ho nutrito di amore e sionismo e un giorno mi ha detto “Mamma io parto”.
Ed è partito per la Terra dei padri.
E dopo più di un secolo e mezzo eccoci qua, noi, i discendenti di quel piccolo ebreo russo che non aveva mai conosciuto la Terra.
Qui sono io, e qui è mio figlio, Aaron, e qui è nato Yonatan, figlio suo e di Tanya, il primo piccolo sabra della nostra famiglia. Qui è arrivato anche uno dei miei due fratelli.
Il cerchio si è chiuso e il padre di mia nonna mi guarda dal ritratto sul muro con i suoi occhi antichi e pazienti. Gli ebrei sanno aspettare, la sofferenza glielo ha insegnato.
Che sorrida?
Lui voleva prendere una nave per arrivare in Palestina.
La nipote di sua figlia ha preso un aereo ed è arrivata in Israele.




permalink | inviato da LiberaliPerIsraele il 31/5/2011 alle 14:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

sfoglia     aprile        giugno
 

 rubriche

Diario
La cucina ebraica
Filmati e humour
Documenti
Israele
Archivio
Ebraismo
Viale dei giusti e degli eroi
Made in Israel
Il meglio in libreria
Kibbutz

 autore

Ultime cose
Il mio profilo

 link

Komunistelli
il reazionario
animaliediritti
Facebook
yahoo gruppi
informazione
israele
ucei
hurricane
CERCO CASA
Esperimento
Antikom
societapertalivorno
iljester
lehaim
milleeunadonna
lideale
bendetto
focusonisrael
asianews
viva israele
giuliafresca
stefanorissetto
ilberrettoasonagli
pensieroliberale
jewishnewssite
ControCorrente
Fort
Centro Pannunzio
bosco100acri
essere liberi
Fiamma
Maralai
Nomi in Ebraico
Barbara
Raccoon
Salon-Voltaire
Frine
Serafico
Enzo Cumpostu
Israele-Dossier.info
Dilwica
300705
Deborah Fait
Nuvole di parole
calendario laico
gabbianourlante
imitidicthulhu
Fosca
Geppy Nitto
Topgonzo

Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0

Feed ATOM di questo blog Atom