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30 maggio 2011

*La Gaza Flotilla: A proposito di ' risposte sproporzionate '


di Manfred Gerstenfeld*

*(Traduzione di Angelo Pezzana)*

*Flotilla turca Manfred
Gerstenfeld*

**

Circa un anno fa, il 31 maggio 2010, sembrò, viste le reazioni mondiali,
che nelle acque internazionali davanti a Israele, stesse per verificarsi un
evento di proporzioni globali. Marinai israeliani vennero inviati sulla nave
turca Mavi Marmara, una delle sei navi che si riteneva stessero portando
aiuti umanitari a Gaza. Mentre i marinai israeliani venivano aggrediti con
violenza inaudita appena messo piede a bordo per ispezionare la nave, sei
passeggeri tra i più violenti venivano uccisi.

Negli ultimi mesi, sono avvenuti incidenti, solo apparentemente giudicati
meno gravi. Li hanno ignorati coloro che l’anno scorso avevano reagito con
forza contro Israele. Migliaia di civili sono stati uccisi o feriti dalle
forze governative in paesi arabi o musulmani come Siria, Libia, Egitto,
Yemen, Tunisia e altri. In Siria più di 50 persone sono state uccise in
diverse città soltanto durante il fine settimana del 21 maggio. Se i critici
di Israele avessero reagito conseguentemente come avevano fatto per l’affare
della Flotilla, oggi sarebbero distrutti dalla fatica per quanto avrebbero
dovuto darsi da fare.

Le continue critiche a Israele sull’affare Flotilla è solo l’ennesimo
esempio di quanto sia diffuso in Europa il pregiudizio contro Israele. Già
verificabile quando quelle critiche venivano formulate. Israele mise in
guardia in anticipo gli organizzatori che non sarebbero potuti entrare a
Gaza. La marina israeliana si era offerta di accompagnare la nave al porto
di Ashdod per le opportune verifiche. Ispezionare che non vi fossero armi,
mentre gli aiuti umanitari sarebbero stati subito inviati a Gaza per via di
terra. Israele era anche disponibile a condividere i controlli con una terza
forza che rappresentasse le Nazioni Unite, nel trasferimento del carico. Il
rifiuto da parte degli organizzatori della Flotilla rese chiaro che tutta
l’iniziativa non aveva nulla di umanitario, ma consisteva in una pura
provocazione.

Quei critici non avrebbero avuto difficoltà ad informarsi che gli
organizzatori e i finanziatori della spedizione era la società turca IHH.
Secondo il rapporto del 2006 dell’Istituto danese di studi internazionali,
la pseudo umanitaria IHH era collegata con al-Qaeda e con i centri
internazionali islamisti. Come sempre, la diligente baronessa Catherine
Ashton, l’alto Commissario per gli affari esteri dell’Unione Europea, dopo
poche ore condannò in un comunicato la violenza e ordinò una
immediata,completa e imparziale inchiesta sullo scontro. Richiedendo la fine
del blocco navale di Israele a Gaza.

In un altro documento estremamente contrario a Israele, emesso il 17 giugno
e approvato a larga maggioranza, il Parlamento europeo condannò l’attacco
alla Flotilla perché avvenuto in acque internazionali, sostenendo che andava
contro il diritto internazionale. Anche se, nello stesso tempo, vi furono
molti pareri espressi da esperti in legislazioni internazionali che si
richiamavano al “Manuale di applicazione delle leggi internazionali a
proposito di conflitti armati in mare redatto nel congresso di San Remo”.

Una condanna che è un altro esempio di come l’Europa demonizzi Israele.
Il 2 giugno, il Parlamento tedesco, il Bundestag, ha adottato una
risoluzione senza precedenti. Sosteneva che era evidente che Israele aveva
violato il principio di proporzionalità, aggiungendo che un simile
comportamento non era nell’interesse politico di Israele, né alla sua
sicurezza. Qualcuno commentò che mai prima d’ora il Parlamento aveva emesso
una risoluzione simile, nemmeno riguardo agli stati che più di tutti violano
i diritti umani nel mondo.
Il Centro Simon Wiesenthal scrisse che “ non abbiamo mai notato una simile
unanimità dai politici tedeschi quando i terroristi di Hamas e Hezbollah
colpivano i civili israeliani, inclusi i sopravvissuti della Shoah e le loro
famiglie”.

Gert Weissekirchen, un tedesco esperto di antisemitismo e già deputato
socialista, ha scritto che, prima del voto,i parlamentari avrebbero dovuto
informarsi su chi erano gli organizzatori della Flotilla e sul livello della
loro propaganda. Si stupì anche di come il Parlamento tedesco potesse
decidere su cosa era utile per la sicurezza di Israele. Ma anche se si fosse
comportato in questo modo, come aveva potuto prendere una simile decisione
senza consultare prima la Knesset ?

Fra i paesi europei che condivisero la teoria della ‘risposta
sproporzionata’, vi furono Svezia, Norvegia, Gran Bretagna, Belgio, Irlanda,
Portogallo, Latvia, Spagna. Mentre altri, tra i quali Italia,Olanda,Polonia
e Romania si espressero con un basso profilo.

Da allora, c’è stata molta informazione su chi abbia organizzato la
Flotilla. Sette dei nove uccisi avevano dichiarato prima della partenza che
era loro desiderio morire da ‘martiri’. Accanto agli affiliati all’IHH, vi
erano a bordo affiliati a gruppi terroristi. La Mavi Marmara, la nave più
importante e altre due avevano a bordo passeggeri, e carichi di altro
genere. Parte degli ‘aiuti’, nascosti dentro a reti, erano chiaramente armi
dirette a Hamas. Fra gli ‘aiuti’, vi erano anche medicine scadute. Molti
passeggeri sulla Mavi Marmara erano armati, pronti ad aggredire. Furono
rinvenute armi che non avrebbero dovuto trovarsi su una nava che dichiarava
di trasportare aiuti umanitari.

Un recente studio del ricercatore investigativo Steven Merley, un esperto
in estremismo politico, ha rivelato che è risultata evidente la
collaborazione del governo turco nell’incidente della Flotilla, compresa la
responsabilità del Primo Ministro Tayyip Erdogan. Il rapporto dimostra che
l’aiuto del governo turco alla Flotilla era arrivato attraverso il canale
dei Fratelli musulmani. Vale a dire la presenza di dirigenti del partito di
maggioranza turco AKP alle riunioni con i Fratelli musulmani per sostenere
la Flotilla, così come ci sono stati incontri tra Erdogan stesso con le
delegazioni del settore internazionale dei Fratelli musulmani e i leader
inglesi e francesi della Flotilla prima che salpasse per Gaza.

Tra pochi giorni, in giugno, una Flotilla ancora più grande sta
preparandosi a partire per Gaza, pronta a ripetere la provocazione dello
scorso anno. E’ quindi probabile che scorrerà altro sangue sulla ‘primavera
araba’. E’ urgente che Israele lanci una campagna di informazione prima che
le navi cariche di falsi pacifisti e loro sodali si apprestino a partire

 




permalink | inviato da LiberaliPerIsraele il 30/5/2011 alle 20:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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