.
Annunci online

  LiberaliPerIsraele “la libertà dell’Occidente si difende sotto le mura di Gerusalemme”
 
Diario
 








  







Liberali per Israele 






     
  A Shuny 
                     

    
  




 Contatori visite gratuiti


30 maggio 2011

I palestinesi e il diritto alla reazione del più debole

  
   
Scritto da Gianni Pardo   

Image

 

La completa libertà di parola che si suppone (a torto) sia consentita sui blog, permette ogni sorta di sciocchezza, di ingiuria, di assurdità. Quando però una tesi è sostenuta in buon italiano da persone garbate e ragionevoli, è bene prenderla in considerazione.
Un lettore sosteneva che i palestinesi, dal momento che reputano di avere subito una grave ingiustizia da parte di Israele, hanno diritto agli atti di violenza. Mentre Israele, essendo in torto, non ha il diritto di difendersi. Diceva in particolare: se su Trieste piovessero missili lanciati dalla Slovenia o dalla Croazia, l’Italia avrebbe tutto il diritto di andare ad impartire una severa lezione a quegli Stati, “perché l’Italia non ha fatto nessun torto né alla Slovenia né alla Croazia”. Mentre il caso dei palestinesi è diverso.
Il ragionamento è per parecchi versi sorprendente.
Il concetto di comportamento negativo, comunque tale da legittimare una reazione, è del tutto opinabile. Nel 1939 la Germania aveva l’intenzione di attaccare la Polonia e sostenne di essere stata attaccata dalla Polonia: sicché la risposta di Hitler, con l’invasione dell’intero Paese, fu un atto di legittima difesa. Sappiamo benissimo che il Führer mentiva, ma come dimostrarlo sul momento? Chi vince decide qual è la verità. Per decenni l’Unione Sovietica ha stabilito che il massacro di Katyn era stato opera dei nazisti (e questo hanno creduto i comunisti locali e stranieri) e il riconoscimento della verità è cosa di un paio d’anni fa. Da un lato si può calunniare la controparte solo per poterla attaccare, dall’altro si può negare un proprio comportamento delittuoso. Il criterio è peggio che opinabile.
Ma ammettiamo che uno Stato Forte tenga un comportamento riprovevole nei confronti di uno Stato Debole: i cittadini di quest’ultimo devono ricorrere alla violenza, al terrorismo, all’aggressione bellica? La risposta è no. Semplicemente perché non è nel loro interesse. Se lo Stato Forte è tanto immorale da infliggere senza motivo sofferenze allo Stato Debole, tanto maggiori ne infliggerà quando sarà giustificato dalla legittima difesa. Fra l’altro, finché non avranno reagito, le vittime potranno sempre invocare il diritto e la morale violati, invece dal momento in cui avranno cominciato a scatenare attentati o comunque a compiere atti di guerra, non avranno diritto a nessuna considerazione. Chiunque dia inizio ad una rissa poi non si può lamentare se le prende.
Un caso esemplare è quello dei missili che per anni sono stati lanciati da Gaza sul territorio di Israele. I palestinesi reputano l’occupazione dei Territori un atto illegittimo, contrario alle risoluzioni dell’Onu ecc. Dimenticano che sono loro che, nel 1948, hanno violato la risoluzione dell’Onu concernente la spartizione della Palestina; dimenticano che allora, come nel 1967, essi hanno dato inizio ad una guerra con l’intenzione di cancellare Israele dalla carta geografica e possibilmente uccidere tutti i suoi abitanti; dimenticano che ci hanno ancora riprovato, con i loro alleati, nel 1973: ma ammettiamo che, soggettivamente, considerino l’occupazione Israeliana un’ingiustizia contro cui sarebbe giusto reagire. L’invio di missili con la speranza di far strage di israeliani innocenti è il mezzo giusto?
Da un lato è giuridicamente e umanamente inammissibile tentare coscientemente di uccidere dei civili colpevoli solo di avere un’altra nazionalità. Dall’altro, lo sparo di razzi sul territorio dello Stato vicino costituisce atto di guerra cui si ha il diritto di reagire con i metodi della guerra. Israele, dopo che per anni si era inutilmente lamentata, ha deciso l’operazione Piombo Fuso, dimostrando all’aggressore che era in grado di farlo pentire. Ed è quello che è successo: ciò che non avevano ottenuto le rimostranze giuridiche ed umane l’hanno ottenuto i carri armati. Gli abitanti di Gaza hanno avuto qualche migliaio di morti e la pioggia di razzi su Israele è cessata. Si è visto che l’unico modo di far cessare la violenza era la controviolenza.
I palestinesi si sono attirati tutti i guai in cui si trovano: un tempo sarebbe bastato che accettassero la partizione dell’Onu del 1947; oggi basterebbe che accettassero la convivenza pacifica con Israele e avrebbero il loro Stato. Gerusalemme infatti non chiede di meglio che dimenticarli. Con le loro aggressioni hanno solo ottenuto di non potere andare a lavorare in Israele e, all’occasione, rappresaglie grandiose come quella di Gaza.
Chi giustifica i palestinesi non li favorisce. Anche accettando il parere del lettore, pure se i palestinesi avessero il “diritto” di reagire contro Israele, è certo che non vi hanno interesse. Nei confronti di uno Stato più forte, né il terrorismo né gli attentati sono una risposta valida. Nessuna guerra è stata mai vinta così ed è possibile che la rappresaglia aggravi le condizioni del vinto invece di migliorarle.
Gianni Pardo, giannipardo@libero.it Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , pardonuovo.myblog.it

 




permalink | inviato da LiberaliPerIsraele il 30/5/2011 alle 16:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

sfoglia     aprile        giugno
 

 rubriche

Diario
La cucina ebraica
Filmati e humour
Documenti
Israele
Archivio
Ebraismo
Viale dei giusti e degli eroi
Made in Israel
Il meglio in libreria
Kibbutz

 autore

Ultime cose
Il mio profilo

 link

Komunistelli
il reazionario
animaliediritti
Facebook
yahoo gruppi
informazione
israele
ucei
hurricane
CERCO CASA
Esperimento
Antikom
societapertalivorno
iljester
lehaim
milleeunadonna
lideale
bendetto
focusonisrael
asianews
viva israele
giuliafresca
stefanorissetto
ilberrettoasonagli
pensieroliberale
jewishnewssite
ControCorrente
Fort
Centro Pannunzio
bosco100acri
essere liberi
Fiamma
Maralai
Nomi in Ebraico
Barbara
Raccoon
Salon-Voltaire
Frine
Serafico
Enzo Cumpostu
Israele-Dossier.info
Dilwica
300705
Deborah Fait
Nuvole di parole
calendario laico
gabbianourlante
imitidicthulhu
Fosca
Geppy Nitto
Topgonzo

Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0

Feed ATOM di questo blog Atom