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24 novembre 2010

ricostruito presso Degania il capanno che cento anni fa ospitò la prima Comune che diede vita al movimento kibbutzistico

Là dove ebbe inizio il movimento del kibbutz
Le ultime tegole del tetto sono state piazzate sull’edificio di legno ricostruito, il cui originale era stata una delle icone del pionierismo ebraico nella Palestina Mandataria. Dopo aver lavorato duro sotto il sole cocente della Valle del Giordano, la squadra della Società per la Conservazione del patrimonio storico israeliano si è seduta all’ombra di una palma e ha confrontato il proprio lavoro con una sbiadita fotografia in bianco e nero dell’edificio originale.
Nella foto, scattata da Avraham Susskin, si vedono i membri della “Comune Hadera” sui gradini, sul tetto e accanto all’edificio di legno che avevano costruito a Umm Juni. Questo è esattamente il posto dove ha avuto inizio l’idea del kibbutz, e quella foto è il simbolo visivo più importante di quegli inizi: Degania. Lo scorso ottobre c’è stata una cerimonia ufficiale per celebrare il centenario del movimento kibbutzistico, durante la quale è stato inaugurato il sito di Umm Juni, il luogo natale del movimento. I 3.000 dunam (750 acri) ad est dello punto in cui il fiume Giordano esce dal lago di Tiberiade erano stati acquistati dal Fondo Nazionale Ebraico (KKL) ed facevano parte dei possedimenti di una fattoria nota come Chatzer Kinneret (Cortile Kinneret), ad ovest del fiume.
Tre agricoltori furono i primi ad arare quella terra, nel 1909. In quei giorni non c’erano ponti sul fiume, e c’era molto lavoro da fare. Così gli agricoltori stavano ad Umm Juni tutta la settimana e tornavano a Chatzer Kinneret solo nei fine-settimana. Fu là che nacque l’idea di affittare la terra a un gruppo di lavoranti. Ma nel 1909 gli agricoltori fecero sciopero contro i rappresentanti del Barone Rothschild, che gestivano la fattoria, e l’idea di affittare la terra fu quasi messa da parte.
Alla fine, comunque, la terra fu assegnata a sette dei migliori agricoltori della Galilea, che la lavorarono con successo per un anno. Dopo di che, fu affidata alla Comune Hadera. Nel 1912 furono costruite le prime abitazioni permanenti in quello che sarebbe diventato Degania: il primo kibbutz.
"Questo posto è tanto importante quanto è stato trascurato – dice Omri Shalmon, vicedirettore generale della Società per la Conservazione del patrimonio storico israeliano, parlando dei molti anni in cui Umm Juni fu praticamente dimenticato – Umm Juni è una storia di persone, non di architettura. È una struttura modesta, dove ha avuto inizio qualcosa di grande. Non è un edificio imponente, non è il Taj Mahal. O meglio, è un Taj Mahal ideologico”.
Il kibbutz Degania Alef, la Società per la Conservazione del patrimonio storico israeliano, il Fondo Nazionale Ebraico ed il Consiglio Regionale della Valle del Giordano hanno unito gli sforzi per dare al luogo la dignità che merita. "Per anni a Degania Alef abbiamo sognato il giorno in cui il sito sarebbe entrato a far parte del patrimonio storico – dice Shai Shoshani, segretario de kibbutz – Ci chiedevamo come portare i visitatori su questa collina nuda e offrire loro un’esperienza interessante”. Infine decisero che l’edificio in legno in cui gli agricoltori pionieri avevano vissuto e lavorato sarebbe stato il punto focale del progetto.
Il problema era che non era rimasta traccia dell’edificio originale. Così l’architetto Roni Palmoni di Degania si è messo a fare ricerche sull’argomento, e con l’aiuto di qualche foto ha cominciato la ricostruzione, cercando di rimanere il più possibile fedele alla struttura originale. "In questo luogo i giovani che per primi sognarono il kibbutz non immaginavano certo quanto significato avrebbe avuto la loro modesta azione”, dice Yossi Vardi, presidente Consiglio Regionale della Valle del Giordano.

(Da: Ha’aretz, 20.09.10)

Nella foto in alto: Umm Juni ieri e oggi

 




permalink | inviato da LiberaliPerIsraele il 24/11/2010 alle 10:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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