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29 settembre 2010

Shoah: rivive su web bimbo ebreo

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31 marzo 2010

 

Adam resurrected, Giunge finalmente in Italia il film tratto dal Romanzo Israeliano inizialmente rifiutato da tutti i registi

 

 

 

 




Si intitola “Adamo Risorto” ( adam resurrected ) . Pellicola risultato di una mega-coproduzione internazionale tra Germania , Usa e Israele , il film affronta uno dei nodi meno conosciuti e paritempo più complessi nella tragedia della shoah . Quanti sopravvissuti , infatti , dopo Auschwitz hanno vissuto una sorta di prolungamento negli anni della loro sofferenza causata dai gravi traumi , dalle gravi perdite e soprattutto dalle torture subite ?
Sicuramente la stragrande totalità dei superstiti della shoah ha subito ciò , eppure pochissimi libri si sono incanalati negli anni in questo universo inesplorato .
“Adam resurrected” il romanzo di Yoram Kaniuk da cui il film di Paul Schrader è tratto , è uno di questi .
Pubblicato in Israele nel 1968 , il romanzo ( e quindi anche il film ) è imperniato sulla figura malinconica di Adam Stein , un artista
circense ebreo che negli anni '40 è deportato nei campi di sterminio con tutta la sua famiglia . Risparmiato alla camera a gas , vedrà morire non solo moltissime persone , famiglia compresa , ma si ritroverà a dover “servire” con scketch da circo il comandante del lager nazista , suo accanito ammiratore . Come non bastasse , Adam dovrà intrattenere con numeri da circo altri deportati ebrei che di li a pochissimi minuti vengono avviati alla camera a gas . Una storia che per molti versi ha ricordato ( anzi è parsa identica ) a quella del film di Jerry Lewis “ il giorno che il clown pianse” ( the day the clown cryed ) , pellicola mai uscita nelle sale in quanto rimasta inedita e nascosta per volontà dello stesso Lewis , e ancora oggi circondata da un alone di leggendarietà negli studious di Hollywood .
Mentre la storia del Picchiatello di Hollywood finiva nel lager di Auschwitz , quando lo stesso clown decideva di suicidarsi entrando nella camera a gas con le piccole vittime dell'ennesima selezione , questo film porta una storia a metà strada tra sopravvivenza e mantenimento di una condizione di prigionia in un mondo dove la follia sembra essere ancora in vita , solo nascosta al primo sguardo . Il povero Adam Stein infatti , sopravvive al lager , e si ritrova negli anni '60 a vivere in un manicomio nel pieno deserto del Negev in Israele , dove sono ricoverati solo superstiti dello sterminio affetti da gravi turbe mentali o problemi di varia natura , che impediscono ancora a vent'anni di distanza dalla fine della guerra , a essi di vivere una vita “normale” . Ed è qui che verrà per Adam( un Jeff Goldblum sublime ) la prova del fuoco , egli , infatti , che era stato costretto dal comandante Klein a comportarsi come un cane , ora si ritrova a tentare di aiutare un bambino che cammina a quattro zampe e abbaia.
Un film quindi pesante , chiaroscuro , impietoso , che fa capire come dopo la shoah molti superstiti abbiano trascinato dentro di se una marea di segni dell'offesa mai facilmente rimovibili . Un film complesso , tanto complesso che lo stesso romanzo da cui è tratto è stato accolto non molto bene negli anni '60 .
Se ne sarebbe già da tempo produrre un film , ma il romanzo in questione è stato reputato per moltissimi anni “inadatto allo schermo” , probabilmente non solo per la sua complessità , ma anche per la velata accusa che nasconde verso la società del dopoguerra , spesso disattente nell'ascoltare le storie e i bisogni dei superstiti della shoah .
Non è un caso che il romanzo e il film siano ambientati negli anni '60 in Israele, e non è un caso che questi superstiti si trovino proprio nel deserto del Negev , isolati quindi dal resto del mondo .
Il film ha anche un collegamento non secondario con la concezione storica che Israele ha avuto della shoah .
Se infatti da un lato La memoria della shoah è alla base dell'identità di Israele e la Shoah è presente nella legislazione, nelle preghiere, nei tribunali, nelle scuole, nei monumenti , e proprio in Israele vi è il Museo Numero Uno al mondo quanto a conservazione e raccolta di documenti sulla shoah : lo Yad Vashem , dall'altro lato la società Israeliana proprio fino agli inizi degli anni '60 non ha considerato la shoah col giusto spessore .
Israele ha infatti iniziato anche essa a comprendere la complessità della tragedia e la sua unicità solo nel maggio 1961 , col processo al Criminale nazista Adolf Eichmann , catturato in Argentina , dove viveva sotto falsa identità ,
grazie a un blitz del Mossad nel 1960 . E' questo lo spartiacque storico molto importante che ha fatto risvegliare non solo Israele , ma anche il mondo Occidentale in genere , sulla unicità della shoah , e ha dato inizio a quella che gli storici definiscono “era del testimone” , era entrata nel vivo a partire poi dagli anni '70 grazie al successo di produzioni Internazionali come lo sceneggiato tv “Holocaust” di Marvin J. Chomwsky . Ovvero , è proprio dagli anni '60-70 che i testimoni , sollecitati dalle nuove generazioni , iniziano a parlare il più delle volte per la prima volta dalla fine della guerra , sulla loro esperienza . Le nuove generazioni prestano per la prima volta orecchio alle parole dei superstiti.
Questo però non accade negli immediati inizi degli anni '60 , nel deserto del Negev e nel film di Schrader , dove i sopravvissuti alla shoah sono stati isolati , messi lontano , quasi come un non volerli sentire , ascoltare , ricordare . Come non vedere in questo film anche un ritratto del Mondo Israeliano a cavallo tra i silenzi del dopo shoah e l'inizio dell'era del testimone .
Anche per questo il film di Schrader , che l'Italia è quasi l'ultimo paese al mondo che vedrà uscire nelle sale a Maggio 2010 , è necessario e utile .
Dell'Uscita del film si sta occupando la Publievents di Roberto Telli , che ha intenzione di organizzare un grosso evento di prima nazionale per Maggio a Roma . Un evento a cui si spera parteciperanno diverse istituzioni Italiane e non solo impegnate nella memoria della shoah .

Grazie ad  Alessandro Matta

 




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permalink | inviato da LiberaliPerIsraele il 31/3/2010 alle 20:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
 


31 marzo 2010

 

La TV di Hamas: Roma sarà conquistata dall'islam

 

 


diaconale@opinione.it

Riportiamo dall'OPINIONE, l'articolo di Dimitri Buffa dal titolo "Hamas predica in TV: Roma conquistata dall'islam ".


Immagini della al Aqsa Tv

“La profezia sulla conquista di Roma resta valida, per volontà di Allah. Così come Costantinopoli fu conquistata circa 500 anni fa, anche Roma sarà conquistata.” Il genio islamico che ha fatto lo scorso 5 marzo questa profezia si chiama Yunis Al-Astal, di professione fa il telepredicatore d’odio sulla tv di Hamas, Al Aqsa tv, e smentisce tutti i fan della visione “obamiana” della poltica in Medio Oriente. Compreso il fatto che non sia mai esistito il cosiddetto “clash of civilities”. Secondo questo imam infatti ogni vero mussulmano dovrebbe tendere a fare diventare islamici anche gli altri cittadini del mondo che non hanno alcuna intenzione o curiosità di provare questo brivido.
E questo perché, come dice dalla tv con il piglio del telepredicatore occidentale, anche esso fanatico, sul modello degli americani “tv evangelist,” “Allah ha scelto te per Se stesso e per la Sua religione, in modo che tu possa agire come il motore che smuove questa nazione verso la fase della successione, della sicurezza e del consolidamento del potere ed anche a conquiste attraverso il da’wa (la predicazione) e le conquiste militari delle capitali del mondo intero.”
E che c’entra Roma? Ce lo spiega ancora una volta l’interessato: “Molto presto, per la volontà di Allah, Roma sarà conquistata, come già è accaduto per Costantinopoli e come era stato profetizzato dal nostro Profeta Maometto. Oggi Roma è la capitale dei cattolici, ovvero la capitale dei crociati, che ha d ichiarato la sua ostilità all’Islam ed ha impiantato i figli delle scimmie in Palestina al fine di evitare il risveglio dell’Islam – questa loro capitale sarà l’avamposto delle conquiste islamiche che si spargeranno per tutta l’Europa in ogni dove, e poi si dirigerà verso le due Americhe e perfino nell’Europa dell’Est.”Per chi non lo avesse capito “i figli delle scimmie in Palestina” sarebbero gli ebrei nello stato di Israele. Il sermone che chiunque voglia vederlo in arabo con i sottotitoli in inglese può andare su http://www.memri.org/report/en/0/0/0/0/0/0/4030.htm, così si conclude: “Credo che i nostri figli ed i nostri nipoti erediteranno il nostro jihad ed i nostri sacrifici e, se Allah vorrà, i comandanti della conquista verranno dai loro stessi ranghi. Oggi, noi instilliamo questi buoni propositi nelle loro anime e, attraverso le moschee ed i libri del Corano, e la storia del nostro Profeta, dei suoi compagni e dei grandi condottieri, li prepariamo alla missione di salvazione dell’umanità dalle fiamme dell’Inferno, sull’orlo del quale si trova in questo momento.”
Per la cronaca non è stato questo l’unico caso di profezia sulla conquista di Roma da parte dell’Islam. E non si esercitano in questo tipo di “nubua” (profezia), solo gli sciroccati del fanatismo mussulmano. Nel 2008 qualcosa di molto simile e sempre dalla tv di Hamas “Al Aqsa tv” era stato detto dall’ex-ministro giordano per gli affari religiosi Ali Al-Faqir. Che il 2 maggio 2008  giurava di conquistare la Spagna e Roma dichirando che “l’America e l’Europa arriveranno presto alla fine”.
Poi questo “shaik del caciocavallo”, argomentava così le proprie profezie: “Dobbiamo dichiarare che la Palestina dal fiume Giordano al mare Mediterraneo, è terra islamica e che la Spagna, cioè l’Andalusia, è anche terra islamica. Sono terre islamiche che sono state occupate dai nemici e che diventeranno nuovamente islamiche. Inoltre, andremo al di là di questi paesi che ad un certo punto sono stati perduti. Proclamiamo che conquisteremo Roma, come una volta è stata conquistata Costantinopoli, e come sarà conquistata di nuovo.”
A quel punto intervenne lo pseudo intervistatore di hamas  con questa esclamazione: “in sha Allah”, cioè se Dio vorrà, come si intitola anche uno dei più noti romanzi della compianta Oriana Fallaci. Al che l’ex ministro giordano ribadiva che “..noi governeremo il mondo, come è stato detto dal Profeta Maometto.” Aggiungendo anche che “..noi metteremo in campo un fronte di battaglia che è sempre più ampio e più forte. I suoi inizi sono stati in Palestina, in Iraq, in Afghanistan e in Cecenia. Quello che è stato cominciato sarà completato. Non si fermerà…”
Perché, diceva nel 2008 l’ex ministro giordano, “questa mattina, su Al-Jazeera TV, ho visto degli scienziati americani e teorici di strategia, dire che presto l’America arriverà alla sua fine. Lo avevano detto in precedenza per l’URSS e, indubbiamente è finita, e adesso noi diciamo che l’America e l’Europa arriveranno alla loro fine e che solo la crescente forza dell’Islam prevarrà.” Insomma se questa è l’idea di fondo dei moderati come i giordani dovrebbero essere, quando parliamo di dialogo, senza sconfinare nei deliri anti islamici di alcuni partiti politici  italiani ed europei, bisogna comunque sapere di chi e di cosa stiamo parlando.

Per inviare il proprio parere all'Opinione, cliccare sull'e-mail sottostante

 

 





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31 marzo 2010

 

Shoah: rivive su web bimbo ebreo

 

 

Profilo su Facebook, migliaia di contatti

Torna a vivere sul web un bambino ebreo polacco ucciso a nove anni dai nazisti nelle camere a gas del campo di sterminio di Majdanek. L'iniziativa senza precedenti e' di un centro culturale di Lublino. Il piccolo Henio Zytomirski ha conquistato una grande comunita' di amici virtuali su Facebook: il suo profilo ha attirato migliaia di contatti e per il suo 'compleanno' lo scorso 25 marzo Heino, che avrebbe compiuto 77 anni, ha ricevuto di 200 messaggi di auguri.
 




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