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28 luglio 2010

Pilllole di Israele e dintorni

In vista di una possibile messa sotto accusa di Hezbollah per l'assassinio dell'ex primo ministro libanese Rafik Hariri, il leader del movimento sciita terrorista, Hassan Nasrallah, ha detto domenica sera che “gli investigatori del Tribunale speciale per il Libano, creato nel 2007 dalle Nazioni Unite, sono agenti del Mossad”. La prospettiva di un atto d'accusa contro Hezbollah suscita in Libano diffusi timori di una ripresa delle violenze settarie del maggio 2008, che avevano visto opporsi i sostenitori sunniti di Saad Hariri e quelli del partito sciita causando un centinaio di morti.

 

“Hezbollah vuole dare la caccia a tutti coloro che, ai suoi occhi, sono collaborazionisti. Non so se i libanesi capiscono che cosa significa. Significa che Hezbollah diventerà una nuova Gestapo, una Gestapo libanese”. Lo ha detto il parlamentare libanese Sami Gemayel, in un’intervista a LBC, e ha aggiunto: “L'esercito libanese, le forze di polizia e lo Stato stesso saranno rimossi, e senza riguardi per la legge e la costituzione Hezbollah sarà libero di arrestare chi vuole”. Sami Gemayel è il figlio dell'ex presidente libanese Amin Gemayel.

 

Il parlamentare libanese Ahmad Fatfat, del partito del primo ministro Saad Hariri ed ex ministro degli interni durante la seconda guerra in Libano, ha espresso il timore di un colpo di stato ad opera di Hezbollah. In questo caso, Fatfat dice di escludere qualsiasi possibilità di una risposta militare perché, dice, “solo Hezbollah dispone davvero di armi in questo paese”. Fatfat ha inoltre accusato Hezbollah di minacciare tutti coloro con cui il movimento sciita terrorista è in cattivi rapporti.

 

La Banca d'Israele procederà al ricambio di banconote consunte o false in circolazione nelle banche della striscia di Gaza per un valore totale di circa 30 milioni di shekel. A proposito della misura, adottata su richiesta delle autorità palestinesi che controllano la Striscia, il sito di Hamas scrive: “Diamo a Israele soldi falsi e in cambio riceviamo shekel veri”.

 

L’Unione Europea intende adottare lunedì una serie senza precedenti di sanzioni contro l’Iran, prendendo di mira in particolare il settore strategico dell'energia, allo scopo di spingere Tehran a collaborare sul suo controverso programma nucleare.

 

Il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) ha ribadito che subisce forti pressioni dalla comunità internazionale perché accetti di riprendere i negoziati diretti con Israele. Nel fine settimana, il Consiglio rivoluzionario di Fatah ha espresso sostegno ad Abu Mazen nel suo rifiuto di avviare colloqui diretti senza precondizioni (cioè, senza previe concessioni da parte di Israele).

 

Nella riunione di domenica, il governo israeliano ha approvato l'aggiunta di Reuven Merhav e del professor Miguel Deutsch alla Commissione Tirkel che sta indagando gli incidenti sulla nave turca bloccata il 31 maggio scorso mentre puntava a forzare il blocco anti-Hamas su Gaza.

 

Tre gruppi di pellegrini palestinesi diretti alla Mecca hanno attraversato questa settimana il valico di Rafah fra striscia di Gaza ed Egitto. Lo ha annunciato un funzionario palestinese. Nei prossimi giorni altri duemila palestinesi partiranno dalla striscia di Gaza “assediata” per compiere il pellegrinaggio musulmano in Arabia Saudita.

 

Il giurista tedesco Christian Tomuschat, nominato il mese scorso dal commissario ONU per i diritti umani, Navi Pillay, a presiedere il comitato di monitoraggio circa il rapporto Goldstone (sull’operazione israeliana anti-Hamas a Gaza del gennaio 2009), ha ammesso sabato d’aver contribuito nel 1996 alla stesura di un documento sugli aspetti giuridici del conflitto israelo-palestinese, ma ha detto d’aver “dimenticato” se il lavoro gli fosse stato commissionato da Yasser Arafat. Tomuschat, la legittimità della cui nomina è stata messa in discussione anche per aver definito in passato Israele uno ”stato terrorista”, sostiene d’essere sicuro d’aver fatto comunque un lavoro “obiettivo”.

 

Israele, che sulla flottiglia turca bloccata il 31 maggio scorso mentre puntava a forzare il blocco anti-Hamas su Gaza ha già condotto un’inchiesta militare e ne sta conducendo una civile indipendente, non intende collaborare con l'inchiesta della commissione sullo stesso tema voluta dal Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani. Lo hanno detto sabato sera fonti dell’ufficio del primo ministro israeliano, citando il carattere pregiudizialmente anti-israeliano del Consiglio Onu per i Diritti Umani.




permalink | inviato da LiberaliPerIsraele il 28/7/2010 alle 15:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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