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17 febbraio 2010

Come una foto satellitare di millecinquecento anni fa

La mappa di Madaba – un’antica mappa in mosaico del VI-VII secolo e.v. che si trova in una chiesa in Giordania e che raffigura la Terra d’Israele nel periodo bizantino – mostra chiaramente che l’ingresso a Gerusalemme da ovest avveniva attraverso una porta molto grande che conduceva a un’unica grande strada su quel lato della città.
Varie testimonianze di importanti edifici a Gerusalemme che compaiono sulla mappa di Madaba sono state trovate nel corso degli anni o sono sopravvissute fino ad oggi, per esempio la chiesa del santo Sepolcro. Ma la grande strada affollata del periodo in cui Gerusalemme divenne una città cristiana non era stata finora trovata. La ragione è che nessuno scavo archeologico era mai stato compiuto in quella zona a causa del disturbo che avrebbe arrecato, bloccando il traffico in un luogo così centrale.
Ora, vista la necessità di lavori radicali sull’infrastruttura dell’area, la Jerusalem Development Authority ha iniziato i lavori di restauro e sta rinnovando l’infrastruttura nella zona in generale, e in particolare accanto all’ingresso di David Street (nota ai turisti come la strada a gradoni della Città Vecchia, attorniata di negozi). È quindi possibile sia per gli archeologi sia per il pubblico dare una rara occhiata a quello che c’è sotto il pavimento di pietra tanto famigliare a tutti noi.
Dalla sua conoscenza della mappa di Madaba, Ofer Sion, direttore degli scavi per la Israel Antiquities Authority, aveva dedotto che il luogo dove l’infrastruttura sarà sostituita è quello dove passava una strada importante nota dalla mappa. “Ed effettivamente, dopo aver rimosso parecchi strati archeologici, alla profondità di circa 4,5 metri sotto il livello stradale odierno, con nostro grande entusiasmo abbiamo trovato le grandi pietre che lastricavano la strada”. Le lastre, lunghe più di un metro, risultano deteriorate dal peso dei secoli. Lungo la strada sono state trovate fondamenta di pietra su cui poggiavano un marciapiedi e una fila di colonne, che non sono ancora venute alla luce. Secondo il Ofer Sion, “è meraviglioso vedere che David Street, oggi così piena di vita, ha effettivamente conservato il percorso della rumorosa strada di 1.500 anni fa”.
Durante il Medio Evo sulle fondamenta di pietra del periodo bizantino venne costruito un edificio molto grande, di fronte alla strada. In una fase successiva, durante il periodo dei Mamelucchi (XIII-XIV secolo e.v.) in questa struttura furono aperte lunghe stanze, alcune delle quali a volta: sembra che fossero usate come negozi e magazzini. Si è anche scoperto che sotto questo edificio – proprio sotto la strada che va dalla cittadella di David a David Street e porta al quartiere armeno – c’è un’enorme cisterna di 8 metri per 12 e profonda 5 metri, che forniva acqua agli abitanti.
La mappa di Madaba è una mappa in mosaico di 8 metri per 16, costruita in una chiesa nella località di Madaba, in Giordania, e ritrae la Terra d’Israele attraverso la profonda conoscenza che l’artista musivo aveva del paese. La mappa raffigura schematicamente tutta la terra d’Israele, con particolare enfasi sui luoghi cristiani. Tra le altre cose che compaiono sulla mappa ci sono molte delle chiese che i cristiani cominciarono ad erigere a quel tempo, quando il grosso della città subì il passaggio religioso dal paganesimo al cristianesimo. Le chiese possono essere identificate dai tetti rossi che sono raffigurati sulla mappa.
I manufatti trovati negli scavi comprendono molto vasellame, monete e cinque piccoli pesi quadrati di bronzo che i negozianti usavano per pesare i metalli preziosi.

(Da: IAA Spokesperson, 10.02.10)

Nelle foto in alto: Gerusalemme come appare nella mappa musiva di Madaba del VI-VII secolo e.v. (il nord è a sinistra, l’est verso alto); sotto: i resti della strada di 1.500 anni fa riportati alla luce a Gerusalemme




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