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9 febbraio 2010

La UE dovrebbe vigilare per il bene dei palestinesi l’utilizzo dei fondi

a: Jerusalem Post, 30.1.10)

di Matthew Sinclar

È facile per i governi occidentali fare prediche su cosa bisognerebbe fare per porre fine al conflitto israelo-palestinese. Ma in quanto governo coinvolti nella elargizione di finanziamenti all’Autorità Palestinese, essi dovrebbero ammettere che anche loro hanno da render conto, ed esigere lo stesso come una sorta di ricevuta da coloro che aiutano. Una larga porzione di quei fondi finiscono infatti col supportare nei territori palestinesi l’istigazione, l’indottrinamento all’ostilità e la cultura dell’odio, cose che a loro volta gettano i semi per il prolungarsi del conflitto futuro nei decenni a venire.

Nel 2007 l’Unione Europea come tale ha donato 420 milioni di euro all’Autorità Palestinese, ma anche gli stati membri hanno singolarmente garantito ampi aiuti bilaterali indipendentemente da quelli della UE. La Germania ha provveduto 55 milioni di euro, la Francia 67 milioni, l’Italia 26,8 milioni, la Svezia 617 milioni di corone, il Regno Unito 63,6 milioni di sterline, oltre a molti altri contributi da altre nazioni. Successivamente molti paesi hanno aumentato le loro donazioni, in particolare in relazione allo sforzo di ricostruzione dopo il conflitto nella striscia di Gaza, e naturalmente anche gli Stati Uniti sono un grosso donatore.

Tutte queste donazioni generano responsabilità. Milioni di euro dei contribuenti europei contribuiscono attualmente in modo determinante a sostenere l’Autorità Palestinese. Molti di questi fondi vengono dati come supporto finanziario diretto, sottoforma di trasferimenti incondizionati all’Autorità Palestinese o pagamenti dei suoi debiti. Ciò significa che i governi occidentali stanno sorreggendo l’Autorità Palestinese e tutte le attività, buone e cattive, che l’Autorità Palestinese intraprende con il suo budget.

 

(…)

Il che è particolarmente preoccupante dal momento che una delle aree che l’Autorità Palestinese finanzia coi suoi fondi è la gestione dei mass-media ufficiali e la stampa dei libri di testo scolastici, i quali fanatizzano i palestinesi.

(…)

Questo uso grossolanamente distorto dei fondi resi disponibili dalle donazioni straniere è particolarmente allarmante alla luce della demografia della popolazioni palestinese che ha il 42% dei suoi membri sotto i 15 anni d’età. Le scelte che faranno queste giovani generazioni paleseranno il futuro della regione. Vi saranno sempre voci maligne, da Hamas al regime iraniano, che aizzano i palestinesi a continuare a combattere e che condannano qualunque compromesso come una resa da codardi. I palestinesi devono essere in grado di respingere il cattivo consiglio se si vuole dare una speranza o una possibilità a progressi duraturi. Come disse John F. Kennedy, “la pace non si fonda soltanto su carte e trattati, essa nasce nei cuori e nelle menti di ogni persona”.

I princìpi del Quartetto (Usa, Ue, Russia, Onu) dimostrano che i paesi donatori possono esercitare pressione sull’Autorità Palestinese, ma si concentrano unicamente sul comportamento dell’Autorità Palestinese al tavolo delle trattative. Si dovrebbe invece prestare più attenzione all’opera di fanatizzazione della popolazione palestinese che avviene grazie a un budget che è finanziato in larga misura dai governi occidentali.

—————————————————————————

*Nota storica:

Dopo il 1994 Israele ha ceduto all’ Autorità Palestinese ogni competenza sul sistema educativo nei territori a questa sottoposti ; questa ha firmato con l’ UNESCO un accordo che trasferiva competenze di verifica del curriculum , ed ha investito di questa responsabilità il vice presidente dell’ Università di Bir Zeit , Ibrahim Abu Lughod.

Il curriculum elaborato( e pagato dall’ Italia ) avrebbe dovuto sottolineare i valori dell’ identità nazionale palestinese nel contesto dei valori della democrazia, dei diritti umani e della pace.

Dal 1997 questo centro, non più diretto da Lughod, è sottoposto interamente alla sola giurisdizione dell’ Autorità Palestinese.

L’ Italia ha contribuito a progetti educativi attraverso i canali palestinesi del Ministero dell’ Educazione e del Ministero dell’ Educazione Superiore ( con borse di studio universitarie ed istruzione degli insegnanti palestinesi) , oltre a quelli dell’ UNESCO e della banca Mondiale.




permalink | inviato da LiberaliPerIsraele il 9/2/2010 alle 7:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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