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18 gennaio 2009

Armi e soldi, a Gaza

 




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An Israeli police officer kneels over a dog that was badly injured after a rocket landed in the southern town of Sderot



Le armi tacciono, a Gaza. Ma non basta, perché si deve investire nella pace.
Le democrazie occidentali aiutarono Hamas. Lo fece, sotto banco, anche
Israele, per indebolire l¹Organizzazione per la Liberazione della Palestina.
La storia, però, non si prende a spizzichi e bocconi, né si capisce una
guerra con foto usate come bombe.
Arafat fondò l¹Olp nel 1959, sparandola contro l¹esistenza stessa di
Israele. Erano anni di guerra fredda, di blocchi contrapposti, ed Israele
era la frontiera avanzata delle democrazie occidentali. L¹Italia era
condizionata da quel quadro e non eravamo in molti a detestare la politica
filopalestinese, che andava dal lodo Moro (si consentiva ai terroristi di
far passare sul nostro territorio le loro armi, purché fossero utilizzate
contro gli israeliani e non in casa nostra!) al non riconoscimento Vaticano
dello Stato di Israele. Storia complicata, in un intrecciarsi di torti e
ragioni che non si possono liquidare in poche righe. Compresi gli aiuti ad
Hamas, con Arafat che aveva ragione ad avvertire l¹occidente: state
allevando un mostro.
Gli anni portarono l¹Olp al tavolo del negoziato, e fu in quel momento che
l¹antagonismo fondamentalista si mise a lavorare non più per la conquista
dei consensi, contro la corruzione nella gestione dei denari, ma per la
guerra. Sanno che Israele non sarà cancellato, ma sanno anche che il
conflitto è la condizione per conservare un ruolo, oltre che appoggi e
soldi. Per Israele, invece, la partita è sempre la stessa: garantirsi la
sicurezza. Anche per i palestinesi, del resto, la situazione è sempre la
stessa: ostaggio di chi li usa per lanciare le loro vite, anzi, i loro corpi
contro la pace e contro l¹occidente. Israeliani e palestinesi hanno
interessi compatibili, ma diversi da quelli di chi pretende di rappresentare
i secondi.
Finita la guerra fredda, molti europei si sono acconciati al doppio gioco,
garantendo formale solidarietà agli israeliani e strizzando l¹occhio alle
teocrazie fornitrici di petrolio. Scaricando sugli americani l¹onere della
difesa effettiva. E¹ in casa nostra, quindi, che deve tornare il realismo,
anche nella gestione degli aiuti economici. Quelli che bruciano le bandiere
sono dei cretini, ma quelli che inceneriscono il ruolo politico dell¹Europa
sono, talora, al governo.

Davide Giacalone
www.davidegiacalone.it


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