.
Annunci online

  LiberaliPerIsraele “la libertà dell’Occidente si difende sotto le mura di Gerusalemme”
 
Diario
 








  







Liberali per Israele 






     
  A Shuny 
                     

    
  




 Contatori visite gratuiti


8 gennaio 2009

IL DIO DEGLI EBREI CHE SCALFARI NOMINA INVANO

 
Oscar Giannino per "Libero"Caracciolo Scalfari e Formenton 1984

Viva Stefano Romano Di Segni. Ieri ha scritto a Repubblica la sua condanna per quanto scritto da Eugenio Scalfari. Domenica, il fondatore di Repubblica ha parlato dell'azione israeliana contro i terroristi di Hamas. Ma era solo un incipit. Parava altrove, nella consueta censura verso la Chiesa e la sua dottrina in materia di bioetica. La condanna per la «sproporzione evidente» di Israele era comunque ferma. Ma visto che si parlava di un tema non proprio secondario per la nozione stessa di Israele - Dio - Scalfari lo liquidava sbrigativamente. In Israele, per lui, lo si adora alla stessa stregua dell'interpretazione jihadista del Corano.

A quel punto, a molti lettori di Repubblica, e innanzitutto a molti lettori ebrei, le scatole sono girate a mille. E parecchi di loro hanno preso carta e penna, mandando missive di protesta. Tanto che lo stesso giornale ha dovuto pubblicarne una per tutte. Perché la voce della protesta era girata, nella comunità romana come altrove, e non sarebbe stato corretto né elegante fare orecchie da mercante.

PRETESE TEOLOGICHE
La prescelta è stata appunto quella di Stefano Romano Di Segni. Il quale ha respinto le pretese di Scalfari «teologo», per il quale gli ebrei d'Israele hanno dimenticato il Dio d'amore di Abramo e quello della sapienza di Salomone, per adorare solo Yhwé Sabaoth, l'aspro "Dio degli eserciti". E ha concluso amaramente di non stupirsi, visto che Scalfari scriveva sulle riviste più razziste del fascismo ancora nel tardo 1942.


 

La scelta di Repubblica è stata quello dello scorpione, che serba in coda il veleno. La lettera di Di Segni è stata bollata in corsivo come insultante, priva di argomentazioni tali da confutare Scalfari. Una scelta che mi ha fatto riflettere. Mi ha prima fatto sorridere. Poi, mi è sembrata un po' meschinella.

Se alla direzione e all'ufficio centrale di Repubblica pensano si debba difendere il fondatore sostenendo che chi lo critica è un empio insultatore, allora alla battaglia delle idee si è sostituita l'idolatria. Bell'essere laici, criticare il Papa cattolico in nome dell'Antipapa proprio. Complimenti.

Ma, al di là delle facili battute che vengono spontanee, di fronte a tanto discettare di filosofia negli ultimi anni di prosa scalfariana, se stiamo al punto in realtà viene da dire che da stupirci c'è assai poco. Sono passati quarantuno anni ormai, dalla guerra dei Sei Giorni che vide Israele difendersi con un brillante blitz preventivo dall'ennesimo attacco che i Paesi arabi confinanti gli stavano riservando.

Molti forse non lo ricordano, ma la rottura storica tra il grande Arrigo Benedetti fondatore dell'Espresso, ed Eugenio Scalfari che ne prese da allora il timone grazie al sostegno del principe Caracciolo, avvenne proprio perché Scalfari assunse una posizione nettamente filo-araba, condannando l'azione di Israele.

COERENZA DI FERRO
Da allora, Scalfari non ha mai cambiato idea. È Israele, in quanto Paese democratico e libero, che da sola dovrebbe capire quanto sia infondata e ingiusta, la pretesa di eliminare dal ring chi la colpisce e distrugge col terrorismo. Ricordo ancora le parole di Scalfari nel 2002. Erano passati nove anni, da quando Ytzak Rabin avevo stretto la mano di Araft a Camp David, pagandone poi due anni dopo il prezzo con la propria vita. Ancora nel 2000, vanamente Clinton aveva richiamato Arafat a Camp David con Barak, per onorare i patti sottoscritti con Israele.

Ma le stragi kamikaze contro civili israeliani inermi continuavano. E Israele a quel punto mise sotto assedio gli uffici di Arafat a Ramallah. Scalfari scrisse allora che nulla si poteva chiedere ad Arafat, tanto meno evitare i kamikaze. mentre tutto si doveva chiedere solo a Israele. Ma Sharon avrebbe detto di no, sempre e solo di no, continuava Scalfari. Mi sono sempre chiesto se quei giudizi duri come pietre gli siano tornati alla mente, quando tre anni dopo Sharon si ritirava da Gaza senza nulla pretendere. Per ritrovarsi poi Hamas che continua a tirare razzi sulle città israeliane.

È da 41 anni, che Scalfari pensa che Israele sia giustamente punita e unica responsabile dei guai dell'intero Medio Oriente. Di fronte a questo passano persino in secondo piano la superficialità e la disinvoltura con cui egli liquida Elohim agli occhi di chi è ebreo, e il valore dell'Alleanza con Dio a cui per sempre i discendenti delle dodici tribù d'Israele si sentiranno legati. In fondo, sono difetti assai prossimi a quell'istintiva e paludata apparenza di ragione che appagava il giovane Scalfari, inducendolo a scrivere in gioventù per le riviste del fascismo.


sfoglia     dicembre        febbraio
 

 rubriche

Diario
La cucina ebraica
Filmati e humour
Documenti
Israele
Archivio
Ebraismo
Viale dei giusti e degli eroi
Made in Israel
Il meglio in libreria
Kibbutz

 autore

Ultime cose
Il mio profilo

 link

Komunistelli
il reazionario
animaliediritti
Facebook
yahoo gruppi
informazione
israele
ucei
hurricane
CERCO CASA
Esperimento
Antikom
societapertalivorno
iljester
lehaim
milleeunadonna
lideale
bendetto
focusonisrael
asianews
viva israele
giuliafresca
stefanorissetto
ilberrettoasonagli
pensieroliberale
jewishnewssite
ControCorrente
Fort
Centro Pannunzio
bosco100acri
essere liberi
Fiamma
Maralai
Nomi in Ebraico
Barbara
Raccoon
Salon-Voltaire
Frine
Serafico
Enzo Cumpostu
Israele-Dossier.info
Dilwica
300705
Deborah Fait
Nuvole di parole
calendario laico
gabbianourlante
imitidicthulhu
Fosca
Geppy Nitto
Topgonzo

Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0

Feed ATOM di questo blog Atom