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11 giugno 2008

Augusta Montaruli, una montatura? Giornalistica? Politica?

 
Augusta Montaruli


Questa mattina su La Stampa, ed. di Torino, p. 55 e 66, è comparsa una mia risposta al prof. Angelo D'Orsi che alcuni giorni fa era intervenuto in favore degli autonomi, relativamente agli scontri avvenuti in Università.
Sempre più convinta che occorra una riforma etica delle istituzioni, a partire da quelle scolastiche, e non potendo comprendere come ciò che non è tollerato negli stadi (lanci di uova e fumogeni) venga in Università elevato al rango di antifascismo, avevo scritto questa risposta (purtroppo in parte tagliata sulle pagine de La Stampa che, comunque, ringrazio per la pubblicazione):
Pochi giorni fa ho letto con interesse le riflessioni del collega D'Orsi. Il suo invito, rivolto agli studenti, affinchè non ricreino le tensioni degli anni Settanta non può che trovarmi d'accordo. Ero studentessa al liceo Gioberti quando il 1 ottobre 1977 gruppi di Lotta Continua, ai margini di un corteo, scagliarono bottiglie incendiarie dentro il bar Angelo Azzurro di Via Po (considerato un bar frequentato da giovani di destra). Nel rogo morì Roberto Crescenzio, che non militava in alcun gruppo politico. L'episodio mi colpì e mi segnò profondamente, così tanto che oggi non posso che apprezzare le parole del collega D'Orsi e ringraziarlo per averle espresse. Purtroppo quelle parole non sono servite a nulla e, ieri, nell'atrio di Palazzo Nuovo, ci sono state nuove "scaramucce". Se nessuno si è fatto male è stato soltanto grazie alla vigile presenza degli uomini delle Forze dell'Ordine, ormai unici garanti della democrazia in Università.
Tuttavia le parole dello stesso D'Orsi meritano qualche riflessione, proprio al fine di non continuare ad alimentare inutili tensioni. Nel suo appello D'Orsi lasciava infatti intendere che dietro al primo episodio che ha coinvolto Augusta Montaruli, la giovane di destra che non ha sostenuto un esame a causa del clima intimidatorio che si era scatenato intorno a lei, fosse stata operata una montatura. Giornalistica? Politica? D'Orsi non l'ha detto. Viene da chiedersi se il collega fosse presente ai fatti (ma se fosse stato così lo avrebbe specificato) oppure se parlasse soltanto per sentito dire. Ipotesi più probabile. Nemmeno io ero presente ai fatti e mi limito a rifletterci sopra sulla base dei resoconti giornalistici e di quanto riportato dai siti più vicini ai ragazzi del Cua (collettivi universitari autonomi).

I quotidiani hanno infatti riportato non soltanto il resoconto dei fatti, ma anche diverse interviste ai membri della commissione d?esame e alla stessa protagonista del caso che non ha esitato ad ammettere di non essere stata impedita "fisicamente", ma di non essersela più sentita, vista la pressione nei suoi confronti. Non dimentichiamo che gli autonomi le stavano gridando ?fascista? e stavano ricoprendo lei e i suoi amici di lanci di uova e fumogeni. Per esperienza di docente posso assicurare che a un esame ci si deve presentare sereni per poter ottenere buoni risultati. D'altra parte il racconto è anche confermato da uno dei siti più vicini all'area antagonista che, a poche ore dai fatti, ne dava notizia con queste parole: ?Torino - Bersagliati di uova esponenti del Fuan capitanati dalla Montaruli. Tensione tra studenti di sinistra e studenti del FUAN alla palazzina Einaudi di Torino, una delle sedi dell?università. Augusta Montaruli, dirigente di spicco del FUAN, si presenta per dare un esame, ma viene riconosciuta e bersagliata da un lancio di uova e fumogeni. Prontamente difesa dalla polizia, la fascistella universitaria non è riuscita a dare l?esame, dando la colpa ?al clima che si era creato?. Forse non aveva studiato abbastanza e aveva soltanto bisogno di una scusa.? (Gio, 05/06/2008 ? 17:33 www.autistici.org/macerie). Sarò all'antica, ma credo che gli strumenti più consoni per presentarsi in Università siano libri, penne e quaderni: non certo uova e fumogeni (non tollerati nemmeno negli stadi). E a chi preferisce questi ultimi, invece, dovrebbe essere impedita la reiscrizione in Università.

Direi che parlare di montatura, quindi, sia abbastanza fuori luogo. Ma ancor più fuori luogo, per chi faccia appello alla pacificazione, è la terminologia che D'Orsi ha adoperato. Egli infatti ha sostenuto che la studentessa è "orgogliosamente militante in un gruppo di estrema destra", il che - se fa riferimento al Fuan - è falso. Il Fuan, com'è noto, è l'organizzazione degli studenti universitari di AN. E Augusta Montaruli, tra l'altro assessore alla cultura della città di S. Mauro, è una dirigente nazionale del gruppo studentesco di AN, ora PdL. Affermare che gli studenti del Fuan (di cui fa parte anche mio figlio, orgogliosamente ebreo!) siano "neofascisti" è quanto meno dimostrare di non conoscere a fondo ciò di cui si va argomentando. Non intendo poi soffermarmi sul fatto che, sempre secondo le parole di D'Orsi, i giovani del Cua che - per loro stessa ammissione - hanno lanciato uova e fumogeni addosso alla studentessa, siano "vigorosi e rumorosi portatori di istanze antifasciste". Quegli stessi bravi ragazzi antifascisti, nel 2005, hanno fatto bersaglio di uova e fumogeni anche la sottoscritta: avevo infatti osato, a una "mia" lezione, dare la parola a un rappresentante dello Stato d'Israele! E, nel corso del presente anno accademico, hanno incessantemente messo a disposizione, nei loro banchetti all'interno della struttura universitaria, volantini in cui io e il collega Volli veniamo definiti "razzisti" per il solo fatto che difendiamo le istanze dello Stato ebraico.

Mi dispiace dunque dissentire da Angelo D'Orsi, ma credo che per essere antifascisti non basti dichiarare di esserlo: occorre dimostrarlo con i fatti. E coloro i quali adoperano la violenza - vuoi per impedire la parola a un ebreo d'Israele o il regolare svolgimento della campagna elettorale universitaria o il volantinaggio di studenti che la pensano diversamente da loro (è nuovamente capitato ieri) - difficilmente potranno essere riconosciuti dalla storia come antifascisti. Nè, probabilmente, verranno riconosciuti come tali i loro cattivi maestri, chiunque essi siano.

Daniela Santus


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