255 palestinesi detenuti per reati legati alla sicurezza hanno fatto ritorno a casa venerdì pomeriggio, dopo aver lasciato in mattinata la prigione israeliana di Ketziot.
Rivolgendosi agli ex compagni di lotta nel complesso presidenziale della Mukata a Ramallah (Cisgiordania), il Presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas ha detto: “Questo è solo l’inizio. Gli sforzi devono continuare. Il nostro lavoro deve proseguire fino a quando tutti i prigionieri saranno tornati a casa”.
Il Primo Ministro palestinese Salaam Fayad e altri Ministri dell’ANP hanno anch’essi salutato i prigionieri alla Mukata. A loro si è unito il parlamentare israeliano Ahmad Tibi (UAL) che ha incontrato Abbas venerdì mattina.
Durante la loro permanenza a Ramallah, gli ormai ex prigionieri hanno deposto delle corone di fiori sulla tomba dell’ex presidente palestinese Yasser Arafat.
Alcuni prigionieri si sono inginocchiati e hanno baciato il suolo al loro arrivo al check-point e sono saliti a bordo di alcuni bus. Sporgendosi dai finestrini dei bus, alcuni hanno fatto gesti di vittoria e agitato bandiere palestinesi e poster.
Il Capo dell’Amministrazione Civile in Giudea e Samaria [Cisgiordania], il Generale di Brigata Yoav Mordehai, ha incontrato l’alto ufficiale di Fatah Hussein al-Sheikh e il Ministro per gli Affari dei Prigionieri dell’ANP Ashraf Ajrami al check-point nell’imminenza dell’arrivo dei prigionieri.
Hamas ha sminuito l’evento. “Questa misura non ha vero valore poiché molti dei prigionieri appartengono ad una sola fazione, e molti stavano per essere rilasciati”, ha detto il portavoce di Hamas Sami Abu Zuhri.
Nel frattempo, circa 20 famiglie di vittime del terrorismo e di detenuti ebrei per motivi legati alla sicurezza hanno inscenato una protesta contro il rilascio di fronte alla residenza del Primo Ministro [israeliano] a Gerusalemme.
Il rilascio dei detenuti di venerdì mattina è stato di poco posticipato dopo che uno dei detenuti è stato sottoposto ad ulteriori controlli di sicurezza e legali.
Il prigioniero è rimasto in detenzione dopo che lo Shin Bet (l’Agenzia per la Sicurezza di Israele) e il Servizio Carcerario di Israele (IPS) hanno scoperto che apparteneva ad Hamas.
L’uomo è stato condannato nel 2000 a dieci anni di carcere per tentato omicidio allorché era un operativo della fazione Tanzim ma da allora è entrato a far parte di Hamas, secondo quanto riferito dalla Radio di Israele che ha citato lo Shin Bet e la IPS. L’uomo resterà in carcere fino al termine della condanna.
Il portavoce del Ministero degli Affari Esteri israeliano Mark Regev ha detto che il rilascio è parte di un pacchetto di gesti di buona volontà che devono dare un nuovo impulso ai ristagnanti sforzi di pace.
"Speriamo che misure combinate del governo israeliano e di quello palestinese possano portare ad un nuovo periodo di cooperazione e dialogo, e che la dinamica negativa sia alle spalle”, ha detto Regev.
I funzionari palestinesi hanno detto di sperare che altri compagni saranno liberati presto.
"Questo rilascio rompe il ghiaccio tra noi e gli israeliani sulla questione dei prigionieri”, ha detto Ziad Abu Ein, il vice primo ministro palestinese per gli Affari dei prigionieri.
L’Alta Corte di Giustizia di Israele ha rimosso l’ultimo ostacolo giovedì sera, e il Servizio Carcerario di Israele ha messo il tocco finale ai preparativi per il più consistente rilascio di prigionieri dal 2004.
Negli ultimi giorni, i 250 prigionieri maschi destinati al rilascio sono stati trasferiti dalle prigioni in cui stavano scontando la loro pena alla prigione di Ketziot. Qui, hanno firmato un formulario con cui hanno promesso di non impegnarsi più in attività terroristiche dopo il loro rilascio, e si sono sottoposti ad una speciale procedura di identificazione per confermare la loro identità, e dunque per accertare di essere le medesime persone i cui nomi apparivano sulla lista dei prigionieri da rilasciare.
Le sei donne da liberare sono state tenute nello speciale blocco del Complesso della Prigione di Sharon per le donne detenute per motivi di sicurezza.
L’Alta Corte di Giustizia ha respinto la petizione presentata dall’Associazione Almagor per le Vittime del Terrorismo con cui il gruppo argomentava che “il governo non deve aver accesso a nulla che sia collegato ai prigionieri condannati”.
L’avvocato Naftali Wertzberger, che rappresentava Almagor, ha argomentato davanti alla Corte che “l’uso di prigionieri per [motivi politici] che sono stati condannati in una corte e incarcerati è contro la legge. L’idea che i prigionieri, solo perché appartengono al Fatah, meritino un prezzo saldato come questo è veramente troppo”.
Ancor prima che la corte emettesse il suo verdetto, il direttore amministrativo del Servizio Carcerario Israeliano Benny Kaniak ha tenuto nella prima mattinata un incontro di pianificazione durante cui ha deciso che tutti i 256 prigionieri sarebbero stati portati a Beitunya e caricati su bus palestinesi.
L’Unità Nachson per la scorta dei prigionieri del Servizio Carcerario è stata incaricata di portare i prigionieri ammanettati dalla Prigione Ketziot al luogo di rilascio.
Le sei donne hanno avuto un viaggio più breve rispetto a quello di due ore e mezza fatto dagli uomini, ma anche loro sono arrivate allo stesso check-point attorno alle 10 ora locale.
I prigionieri sono stati scortati fuori dai bus dai membri dell’Unità Nachson, e sono stati custoditi per breve tempo dalla Polizia Militare.
Fonte: http://www.jpost.com/servlet/Satellite?cid=1184766018113&pagename=JPost%2FJPArticle%2FPrinter.
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LiberaliPerIsraele il 20/7/2007 alle 19:25 | |