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20 luglio 2007
Il sionismo e la sua storia
Negli ultimi mesi sono stati pubblicati due libri in italiano sulla storia del sionismo
Segnalazioni
Il primo è una vera e propria opera storica, originariamente scritta in francese, e che si situa tra i più importanti strumenti di conoscenza della storia del sionismo. Il secondo è invece a carattere divulgativo.
Cominciamo dal secondo:
 Ilan Greilsammer Il sionismo
Universale Paperbacks il Mulino; pp. 128; € 9,50; ISBN 978-88-15-11653-6; 2007 in libreria dal 05/07/2007
Se il tema del ritorno degli ebrei alla Terra promessa risale alle Scritture, è alla fine del XIX secolo che, con Theodor Herzl, esso diviene il fondamento di un movimento propriamente politico, che dà voce a una aspirazione religiosa quanto territoriale e culturale: il sionismo. Tale dottrina ha per obiettivo la costituzione di uno stato ebraico sovrano, un'unica patria per tutti gli ebrei. Questo volume traccia la storia del movimento sionista dalle origini, attraverso il processo di emancipazione e passando per la moltiplicazione dei pogrom, fino agli sviluppi contemporanei. Ne presenta inoltre i protagonisti, gli obiettivi, le diverse correnti (dall'estrema destra all'estrema sinistra), ne analizza i miti e ne interroga l'avvenire.
Ilan Greilsammer insegna Scienze politiche nell'Università di Bar Ilan, Israele. Fra le sue pubblicazioni La nouvelle histoire d'Israël. Essai sur une identité nationale (1998) e Le dépérissement de l'Etat. Le Léviathan est-il mort ? (con B. Morris, 2004).
Georges Bensoussan Il sionismo. Una storia politica e intellettuale 1860-1940
Traduzione di Monica Guerra 2007, Bibl. Cult. Storica EINAUDI;pp. XXIV-1370; € 130.00; ISBN 8806170074
Sionista. L'aggettivo suona come un insulto. Il termine ha oggi una connotazione così peggiorativa, è talmente svalutato che la realtà cui si applica ha finito per sparire sotto i sedimenti della stigmatizzazione e persino, come in certe occasioni internazionali, della demonizzazione. Alla realtà di una fede e di una cultura, il discorso antisemita ha risposto con fantasie tremende (l'omicidio rituale, tra l'altro), soffocando nella paura un oggetto di conoscenza. Alla realtà di un'ideologia e di un movimento nazionale sostanzialmente atipico, il rifiuto risponde con il marchio d'infamia, ma non ci dice che cosa esso sia e, ancora meno, che cosa sia stato.
Il sionismo è a tal punto sepolto sotto strati e strati di riprovazione che oggi è difficile per noi determinare serenamente che cosa fu, in quali condizioni nacque, l'humus che lo nutrì e la pluralità dei suoi significati. Posto di fronte ai problemi della modernità politica, imboccando in particolare la strada della nazione, della laicità, dell'utopia sociale e della cultura come nuova forma della dimensione religiosa in società secolarizzate, il sionismo, lungi dal rivolgersi solo agli ebrei, contribuisce a porre le domande capitali del XX secolo. Che ne è dei rapporti tra la lingua e la nazione, tra popolo e territorio, cosa succede a una fede nazionale nel processo globale di laicizzazione del mondo? Cosa accade alle forme culturali del politico nelle società massificate in cui il sionismo iniziò a prendere forma più di un secolo fa? Quesiti scomparsi dietro al focalizzarsi dell'attenzione sul conflitto tra ebrei e arabi. I
n quanto frutto del secolo dei Lumi, sullo slancio dell'emancipazione alla francese (1791), l'idea nazionale ebraica non è dissociabile dal fermento nazionalitario della metà del XIX secolo. Il sionismo è solo una delle sue forme, ma inseparabile dal processo di secolarizzazione del mondo. Quando il fenomeno religioso perde vigore di fronte all'avanzare della laicizzazione, il mondo ebraico tradizionale corre il rischio di estinguersi. Il rinnovamento letterario dell'ebraico precede almeno di una generazione la nascita dei primi circoli sionisti in Russia. Quindi, prima di essere una reazione all'antisemitismo, cui spesso lo si riduce, il sionismo risponde innanzitutto alla disillusione del mondo e plasma in vista del domani l'identità secolare dell'ebraismo. Il sionismo affonda le sue radici più nell'Illuminismo e nella Rivoluzione francese che nell'ebraismo tradizionale, di cui intende liberarsi passando dall'emancipazione dell'individuo a quella della collettività, sul modello dello Stato-nazione. Movimento secolare, traduce lo sforzo compiuto dalla società ebraica per adattarsi a una definizione più nazionale dell'identità.
Il conflitto tra ebrei e arabi ha velato questa dimensione originaria, che vede nascere una laicità ebraica a prezzo di scontri violenti tra i maskilim laici e il mondo ortodosso, cominciati più di un secolo fa, uguali per passione a quelli che hanno caratterizzato il confronto francese negli anni tra il 1880 e il 1910 e che continuano a essere molto vivi ancora oggi nello Stato di Israele. Tra tutte le risposte ebraiche alla modernità, solo il sionismo è sopravvissuto.
Georges Bensoussan, nato in Marocco nel 1952, insegna Storia a Parigi e ha pubblicato Génocide pour memoire (Éditions du Félin, 1989), L'Ideologie du rejet (Manya, 1993), Histoire de la shoah (PUF, 1996). Presso Einaudi ha pubblicato L'eredità di Auschwitz (2002) e Il sionismo. Una storia politica e intellettuale (2007).
sionismo
| inviato da LiberaliPerIsraele il 20/7/2007 alle 20:30 | |
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