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  LiberaliPerIsraele “la libertà dell’Occidente si difende sotto le mura di Gerusalemme”
 
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22 ottobre 2014

Ci sono italiani svegli che lo sanno fin dall'inizio, ma ci sono italiani idioti e addormentati che ancora credono alle favole che raccontano a sinistra




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20 ottobre 2014

Onore ai Curdi, i soli che combattano veramente l'ISIS!!!

 




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19 ottobre 2014

sta succedendo come per la caduta di Costantinopoli nelle mani islamiche

....a Roma parlavano e filosofavano di che sesso erano gli angeli...mentre lì i loro fratelli nella fede venivano uccisi e conquistati dalle orde ottomane e così Costantinopoli l ultima roccaforte del sacro romano impero cadde e divenne Istambul.....speriamo che questa volta non cada la stessa Roma


Mentre noi in Occidente filosofeggiamo sul #terrorismo #islamico chiedendoci se, come e quando intervenire per fermarlo, loro che hanno molto ben chiaro ciò che vogliono continuano a invadere e ad occupare. Dopo l'Iraq, la Siria, la Libia, la Nigeria, la Somalia, ora anche lo Yemen rischia di cadere nelle grinfie del terrorismo islamico di #AlQaeda. Approfittando dello scontro tra sciiti e sunniti, i terroristi islamici continuano a conquistare posizioni. Il 9 ottobre scorso un kamikaze legato al movimento di Ayman al-Zawahiri, che ha preso le redini del gruppo dopo l'uccisione di Osama Bin Laden, si è fatto esplodere nella capitale, a piazza Tahrir, dove era convocata una manifestazione dei ribelli sciiti del movimento Ansar Allah: il bilancio è stato di 43 morti e una settantina di feriti. Ieri dodici morti in seguito a scontri tra terroristi e ribelli sunniti. Oggi presunti combattenti di al-Qaeda hanno preso il controllo di una città nella provincia sudorientale di Idlib. Lo ha reso noto una fonte della sicurezza, riferendo anche della morte di cinque poliziotti nell'offensiva lanciata dai miliziani contro la città di Udain, situata 20 chilometri a ovest del capoluogo Ibb.Sveglia Occidente!

Mentre noi in Occidente filosofeggiamo sul ?#?terrorismo? ?#?islamico? chiedendoci se, come e quando intervenire per fermarlo, loro che hanno molto ben chiaro ciò che vogliono continuano a invadere e ad occupare. Dopo l'Iraq, la Siria, la Libia, la Nigeria, la Somalia, ora anche lo Yemen rischia di cadere nelle grinfie del terrorismo islamico di?#?AlQaeda?. Approfittando dello scontro tra sciiti e sunniti, i terroristi islamici continuano a conquistare posizioni. Il 9 ottobre scorso un kamikaze legato al movimento di Ayman al-Zawahiri, che ha preso le redini del gruppo dopo l'uccisione di Osama Bin Laden, si è fatto esplodere nella capitale, a piazza Tahrir, dove era convocata una manifestazione dei ribelli sciiti del movimento Ansar Allah: il bilancio è stato di 43 morti e una settantina di feriti. Ieri dodici morti in seguito a scontri tra terroristi e ribelli sunniti. Oggi presunti combattenti di al-Qaeda hanno preso il controllo di una città nella provincia sudorientale di Idlib. Lo ha reso noto una fonte della sicurezza, riferendo anche della morte di cinque poliziotti nell'offensiva lanciata dai miliziani contro la città di Udain, situata 20 chilometri a ovest del capoluogo Ibb.
Sveglia Occidente!




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18 ottobre 2014

Dunque, riepilogando.....

 un signore Filippino, che aveva già ammazzato un tizio per una lite, anziché stare in galera, se ne va a spasso, tenta di ammazzare moglie e figli, riesce solo ad ammazzare il figlio e poi si ammazza, un altro ragazzo 15enne viene seviziato in palestra con un attrezzo e finisce in ospedale, il Papa dice che non è nessuno per poter giudicare i gay e apre loro le porte della Chiesa, il Sindaco Marino ne approfitta e trascrive un bel po' di matrimoni gay celebrati all'estero, Alfano si incazza e dice che la trascrizione non vale un caxxo, i Vescovi di Roma si incaxxano e dicono che è una scelta ideologica, la lega fa una manifestazione contro l'immigrazione clandestina e i centri sociali del caxxo ne fanno una contraria e cercano lo scontro, e il TG intervista un immigrato il quale si lamenta e dice che in Italia non c'è lavoro, non c'è niente e non c'è dignità (ma perché non se ne torna a casa sua a cercarsi la dignità che lamenta di non avere qua?) ...... gli sbarchi continuano in massa e il rischio ebola è sottovalutato, le tasse aumentano anche se Renzi dice di averle abbassate ( a chi? forse ai politici e ai suoi amici), lo spread sale, le fabbriche chiudono, l'Italia sprofonda nel fango e i genovesi se la pigliano con Grillo ( contenti loro.....)......
Sinceramente non ci capisco più nulla...... Caro Marino, se quel che conta è l'amore, allora siccome amo da morire i miei amici a 4 zampe, sappi che voglio sposarli tutti, quindi le chiederò di trascrivere il matrimonio che farò con loro e che verrà celebrato di fronte ad un emerito somaro titolato e non me ne frega nulla se questo tipo di matrimonio non è previsto dalla legge, tanto a lei di cosa prevede la legge non frega un tubo. Se l'amore è quel che conta, sappia che io amo tantissimo i miei amici a 4 zampe, con i quali condivido tutto: voglio sposarli e voglio metterli tutti nel mio stato di famiglia e voglio anche il riconoscimento di tutte le detrazioni fiscali che hanno le famiglie con componenti a carico...... e non è mica finita qui, oggi la Boldrini con tanto di velo in testa è andata in moschea a dire che l'Islam è religione di pace...... ma perché non ci resta in moschea?
MA CHE ANDASSERO TUTTI IN QUEL POSTO.....




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17 ottobre 2014

Oggi ho imparato che il mio migliore amico è morto di cancro all'età di 5 anni

Mio hockey, nessun altro può capire ciò che abbiamo avuto insieme. Imboscate, compiti, chonnoies, viaggio, formazione. Insieme abbiamo rotto tutti i record. Hai salvato un sacco di persone innocenti e catturato i terroristi stavano progettando attacchi di massa. Lei non avrebbe potuto essere qui oggi. Si mi ha salvato più di due volte e ha anche avuto un coltello accoltellato a me.
Non ti dimenticare per sempre! Non dimenticare l'amore che mi hai dato abbracci, chiamare per hockey di avere accanto.
Mio caro amico, amo e ti adoro abbracci!
Hockey, 2009-2014. Egli può riposare in pace (David Wettin) (Tradotto da Bing)

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Mio hockey, nessun altro può capire ciò che abbiamo avuto insieme. Imboscate, compiti, chonnoies, viaggio, formazione. Insieme abbiamo rotto tutti i record. Hai salvato un sacco di persone innocenti e catturato i terroristi stavano progettando attacchi di massa. Lei non avrebbe potuto essere qui oggi. Si mi ha salvato più di due volte e ha anche avuto un coltello accoltellato a me.
Non ti dimenticare per sempre! Non dimenticare l'amore che mi hai dato abbracci, chiamare per hockey di avere accanto.
Mio caro amico, amo e ti adoro abbracci!
Hockey, 2009-2014. Egli può riposare in pace (David Wettin) (Tradotto da Bing)

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Non ti dimenticare per sempre! Non dimenticare l'amore che mi hai dato abbracci, chiamare per hockey di avere accanto.
Mio caro amico, amo e ti adoro abbracci!
Hockey, 2009-2014. Egli può riposare in pace (David Wettin) (Tradotto da Bing)

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16 ottobre 2014

Mail bombing degli animalisti ad albergatori e ristoratori




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16 ottobre 2014

La jihad sessuale sbarca in Europa. Forum erotici dedicati allo Stato Islamico

Forum Jihadisti dedicati unicamente alla Jihad sessuale e a mostrare come lo jihadista perfetto combatte la battaglia per l'ISIS anche facendo sesso con donne occidentali, possibilmente cristiane.


Una premessa importantissima: ci abbiamo pensato parecchio prima di pubblicare questo articolo. Lo abbiamo fatto per due motivi. Il primo è che non potendo dare i link dei forum di cui parliamo (ci interessa continuare a monitorarli) tecnicamente non possiamo dimostrare quello che diciamo. Il secondo è che non vorremmo nella maniera più assoluta che il presente articolo passasse come un atto discriminatorio verso i musulmani e non vorremmo che qualche sito o qualche imbelle lo strumentalizzi in tal senso. Non lo è assolutamente. E solo un avvertimento alle donne occidentali affinché non si facciano riprendere durante i loro liberi rapporti sessuali. Alla fine abbiamo quindi deciso di pubblicarlo in quanto riteniamo che il Diritto di cronaca prevalga su qualsiasi considerazione.

Durante il nostro continuo monitoraggio dei forum jihadisti e dei social network ci siamo più volte imbattuti in riferimenti alla Jihad sessuale. Per diversi mesi abbiamo cercato di entrare su un forum dedicato specificatamente a questo argomento incuriositi da alcuni messaggi inviati dagli utenti.

Fino a pochi giorni fa credevamo onestamente che si trattasse di una specie di forum di reclutamento per donne interessate ad andare a combattere la Jihad sessuale con l’ISIS (è di qualche giorno fa la notizia del pentimento di due ragazzine austriache) ma quando siamo riusciti finalmente a farci accettare nel forum abbiamo scoperto una realtà davvero sconvolgente. In realtà si tratta di un vero e proprio sito porno completamente in inglese dedicato alla Jihad sessuale dove gli utenti islamici postano i loro filmati amatoriali di sesso con donne occidentali, una specie di esibizione delle “vittorie” ottenute sul campo in occidente fatte passare come una vittoria del machismo jihadista sulle donne occidentali. Per ovvie ragioni non abbiamo potuto verificare l’originalità dei video che però sembrano originali e comunque caricati tutti dagli utenti attraverso un sistema di caricamento interno al sito.

Molti filmati sembrano registrati con il consenso delle donne ma alcuni sono raccapriccianti persino per menti aperte come le nostre. In particolare ci hanno colpito alcuni video che mostrano la più grande “vittoria” a cui uno jihadista occidentale miri (per loro stessa ammissione), cioè la sodomizzazione di una donna occidentale. In uno in particolare si evidenzia che la donna è cristiana e porta la croce al collo. Ma quello che veramente ci ha colpito è stato il vedere alcuni video fatti con una webcam che sembrano rappresentare quella che sembra francamente più una violenza sessuale che un atto volontario.

screenshot-from-paris

Intendiamoci, nella maggioranza dei casi sembrano rapporti tra adulti consenzienti sebbene piuttosto violenti, ma in almeno una decina di casi le donne sembrano costrette, piangono visibilmente e vengono mostrate alla webcam come un trofeo (prese per i capelli e mostrate alla telecamera). E’ difficile da spiegare a parole e l’unica cosa sarebbe mostrare i video. Solo che oltre a non sembrarci il caso potremmo persino danneggiare ulteriormente le vittime mostrandone il viso e violare così la loro privacy. Francamente non ci sembra il caso.

Quello che per il momento ci interessa fare, visto anche l’altissimo numero di “partecipanti” a quel forum, è lanciare una specie di avvertimento alle donne occidentali affinché non cadano in questi trabocchetti . Ogni donna maggiorenne è libera di fare sesso con chi vuole ma attenzione a non farvi riprendere e a non finire, magari inconsapevolmente, a diventare protagoniste della Jihad sessuale sui forum jihadisti.

Scritto Paola P.

Sostieni Rights Reporter

http://www.rightsreporter.org/la-jihad-sessuale-sbarca-in-europa-forum-erotici-dedicati-allo-stato-islamico/



15 ottobre 2014

La Turchia viene allo scoperto: bombarda i curdi invece che l’ISIS

La Turchia di Erdogan invece di intervenire contro l'ISIS bombarda postazioni curde. Il Saladino turco è venuto finalmente allo scoperto.

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Aerei da caccia turchi hanno bombardato postazioni del PKK, il partito dei lavoratori curdi, nel sud- est della Turchia. Lo riferisce questa mattina l’agenzia di stampa curda Rudaw.

Secondo quanto riferisce la Rudaw, confermato dai media turchi, aerei F-16 ed F-4 turchi avrebbero attaccato obbiettivi del PKK nella regione montuosa a maggioranza curda di Hakkari, al confine con l’Iraq. Secondo il quotidiano turco Hurriyet gli attacchi avrebbero provocato “pesantissime perdite” tra i curdi. Fonti curde riferiscono di decine di civili, tra cui moltissime donne e bambini, tra le vittime.

E così la Turchia è finalmente venuta allo scoperto e dimostra in maniera lampante da che parte sta nella guerra allo Stato Islamico, anche se Ankara sostiene di aver colpito obbiettivi terroristici considerando che la Turchia ritiene il PKK un gruppo terroristico. In realtà in questo modo giustifica ampiamente l’immobilismo nei confronti di Kobane e soprattutto la ferma opposizione al fatto che i curdi ricevano armi dall’occidente per combattere l’ISIS. Ankara preferisce lo Stato Islamico ai curdi. Ormai è un fatto conclamato.

Pensiamo che ormai sia arrivato il momento di dire le cose come stanno in maniera decisa e senza tanti giri di parole: la Turchia, membro della NATO e in predicato di entrare in Europa, è un regime islamico estremista che lavora in stretto contatto con lo Stato islamico. Se nemmeno dopo questi fatti in Europa non lo si capisce allora che i politici europei se ne vadano tutti a casa perché dimostrano di essere incapaci se non collusi con Erdogan.

Scritto da Sarah F.

Sostieni Rights Reporter




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13 ottobre 2014

ISIS: massacro a Kobane. Dove sono i pacivendoli?

A Kobane si combatte casa per casa. Oltre 100.000 profughi sono intrappolati nella parte nord della città e rischiano il massacro. Eppure non c’è traccia di manifestazioni pacifiste, nessuno che dica una sola parola. L’ipocrisia del pacifismo con Kobane ha davvero superato ogni limite.

L’inviato delle Nazioni Unite in Siria, Staffan de Mistura, ha detto ieri alla AP che “Kobane è la nuova Srebrenica”,una nuova vergogna per quella parte di mondo che si definisce civile, un mondo che resta immobile di fronte al massacro di migliaia di civili che, se l’ISIS dovesse conquistare tutta la città, rischia di trasformarsi in un vero e proprio genocidio.

Metà della città è già finita nelle mani dei terroristi dello Stato Islamico che nemmeno i deboli bombardamenti americani sono riusciti a fermare. La parte nord è ancora in mano alle forze curde (almeno nel momento in cui scriviamo) e resiste casa per casa. E’ in quell’area che si sono rifugiati i 100.000 profughi (stima Onu) curdi, cristiani e sciiti per sfuggire ai massacri dell’ISIS. Se anche quella zona dovesse cadere il massacro sarebbe più che certo.

E’ un massacro annunciato di decine di migliaia di persone che però non sembra smuovere i pacivendoli, quelli che per intenderci non esitano mai un secondo a scendere in piazza per condannare le azioni difensive di Israele contro Hamas. Forse sarà perché sarebbe imbarazzante scendere in piazza per difendere Hamas e poi condannare l’ISIS che con Hamas condivide tutto. Meglio quindi girarsi dall’altra parte e chiudere gli occhi di fronte ai massacri veri dello Stato Islamico.

La beffa americana dei bombardamenti

E’ imbarazzante il comportamento di Obama che continua a parlare di “grande coalizione contro l’ISIS”. Per stessa ammissione del Comando Centrale dell’Esercito USA tra giovedì e venerdì l’aviazione americana ha condotto nove attacchi (solo nove, capito bene) contro le postazione del ISIS. Come intendono incidere gli americani in questa guerra con soli nove attacchi è davvero un mistero. E’ una vera beffa alla quale si aggiunge quella di impedire sia la consegna di armi ai combattenti curdi che il blocco totale del passaggio di combattenti curdi pronti ad andare ad aiutare i loro fratelli a Kobane.

La città di Kobane deve essere sacrificata alle mire ambiziose di Erdogan e non c’è ragione che tenga. Poco importa se migliaia di persone rischiano di essere massacrate dai terroristi del ISIS.

In questo contesto di vera immobilità spicca ancora di più il silenzio dei pacivendoli, ipocriti senza alcuna dignità che non si curano minimamente delle decine di migliaia di persone massacrate sistematicamente dal ISIS. Una vergogna senza fine.

 Scritto da Carlotta Visentin

 Sostieni Rights Reporter

http://www.rightsreporter.org/isis-massacro-a-kobane-dove-sono-i-pacivendoli/




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11 ottobre 2014

Stato Islamico, mostro islamico. Il coraggio di parlare chiaro

 ISIS-MAP

In molti lo hanno definito “un mostro”. Lo Stato Islamico, o ISIS che dir si voglia, è veramente un mostro biblico che allunga i suoi tentacoli nel cuore del Medio Oriente, un mostro creato da menti neppure troppo occulte che lo usano a loro piacimento per i loro scopi politici e militari.

«Inutile girarci troppo intorno, lo Stato Islamico è una creazione di due degli Stati più terroristici al mondo, il Qatar e la Turchia. Ne abbiamo continuamente le prove». A dirlo all’agenzia SANA non è stato uno qualsiasi ma il parlamentare libanese Nabih Berri. Certo, va detto che Nabih Berri non può essere considerato al di sopra delle parti, ma la sua affermazione non è per nulla di parte e probabilmente è la più chiara che sia mai stata fatta in merito allo Stato Islamico.

Gli intrecci politici

La vera guerra sotterranea che si sta combattendo in Medio Oriente è tra l’Arabia Saudita e il Qatar. Dove i sauditi intervengono per supportare un esercito o uno Stato il Qatar interviene sulla parte opposta. I sauditi finanziano l’esercito libanese e il Qatar finanzia Al-Nusra, i sauditi sostengono Al-Sisi in Egitto e il Qatar sostiene i Fratelli Musulmani, i Sauditi sostengono il Governo in Yemen e il Qatar sostieni i ribelli Houti. Dove c’è un interesse saudita c’è un contro-interesse del Qatar. Con lo Stato Islamico è la stessa identica cosa. L’ISIS minaccia i regni del Golfo che girano intorno all’orbita saudita e il Qatar ci affonda le mani come un coltello nel burro caldo. In questo caso il valore aggiunto è la Turchia che ha fortissimi interessi a lasciare che lo Stato Islamico faccia il suo corso, in particolare con il regime di Damasco ma, soprattutto, con il Kurdistan. L’immobilità turca di fronte al massacro di Kobane non è solo vergognosa, è palesemente volontaria. La connivenza con lo Stato Islamico è evidente, la logistica fornita all’ISIS, gli uomini turchi che combattono con lo Stato Islamico e persino l’aperta collaborazione con ONG turche del calibro della IHH parlano talmente chiaro che non c’è bisogno di dire niente altro. Solo in Europa e a Washington fanno finta di non vederlo. Solo in occidente fanno finta di non vedere che quando si tratta di ostaggi turchi o vicini al Qatar lo Stato Islamico e Al-Nusra non praticano nessuna esecuzione pubblica. I casi dei diplomatici turchi rilasciati in cambio di un centinaio di miliziani del ISIS “trattenuti” in Turchia e dei 45 caschi blu delle Fiji il cui riscatto è stato “generosamente” pagato dal Qatar, una operazione che ha evidenziato il sostegno economico dell’Emiro al-Thani al gruppo legato ad Al-Qaeda che sta confluendo nello Stato Islamico, sono davanti agli occhi di tutti.

L’assurdità dell’Islam moderato

Il paradosso è che in occidente sia la Turchia che la Fratellanza Musulmana, la madre di tutti i gruppi terroristici e ampiamente sostenuta dal Qatar, vengono considerati come “Islam moderato” mentre i Wahabiti sauditi vengono considerati l’Islam integralista. Francamente non credo che ci sia differenza tra i due schieramenti ma mi pare il colmo parlare del “mostro” Stato Islamico senza tenere in considerazioni i “moderati” che lo sostengono.

Il vero padre dello Stato Islamico

Alla fine, nel complesso vortice di interessi e conto-interessi che si vedono in Medio Oriente l’unica cosa che appare evidente è che lo Stato Islamico ha molte teste ma un unico vero padre: l’Islam integralista. Non importa se questo islam sia sciita, sunnita, wahabita, non importa se in apparenza queste forze si combattono tra di loro. Ormai siamo alla resa dei conti e qualsiasi forza ne uscirà vincente i prossimi obbiettivi saremo noi. Anzi, siamo già nel mirino. Lo ha detto chiaramente il Grande Ayatollah Ali Khamenei solo pochi giorni fa. Il nemico è l’occidente, Israele per primo. Quel messaggio, passato in sordina sui media occidentali, non è solo un proclama, è una dichiarazione di intenti. E’ arrivato il momento di avere il coraggio di parlare chiaro e di chiamare il nemico con il suo vero nome che non è ISIS, Stato Islamico, Al-Nusra, Al Qaeda, wahabiti, sciiti o sunniti, non importa chi sia a manovrare i fili, Turchia, Qatar, Arabia Saudita o altri, sono tutti figli di un unico padre che si chiama Islam. Cominciamo a rendercene conto prima che sia troppo tardi (se già non lo è).

Scritto da Noemi Cabitza
http://www.rightsreporter.org/stato-islamico-mostro-islamico-il-coraggio-di-parlare-chiaro/




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9 ottobre 2014

La Turchia andrebbe immediatamente espulsa dalla Nato perché alleata dei terroristi islamici che la Nato dice di combattere e di voler sconfiggere.

 


Kobane resiste! I Peshmerga, "i combattenti curdi che sfidano la morte", continuano a controllare due terzi della città che si trova in Siria a ridosso della frontiera con la Turchia.
Intanto la Turchia ha fatto sapere che non intende condurre un'operazione terrestre contro i terroristi islamici dell'Isis a Kobane. "Non è realistico aspettarsi dalla Turchia che conduca da sola un'operazione terrestre" contro l'Isis, ha dichiarato il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu al termine di un incontro ad Ankara con il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. Quest'ultimo ha detto che la Nato non intende creare una "zona di interdizione aerea" sui cieli della Siria e di proclamare che l'obiettivo dell'intervento della Nato è la caduta del regime siriano di Assad.
La Turchia conferma di essere alleata dei terroristi islamici, di aver schierato 10 mila soldati sul fronte di Kobane per aiutare i terroristi islamici impedendo ai miliziani curdi turchi del Pkk di andare in aiuto dei propri fratelli curdi in Siria. La Turchia andrebbe immediatamente espulsa dalla Nato perché alleata dei terroristi islamici che la Nato dice di combattere e di voler sconfiggere
Magdi Cristiano Allam




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8 ottobre 2014

Brava gente. C'è poco da aggiungere, brava gente da accogliere in massa




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8 ottobre 2014

Gilan,19 anni, dopo aver combattuto con coraggio nella difesa di Kobani, si è uccisa per non cadere nelle mani dei terroristi dell'Isis

 




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7 ottobre 2014

Non dovrebbe essere una decisione di normale e assoluto buon senso?

 




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6 ottobre 2014

Domani molte di loro non ci saranno piú: ma sono donne di cui l'intera umanitá deve andare fiera e che dobbiamo ringraziare una ad una!

Sono ore drammatiche, decisive. Nella città siriana di Kobane un manipolo di combattenti curdi, tra cui molte donne, si oppone casa per casa all'avanzata dei fanatici dell'Isis. Sanno benissimo che, se catturate, verranno torturate e decapitate. Ma combattono per la propria terra, per la libertà, per l'umanità. Il mondo si inchini di fronte a tanto coraggio.



https://www.facebook.com/pagina.DavidSassoli/photos/a.498388733411.264942.89537383411/10152475398328412/?type=1&theater




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4 ottobre 2014

YOM KIPPUR, o Giorno dell’Espiazione, la più sacra delle festività ebraiche


  Questo è il giorno di “afflizione”: riflettiamo sulle nostre azioni, ci pentiamo per i peccati commessi e siamo soggetti al giudizio divino. Nelle 25 ore di digiuno totale che osserviamo in questa giornata, preghiamo affinché i nostri peccati vengano perdonati e per correggere le azioni sbagliate commesse contro il prossimo. E come si usa dire prima di Kippur, Tzom kal (Digiuno facile)! (Credit foto: David Saranga)




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3 ottobre 2014

Fraintendimenti pericolosi

 Chiamalo fraintendimento, errore di valutazione, ce ne sono un po' troppi in giro quando questo potrebbe costarti la pelle: i servizi segreti della Casa Bianca che non valgono niente e il Presidente rischia la vita; Obama stesso ha detto che le informazioni sull'Isis non erano buone; l'analista Michael Wilne scrive che Israele è fuorviato da informazioni americane sbagliate. Ora un paradosso irrimediabile ci da l'idea di quanto si possa essere confusi sulla strategia contro l'Isis, quanto l'Occidente non sappia capirne la pericolosità, come sia povero di analisi e di lungimiranza: almeno 400 persone sono partite dalla Germania per combattere a fianco dei militanti dello Stato Islamico e di altre organizzazioni jihadiste non solo sull'onda della loro folle passione, ma su quella di un atteggiamento imprudente della polizia.

Mentre il ministro dell'Interno tedesco Thomas de Maizière dava ieri le preoccupanti cifre e annunciava misure per «impedire che rientrino e lancino attacchi qui», il capo del dipartimento antiterrorismo della polizia bavarese Ludwig Schierghofer ha rivelato che la polizia incoraggiava gli estremisti islamici a lasciare il Paese per andare in Afghanistan e in Siria a combattere la Jihad. «Era per proteggere la nostra popolazione» ha detto. Cioè cercava spensieratamente di levarseli di torno usando una normativa segreta del 2009. È stato solo un anno fa che le autorità tedesche hanno capito che non solo rafforzavano le fila dei tagliatori di teste ormai organizzate in esercito, ma li invitavano poi a tornare ben addestrati, pronti ad attaccare i cittadini tedeschi. Chissà che questo sbocco di sincerità non debba essere seguito da altre rivelazioni del genere, dato che sono molto numerosi i terroristi europei, in particolare da Belgio (400), Francia, Inghilterra, Danimarca, Olanda e anche da casa nostra. Gli stranieri sembra siano ormai 12mila. La sensazione è che, anche senza incentivi alla tedesca, ci sia comunque stata ignoranza. Adesso l'Olanda ha fatto una legge per ritirare il passaporto a chi si è arruolato nella jihad, idem l'Inghilterra.

La confusione più grande tuttavia è sul campo: Obama teneva molto all'ingresso nella coalizione della Turchia, che all'inizio rispose di no. Adesso invece il parlamento, secondo i desideri di Erdogan, sta votando una partecipazione tanto attiva che la Turchia alla fine sarà l'unico Paese ad avere i famosi «stivali sul terreno» mentre tutti gli altri si tratterranno garbatamente nel regno dei cieli. La Turchia non lo fa solo in odio al terrorismo sunnita (dopotutto Erdogan è un grande militante della Fratellanza Musulmana) ma per il suo interesse nazionale. Infatti Instanbul mira a un nuovo ordine regionale, è molto disturbata dal caos sul confine per lo scontro fra Isis e i suoi antichi nemici curdi.

Il pericolo non viene dall'Isis, ma è la confusione sul confine, il nemico giurato Assad da battere, e i curdi: la Turchia mette nel piatto tutto questo, con la scusa del pericolo che corre il santuario di Suleiman Shah, fondatore dell'Impero Ottomano nella città di Kobane vicino ad Aleppo, teatro di un violento scontro fra Isis e Curdi. L'esercito turco è forte, come l'interesse di Erdogan in Siria.
Fiamma Nirenstein Il Giornale 3 0ttobre 2014




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2 ottobre 2014

Teppisti palestinesi mascherati lanciano pietre contro i piccoli alunni di un asilo israeliano:

Masked Palestinians throw rocks at preschool playground

Children take cover from incoming stones, fireworks; police arrest suspects as East Jerusalem unrest continues to rise.

Noam 'Dabu' Dvir

Published: 09.30.14, 22:08 / Israel News

Masked Palestinian youth threw stones and fired fireworks at a complex housing a preschool Tuesday afternoon in the Mount of Olives neighborhood in a continuation of increasing incidents of violence in the West Bank and East Jerusalem in particular.

 

 

In a video filmed by a nearby civilian, the group of Palestinians can be seen throwing a continued volley of rocks at a playground, causing the children to hide in a protected structure until police arrived on the scene.

 

Rock throwers in Jerusalem.

 

The suspects were arrested soon after the incident.

 

Related stories:

 

Batyah Harush, a caretaker at the preschool, said, "We were in the yard and suddenly 10 masked men arrived in the area and starting throwing rocks and firing fireworks in the direction of our yard. The noise really frightened the children and they saw the masked men and panicked. So we went into a shelter and I immediately called the police."

 

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Border police arrest a Palestinian suspected of stone throwing on Monday.

 

The youth fled upon the arrival of the police. According to residents of the area, the last two months have been saturated by violence and other dangerous activity from the young Arab men who have thrown rocks, fired fireworks, and hurled Molotov Cocktails at Israeli vehicles and security forces.

 

However, the incident at the Mount of Olives was not the only one of its kind Tuesday. In another Jerusalem neighborhood, Armon HaNatziv, an 18-year-old Palestinian threw a rock at a residence. A glass pane was shattered in the attack. Police forces arrested the suspect.




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1 ottobre 2014

ISRAELE ALL’ONU: UNITI PER SCONFIGGERE L’EBOLA

......

"Israele è pronto a unirsi a una task force internazionale per combattere l'epidemia di Ebola. Nel frattempo abbiamo inviato fondi per combattere l’emergenza in Sierra Leone e forniture mediche in Etiopia, e inviato esperti in salute pubblica e malattie infettive in Camerun", così l’Ambasciatore israeliano Ron Prosor nel corso di una riunione straord...inaria del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sull’emergenza Ebola. Una crisi globale richiede una risposta globale, ha dichiarato il rappresentante israeliano che ha aggiunto: “Ora è il momento di agire con un intervento globale. Decine di migliaia di vite e il futuro dell'Africa occidentale sono in bilico. Ogni paese, non importa quanto piccolo, ha un ruolo da svolgere nella lotta contro l'epidemia di ebola. Ci troviamo a un bivio. Obiettivi relativi alla salute e allo sviluppo globale che una volta sembravano irraggiungibili sono oggi alla nostra portata… Questo è il momento di sostituire l’apatia con l’ambizione. Questo è il momento di unirci per sconfiggere questa malattia, e rafforzare i sistemi sanitari nel mondo”. (Credit foto: UN Webcast) 




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1 ottobre 2014

Così un terrorista sbarcato coi clandestini è scomparso nel nulla

Di origine palestinese, è arrivato qualche settimana fa in Sicilia. In Francia gli 007 sbagliano aeroporto e tre jihadisti sfuggono alla cattura

Un terrorista palestinese in fuga per l'Italia. È arrivato con un barcone, come migliaia di clandestini. È passato come tutti per i centri di prima e seconda accoglienza. Come molti altri si è dileguato nei giorni scorsi.

La polizia ha fatto in tempo ad interrogarlo e ha sequestrato le foto conservate nel suo cellulare. Immagini inquietanti e drammatiche: l'uomo è in mimetica e imbraccia un Kalashnikov. Ma gli elementi raccolti non sono stati sufficiente per spezzare la catena burocratica: oggi la massa dei migranti - 135 mila sbarchi nel 2014 - sfugge di fatto ai controlli rigorosi, le leggi sono inefficaci e non vengono rispettate. I numeri sono troppo alti per poter gestire l'emergenza sbarchi. E lo stesso meccanismo perverso si è messo in moto con il palestinese la cui identità è a oggi ignota.

L'uomo è arrivato qualche settimana fa sulle coste della Sicilia. Era su un'imbarcazione, stipata fino all'inverosimile di disperati alla ricerca di una chance sul lato «buono» del Mediterraneo. Come capita ai tanti profughi in arrivo dal Medio Oriente, anche lui ha provato ad ingannare chi lo interrogava: «Sono siriano», le sue parole. I siriani infatti scappano da un paese devastato dalla guerra civile e per questo non vengono etichettati come clandestini. Dunque non sono soggetti alla procedura standard: espulsione e, almeno in teoria, ritorno in patria. No, per loro scatta la trafila che porta all'asilo per ragioni umanitarie. Insomma, hanno una corsia preferenziale. La spiegazione però non ha convinto le autorità. Prima un mediatore culturale, poi le forze dell'ordine. «C'era qualcosa che non tornava - racconta al Giornale un poliziotto in prima linea in Sicilia - aveva una barba folta, un classico degli estremisti islamici». Non solo: un investigatore ha notato un dettaglio decisivo: un grosso callo sulla mano destra. «Quel callo - afferma l'agente - ha una sola origine possibile: la familiarità con i mitra e i fucili». Insomma, c'erano tutti i presupposti per lanciare l'allarme e andare a fondo.

I poliziotti hanno fatto il loro dovere, e pure qualcosa in più, e hanno interrogato scrupolosamente il fantomatico siriano: dopo una lunga deposizione l'uomo ha ammesso di aver militato in uno dei tanti gruppi della guerriglia palestinese. Quale? A quale fazione apparterrebbe il misterioso clandestino? Mistero. I controlli sul passaporto hanno ingarbugliato la questione. Si è capito che i dati erano stati alterati e si è arrivati alla conclusione che fosse palestinese. Ma niente di più.

Purtroppo con i flussi indiavolati degli sbarchi non c'è modo di andare tanto per il sottile. La routine è stata rispettata pedissequamente anche questa volta: qualche giorno in un centro di prima accoglienza, poi il trasferimento in un centro di seconda accoglienza. A Comiso. La distinzione non è solo nominale. Nei centri di prima accoglienza i controlli sono strettissimi, la sorveglianza è alta, le fughe quasi impossibili. Nei centri di seconda accoglienza è tutta un'altra musica: si tratta di strutture permeabili, come si dice in gergo: in sostanza chi vuole se ne va. E pure in fretta. Il palestinese la cui identità non era stata ancora accertata ha pensato bene di togliere il disturbo. Nessuno ha provato a bloccarlo. Impossibile. È sparito poche ore dopo il suo arrivo a Comiso e oggi nessuno sa dove sia. Anzi, per dirla, tutta, non si nemmeno il suo nome.

Naturalmente un'informativa è stata inviata dalla Sicilia a Roma, ma tutto questo non è servito, o comunque non è stato sufficiente, per predisporre controlli più stringenti. «Mancano gli strumenti legislativi - dicono al Giornale dalla polizia - mancano il tempo e gli uomini in divisa per fronteggiare la mole ingente degli sbarchi, manca tutto». In realtà una strada sarebbe stata praticabile: il fermo di polizia. Ma è anche vero che con ogni probabilità il provvedimento non sarebbe poi stato convalidato dalla magistratura che per bloccare un individuo vuole prove solide. Prove che in questa fase sarebbe stato impossibile fornire.

Così siamo al paradosso: l'Italia partecipa alla grande coalizione che dà la caccia ai tagliagole dell'Is, fra l'Iraq e la Siria, e nello stesso tempo cerca di snidare i fanatici col passaporto tricolore: una quarantina, secondo Repubblica . I jihadisti più pericolosi perchè mimetizzati dietro un'identità all'apparenza rassicurante. Ma intanto la stessa Italia non è in grado di bloccare chi arriva sulle nostre spiagge portandosi dietro un passato non proprio immacolato. Un passato che forse non è finito. Perchè nessuno sa se questo palestinese abbia troncato i fili che lo legavano ai gruppi oltranzisti di Gaza e quali siano le sue intenzioni. Forse si tratta di un miliziano di Hamas ma potrebbe anche appartenere alla galassia delle formazioni che ritengono Hamas un movimento troppo moderato. E non si può escludere che sia arrivato in Italia per organizzare un attentato contro un obiettivo ebraico. «Siamo completamente al buio - confessa un investigatore - e siamo frustrati: abbiamo fiutato il pericolo, ma siamo stati costretti a liberare questo signore pur sapendo che presto sarebbe svanito nel nulla». Cosa puntualmente accaduta. Polizia e carabineri si chiedono ora quanti siano i guerriglieri scortati a terra dalle navi di Mare nostrum. E liberi di scorrazzare nel nostro Paese. E intanto in Francia gli 007 incassano una clamorosa figuraccia: annunciano l'arresto di tre jihadisti di ritorno dalla Siria attraverso la Turchia. Tra loro il cognato del «killer di Tolosa», Mohamed Merah. Peccato che i tre siano sbarcati a Marsiglia mentre gli agenti li attendevano all'aeroporto parigino di Orly. L'arresto non è mai avvenuto.

Valentino Zurlo

Il giornale




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